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Il declino dei domini coloniali

Nel periodo intercorso fra le due guerre mondiali, l’Europa inizia a perdere la sua tradizionale egemonia sugli altri continenti. La Gran Bretagna e la Francia, le maggiori potenze europee uscite vincitrici dalla prima guerra mondiale e detentrici di un vasto dominio coloniale, non si accorgono di questa crisi, anche perché
• gli Stati Uniti hanno scelto l’isolazionismo
• i loro domini oltremare si sono ampliati con l’acquisizione delle colonie tedesche e di alcuni territori dell’ Impero Ottomano
In realtà, sia la Gran Bretagna che la Francia non avevano più le risorse economiche e militari per mantenere una loro presenza solida nelle colonie in cui, nel contempo, si facevano strada sempre più segni di insofferenza nei confronti dei dominatori.
Le cause dei movimenti indipendentisti in Asia ed in Africa sono molteplici:

1) I territori d’oltremare hanno fornito aiuto in risorse umane alle potenze europee durante la seconda guerra mondiali e i soldati sono venuti così a contatto con ideali di democrazia e libertà
2) I bolschevichi si sono fatti sostenitori della liberazione dei popoli dall’imperialismo ed hanno sostenuto i movimenti anticoloniali
3) Diffusione dell’ideologia wilsoniana che riconosce il diritto all’autodeterminazione dei popoli, anche se le colonia tedesche, dopo la fine della guerra furono affidate alla Francia e alla Germania sotto forma di mandato
L’impero britannico e le colonie francesi in Asia
Nei confronti delle popolazioni del proprio impero coloniale, la Gran Bretagna preferì allentare i vincoli. Infatti già nella Conferenza imperiale di Londra del 1926, viene creato il Commonwealth di cui per il momento facevano parte il Canada, il Sudafrica e l’Australia (e successivamente anche Iraq e Egitto)con lo scopo di mantenere in futuro forti legami economici ed istituzionali.
L’India costituiva un problema sia per la sua funzione strategica che economica. Da segnalare che in India i movimenti indipendentisti si era già fatti sentire ai tempi della prima guerra mondiale. Durante la seconda guerra mondiale, come premio del lealismo dimostrato dalle classe dirigente indiana, la Gran Bretagna aveva promesso un graduale autogoverno in funzione di una possibile indipendenza. Queste promesse non furono però sufficienti a bloccare lo sviluppo del movimento nazionalista.. Nell’aprile 1919, le truppe inglesi massacrarono quasi 400 indiani che protestavano e da allora in poi l’abisso fra colonizzatori e colonizzati diventerà incolmabile.
Il nazionalismo indiano trovò il suo massimo esponente nella figura di Gandhi. Egli sosteneva la necessità di nuove forme di lotta basate sulla non-violenza, la rottura del sistema delle caste e il conseguimento dell’indipendenza. Gli Inglesi non fecero molte concessioni in India, se non un allargamento delle autonomia alle singole province, provvedimenti che, però, non servirono a fermare la marcia dell’India verso l’indipendenza. La situazione diventò incontrollabile, tanto che il governo di Londra, appena finito il conflitto, decise di concedere all’ India la sovranità politica e quindi l’indipendenza. Nel 1947, l’India è così divisa in due stati:
1) L’Unione Indiana, popolata soprattutto da abitanti di religione indù
2) Il Pakistan, con una popolazione a maggioranza musulmana.
Questo provocherà conflitti religiosi e razziali d cui resterà vittima anche Gandhi, assassinato nel 1948
Se sostanzialmente la Gran Bretagna aveva scelto la via del dialogo e dell’accordo, la Francia, invece, adottò nei confronti dei popoli soggetti una linea più dura e repressiva, lanciandosi in una serie di conflitti che portarono, però alla perdita dei domini coloniali.
In Indocina la dominazione francese era stata sempre molto oppressiva. Approfittando della disfatta francese e dell’occupazione tedesca, dopo la seconda guerra mondiale il capo del partito comunista indocinese Ho Chi Min proclama la Repubblica Democratica del Vietnam intorno a cui si sarebbe dovuto unificare anche tutto il resto della penisola indocinese. La Francia rispose con le armi, ma fu sconfitta pesantemente. Nel 1954, il Laos e la Cambogia ottennero lì’indipendenza. Successivamente gli Americani intervennero in Vietnam e presero il controllo del Vietnam de Sud mentre il Vietnam del Nord era in mano filocinese. La guerra fatta di guerriglie e sabotaggi vide intervenire gli USA con tutti i mezzi a disposizione anche contro la popolazione rurali. Tuttavia lo sforzo americano fu inutile a causa dell’appoggio che l’URSS e la Cina fornivano alle truppe del Vietnam. Fu così che gli USA decisero di ritirarsi (1973)

La decolonizzazione in Africa

In Africa la decolonizzazione avvenne più tardi. L’Egitto era già libero dalla presenza inglese, almeno formalmente, già prima della guerra e la Libia diventò indipendente nel 1951. Restavano sotto il dominio coloniale francese il Marocco, la Tunisia e l’Algeria. Dopo alcuni anni di lotta, la Tunisia ottiene l’indipendenza nel 1956 e nello stesso anno viene riconosciuta anche l’indipendenza del Marocco. Più complicata era la situazione dell’Algeria dove abitava circa un milione di Francesi che occupavano posti di prestigio a fronte di una massa di arabi considerati sottomessi ed inferiori. L’Algeria era considerata parte integrante della Francia a tal punto che godeva dello statuto di dipartimento. Gli indipendentisti avevano formato il Fronte di Liberazione Nazionale, mentre i militari francesi aveva costituito l’ l’Organizzazione dell’Armata Segreta contraria ad ogni forma di indipendenza. Dopo una lunga guerra, sanguinosa e con forti perdite da entrambe le parti, con gli accordi di Evian, nel 1962, l’Algeria ottiene il diritto all’autodeterminazione e quindi l’indipendenza.
Negli stessi anni ‘60 il passaggio all’indipendenza di altre colonie inglesi e francesi fu abbastanza pacifica. Non fu così per il Congo Belga in cui, partiti Belgi, si aprì una lunga guerra civile che portò akla disgregazione del territorio e all’instaurazione di metodi dittatoriali. Anche il Portogallo cercò a lungo di soffocare i movimenti di liberazione nazionale in Angola e in Mozambico che, tuttavia, giunsero all’indipendenza nel 1975.

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