Guerra totale, civili in guerra, guerra razziale
(Approfondimenti e conseguenze della Seconda guerra mondiale)

•••• Guerra ai civili e massacri
••• La guerra ai civili
•• La “guerra ai civili” è il massacro delle popolazioni. Questo massacro non è una conseguenza, un risultato casuale e accessorio, ma un vero obiettivo della guerra. A seguire, alcuni episodi emblematici.
••• L’Operazione Barbarossa
•• L’Operazione Barbarossa è il piano segreto di Hitler di conquistare la Russia, ma i territori che si prendevano a mano a mano venivano anche “purificati”, ovvero: in questi territori i rappresentanti del potere comunista, i civili ostili e gli ebrei venivano uccisi. Questo era compito di Corpi speciali creati da Himmler chiamati Gruppi d’assalto (in tutto erano 3 mila uomini tra SS, polizia e collaborazionisti del luogo): erano uomini del tutto normali, capaci di compiere le peggiori atrocità: si stima un’uccisione di 700 mila persone. Per la prima volta abbiamo notizia di un genocidio degli ebrei. Si fa ricordo alla fucilazione di massa e i massacri sono numerosissimi: 33 mila ebrei uccisi in due giorni. Era l’anticamera dell’Olocausto degli ebrei.

••• Le foibe
•• Mussolini nei Balcani uccide sloveni e croati nel 1941. Questo genera una resistenza antifascista in questi territori. Nasce l’odio nei confronti dei nazifascisti (luogo conquistato dall’Italia nella Prima guerra mondiale): i prigionieri della Rsi vengono fucilati con i tedeschi o imprigionati. In più nell’Italia settentrionale (Istria e Venezia-Giulia) si attua una “epurazione preventiva” anti-italiana fatta dalla popolazione locale e dall’esercito di Tito: migliaia di italiani vengono buttati nelle foibe (fosse naturali nel territorio carsico).
••• La guerra ai civili nell’Italia occupata
•• L’occupazione tedesca in Italia scatta subito dopo l’annuncio della resa italiana agli Alleati. Sono 800 mila i militari italiani catturati dopo l’8 settembre e portati nei campi tedeschi con la classificazione di Internati militari italiani (Imi). Vengono imprigionati anche 100 mila lavoratori italiani e 40 mila politici, partigiani e oppositori, questi ultimi spediti verso i Lager, e qui sono diretti anche 5 mila ebrei catturati in Italia dai tedeschi con la collaborazione della Rsi. Sono finiti nei campi di sterminio. L’attività repressiva è violenta e condotta contro ogni opposizione al nazifascismo. Cadono almeno 10 mila civili (si volevano 10 italiani uccisi per ogni tedesco ucciso, come nelle Fosse ardeatine: il 24 marzo vengono fucilati 335 ostaggi scelti tra ebrei, partigiani e militari dell’Alleanza). Dopo la liberazione di Roma i massacri si intensificano (1500 vittime).
••• Hiroshima
•• Con i bombardamenti aerei, la popolazione civile diventa un vero obiettivo del nemico. Due milioni di tonnellate di bombe sono scaricate su tutta l’Europa. E anche sul Giappone: 150 mila sono le vittime del bombardamento di Tokyo a inizio del 1945.
Ma spaventoso è il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki con la bomba atomica. 80 mila persone muoiono in un secondo. Le scorie radioattive cadono dal cielo per molti giorni avvelenando l’acqua e il terreno. Innumerevoli sono le persone che soffriranno per gli effetti delle radiazioni. Nasce una nuovissima paura nell’uomo: che un nuovo conflitto mondiale possa portare alla distruzione dell’umanità.

•••• La guerra razziale e la Shoah
••• Razzismo e distruzione degli ebrei
•• Molto spesso la guerra ai civili nasce dal pregiudizio di una superiorità etnica o razziale. Hitler ha creato la leggenda dei tedeschi ariani, gli uomini puri. Gli altri sono “sottouomini”. Gli ebrei neanche erano da considerare umani. Gli ebrei sono i nemici assoluti di Hitler e sono già perseguitati anche prima della guerra. La “soluzione finale” è sterminare un intero popolo che viveva in tutta Europa: è il tragico episodio della Shoah (“catastrofe”, “distruzione”, “rovina”).
••• La “soluzione finale della questione ebraica”
•• Allo scoppio della guerra, gli ebrei sono ufficialmente nemici pubblici e vengono privati di libertà e di sostanze alimentari (Hitler sapeva che togliendo loro il cibo li avrebbe indeboliti, rendendoli inermi). Dal 1941 hanno l’obbligo di esibire sui vestiti una stella gialla. I tedeschi costruiscono i ghetti in Polonia (Varsavia, Cracovia…) dove vengono raccolti gli ebrei polacchi e tedeschi e dei Paesi conquistati già dal 1939. Già verso la fine del 1941 i nazisti decidono la “soluzione finale” nella Conferenza di Wannsee: si vogliono riunire tutti gli ebrei del mondo (una stima è sugli 11 milioni) per portarli ai lavori forzati: sarebbero morti di fatica, e quelli rimanenti sarebbero stati poi uccisi. I ghetti anticipano lo sterminio.

••• Il sistema concentrazionario nazista
•• I campi di concentramento dal 1933 accolgono tutti i “nemici” della Germania: oppositori politici, omosessuali, delinquenti, zingari, ebrei, Testimoni di Geova… questi campi di concentramento dipendo dalle SS di Himmler. Qui la mortalità è altissima e i corpi morti vengono poi bruciati nei forni crematori. Questi campi di concentramento nascono soprattutto in Germania, in Austria e in Polonia.
I campi di lavoro vero e proprio ospitano invece gli stranieri presi dai territori occupati e qui ridotti a un regime di schiavitù.
I campi di sterminio nascono con lo scopo di sterminare rapidamente gli ebrei europei.
••• Auschwitz
•• I Lager che da campi di concentramento diventano campi di sterminio sono sei, e si trovano tutti in Polonia. Uno funziona solo nel 1942. Tre sono attivi fino al 1943. Ma il più usato è Auschwitz perché è ben isolato dalle città ed è al centro di una rete ferroviaria. Infatti ben presto proprio a pochi chilometri dal campo ne nasce un altro, Auschwitz II - Birkenau, attrezzato con grandi camere a gas e forni crematori, direttamente collegato alla ferrovia. I bambini, le donne, i vecchi e i malati, cioè l’80%, vengono destinati alla morte appena arrivati. Gli uomini in salute vengono prima costretti a lavorare come schiavi, anzi, come animali. Il 27 gennaio 1945, quando l’Armata rossa varca i cancelli, trova solo un piccolo numero di sopravvissuti, ormai ridotti a larve umane.
••• La Resistenza ebraica
•• Ci si è interrogati molto sulla mancanza della Resistenza ebraica. La mancanza è sicuramente connessa a motivi religiosi. Ma la Resistenza ebraica ci è stata: sono gli alleati che contribuiscono alla Resistenza europea. E nascono delle reti di assistenza ebraiche per salvare vite. Ma anche da ricordare sono gli atti di aperta ribellione, come la rivolta del ghetto di Varsavia, primo episodio di resistenza attiva. Sono 400 mila gli ebrei del ghetto che nel 1943 decidono di ribellarsi. Ne muoiono almeno 300 mila. Quelli che si salvano vengono uccisi nelle camere a gas. Anche all’interno del campo di Treblinka il 2 agosto 1943 è significativa. Ne sopravvivono solo sessanta.


••• La Shoah in Italia
•• Prima delle leggi razziali del 1938, l’Italia è un porto sicuro per gli ebrei e anche dopo di queste gli ebrei arrivano con la speranza di essere nascosti e salvati. Dall’entrata in guerra dell’Italia, però, sul territorio nascono dei campi di internamento per tutti i “nemici di guerra”, in cui finiscono molti ebrei stranieri. E dopo l’8 settembre 1943 il rischio per gli ebrei, anche italiani, si fa serissimo. Quelli che si trovavano al Centro-Nord vengono imprigionati e portati ai campi di sterminio. Mentre quelli al Sud vengono salvati dagli Alleati. Evento simbolo è l’imprigionamento di più di mille ebrei nel ghetto di Roma poi portati ad Auschwitz. Mussolini all’inizio non arresta gli ebrei, ma con la guerra e la nascita della Rsi, viene revocata la cittadinanza agli ebrei italiani e il 30 novembre 1943 questi vengono catturati e deportati. La Repubblica sociale italiana quindi legittimizza lo sterminio degli ebrei d’Italia. Di 123 viaggi in treno verso i campi, 44 erano di ebrei. Di circa 35 mila ebrei italiani, più di 6 mila sono vittime della Shoah. I sopravvissuti sono salvi grazie ai salvataggi di gente comune.

•••• Norimberga e i difficili percorsi della memoria
••• Il processo di Norimberga
•• Norimberga è il luogo della giustizia internazionale. Qui venivano fatti molti congressi nazisti e da qui sono state emanate nel 1935 le leggi razziali. È scelto simbolicamente dagli Alleati per ospitare il Tribunale militare internazionale (Imt) con lo scopo di giudicare i criminali di guerra nazisti: è il 20 novembre 1945 e molti dei 20 dirigenti vengono processati e condannati a morte con impiccagione. Göring si uccide con una capsula di cianuro. I capi d’accusa sono il complotto politico, i crimini contro la pace (con la violazione di trattati e accordi internazionali), i crimini di guerra e la nuova tipologia di crimini contro l’umanità. Per la prima volta in un processo del genere viene chiamata in causa la responsabilità individuale dei nazisti. Nasce l’esigenza di una suprema corte internazionale con giurisdizione universale (attualmente è il Tribunale penale internazionale dell’Aia). I moltissimi documenti forniti come prova già allora mostrano gli orrori del nazismo e della Shoah.
••• L’imperfetta giustizia dei vincitori
•• Uno dei limiti del Processo di Norimberga è la presenza di giudici esclusivamente vincitori, mentre mancano giudici dei Paesi neutrali e magistrati tedeschi. In più, per colpire i nazisti, le leggi vengono applicate retroattivamente. I crimini di guerra degli Alleati, infatti, non vengono mai puniti, neanche la bomba atomica americana. Seguendo la linea rooseveltiana, i nazisti sono criminali perché volevano dominare l’Europa. Questa giustizia è poi imperfetta perché l’attenzione si pone solo su un ristrettissimo gruppo di nazisti. Le truppe tedesche, gli imprenditori e i finanzieri vicini al nazismo, il popolo nazista e gli Stati che avevano sostenuto il nazismo ne escono puliti. Vengono poi presi dagli Alleati provvedimenti contro 5 mila imputati e quasi 1000 di questi vengono condannati a morte. Si svolgono poi altre migliaia di processi in tribunali speciali, ordinari e militari. A Tokyo, nel 1946 vengono giudicati i maggiori criminali di guerra giapponesi: 7 sono giustiziati, 16 condannati alla prigione a vita. In Italia sono 1200 gli italiani indiziati per crimini di guerra, ma nessuno è portato in tribunale.
••• I difficili percorsi della memoria collettiva
•• I terribili episodi della Seconda guerra mondiale non vengono immediatamente visti per quello che sono stati. Dopo la guerra, prevale la voglia di rimozione del passato: i colpiti dalle radiazioni in Giappone vengono isolati come portatori di una malattia degradante, mentre in America la bomba atomica è ricordata all’inizio addirittura come motivo di orgoglio nazionale. Anche per la Shoah, gli ebrei rimangono a lungo “vittime invisibili”. Addirittura non si fa accenno agli ebrei in alcune parti dell’Europa. Questo è perché già si intuisce che una consapevolezza come Auschwitz sia un capo d’accusa contro l’umanità intera, non contro i tedeschi. In ogni Paese i percorsi della memoria sono tortuosi e si vuole falsare la storia costruendo una propria verità sui fatti.

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