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Industrializzazione e sviluppo tecnico-scientifico

Il progresso industriale ed economico raggiunto dall'Inghilterra nella seconda metà del Settecento si estese negli Stati Uniti e in Europa nonostante il divieto, da parte delle autorità inglesi, di diffondere le nuove conoscenze. Inoltre grazie alla politica di Napoleone che aveva favorito la crescita delle industrie e del commercio , derivò l’affermazione della borghesia che ormai controllava la società (avendo preso il ruolo che in passato era appartenuto ai nobili).Un altro fattore che contribuì al cambiamento fu l’incremento demografico che fece aumentare la richiesta di prodotti agricoli stimolando il processo di trasformazione capitalistica dell’agricoltura. Il maggior reddito agricolo favorì la circolazione del denaro, un miglior tenore di vita e una maggiore richiesta di prodotti industriali. Ben presto i piccoli proprietari e i lavoratori agricoli non riuscendo a sostenere le trasformazioni del sistema di produzione, abbandonarono i campi per andare in città dove costituirono una buona riserva di manodopera per l’emergente settore industriale.

In Europa il processo di industrializzazione iniziò in ritardo rispetto all'Inghilterra e ciò dipese da diversi fattori quali la presenza di miniere di ferro e carbone, l’efficienza del sistema bancario ,la disponibilità ad abbandonare la terra…da queste circostanze derivò il rapido sviluppo del Belgio, la lentezza della Francia e della Germania, il ritardo de Russia, Austria, Italia, Spagna.
Tra le scoperte più importanti ricordiamo quella del cloro e delle sue proprietà candeggianti (fondamentali nell'industria tessile),quella dei fertilizzanti chimici, quella del gas illuminante (usato come fonte di calore e di illuminazione per le grandi città).
Cambiano le abitudini alimentari. Nel 1812 in Inghilterra vengono prodotte le prime scatole di latta per la conservazione dei cibi e negli Stati Uniti (1834) si costruiscono le prime macchine per fare il ghiaccio e pochi anni dopo le prime celle frigorifere per la conservazione dei cibi così da poter trasportare su navi grandi quantitativi di derrate alimentari fermandone il processo di deperimento. Si inizia ed estrarre lo zucchero dalle barbabietole ottenendo a basso costo un prodotto ad alto potere calorico senza dover ricorrere a viaggi oltremare per importare la canna da zucchero.
Rapidamente cresce la rete ferroviaria di conseguenza si sviluppa l’industria siderurgica (per fabbricare binari, locomotive e carrozze). Anche le strade sono rese più praticabili con la costruzione di vie con profilo convesso capaci di far scorrere le acque ai lati . Vendono costruite le prime navi a vapore che accorciano i tempi di navigazione.

Le teorie del liberismo economico

Ben presto fu necessaria un’alleanza tra l’industria e i centri finanziari per l’acquisto e l’ammodernamento delle macchine, nonché per garantire il salario alle masse di operai sempre più consistenti. Nacque così , per finanziare compagnie di commercio, di navigazione e di appalto (di grandi opere pubbliche), la Borsa dei valori di Londra. Essa fu utilizzata in seguito anche per raccogliere capitali (attraverso la vendita di azioni) da reinvestire per le maggiori industrie.
Si diffondono le teorie liberiste per evitare i dazi e per favorire la circolazione delle merci ( la produzione in serie consentita dalla meccanizzazione sarebbe emersa solo se si fossero aperti alle imprese mercati liberi ed ampi) grazie a Jaques Turgot (noto esponente della scuola fisiocratica francese )e Adam Smith, secondo il quale il profitto individuale coincide con il benessere generale della collettività, senza bisogno dell’intervento dello Stato, considerato un ostacolo al libero gioco della concorrenza.

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