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Avvento del fascismo

Contemporaneamente allo sviluppo dei partiti socialista e popolare durante il dopoguerra, si andava delineando un nuovo movimento costituito per lo più da ex-combattenti (Associazione nazionale Combattenti ANC) che sfiduciavano gli altri partiti per il poco riconoscimento dimostratogli dopo la guerra. Fondamentale intenzione dell’ ANC era la convocazione di un’assemblea costituente che avrebbe garantito nuove basi all’Italia. I combattenti che costituivano il movimento erano spinti da ideali ambiziosi di eroismo e grandezza per cui non avevano intenzione di tornare alla normalità lavorativa in quanto sostenevano fosse un compito basso ed inadeguato per loro. Tuttavia questi medio-borghesi si dividevano in coloro i quali si sentivano rappresentati dai socialisti e quelli che volevano entrare a far parte della classe dirigente.
Riguardo quindi il combattentismo decise l’ex socialista Benito Mussolini di fondare i Fasci Italiani di Combattimento tra le cui rivendicazioni vi erano l’annullamento della monarchia e la costituzione di una repubblica e dunque la convocazione di un’assemblea costituente, si basava anche sul concetto di guerra rivoluzionaria. Tuttavia si rivela nella figura di Mussolini un’ambiguità e contraddittorietà in seguito alla pubblicazione di un articolo in cui affermava principi diversi dal partito.

Tutte queste rivendicazioni furono alla base del progetto politico che prende piede negli anni del dopoguerra e che in seguito sfoceranno in quello che sarà il fascismo vero e proprio.

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