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Resistenza: Italia ed Europa


Durante il conflitto si svilupparono numerosi movimenti di resistenza principalmente in tutti i territori occupati dai nazisti. In Francia la resistenza venne guidata da De Gaulle, in Polonia si manifestò nel ’44 con l’insurrezione dell’intera città, in Iugoslavia con la presa al potere del futuro dittatore comunista Tito, e in Grecia da partigiani comunisti e anticomunisti, i quali causarono successivamente una guerra civile durata fino al 1948.
In Italia invece la resistenza venne ufficializzata nel ’43, dopo la sfiducia di Mussolini da parte del Gran Consiglio del Fascismo. Si formò così una divisione nella penisola, nel centro-nord la Repubblica fascista di Salò, e al sud il “governo” di Badoglio e del re, con il supporto degli Alleati. Queste due repubbliche vennero inizialmente divise dalla linea Gustav, e poi da quella Gotica, man mano che gli Alleati riuscirono a liberare città italiane. Fu proprio nel 1943 che nacque il Cln, il Comitato di liberazione nazionale, formato da diverse organizzazioni antifasciste, con ideologie differenti, che agirono nelle varie città anche grazie ai Gap. Il Cnl non fu subito riconosciuto dagli Stati Uniti, ma fu prima con la “svolta di Salerno”, e poi con i Protocolli di Roma, che gli Alleati riconobbero e finanziarono la lotta partigiana. Il giorno della liberazione viene indicato con il 25 aprile 1945, quando gli Alleati riuscirono a sfondare la linea Gotica.
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