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Guerra fredda tra Unione Sovietica e Stati Uniti

Il bilancio della seconda guerra mondiale è terrificante, milioni e milioni di morti, inoltre, tutta l’Europa era piena di profughi e senzatetto. Bisognava riavviare la ricostruzione ma occorreva tempo e denaro.
Le due potenze che uscirono trionfatrici dalla seconda guerra mondiale furono gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Questi due grandi paesi erano stati uniti dalla lotta comune, ma avevano due ideologie diverse. L’ideologia Americana si basava su principi di libertà e democrazia; l’ideologia Sovietica si fondava sull’idea di uguaglianza e sul governo del partito unico.
Dalla guerra, però, gli Stati Uniti uscirono come la potenza economica più forte del mondo anche perché era l’unica a possedere la bomba atomica. Dopo la guerra ci furono tre conferenze, la più importante era quella di Jalta, dove la Germania e l’Austria furono separate, il Giappone perse le zone della Cina e le colonie, l’Italia perse l’Istria. Tra il 1946 e il 1948 Stalin si impadronì del controllo dei paesi dell’Europa orientale tra cui Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. Essi divennero “stati satelliti” dell’Unione Sovietica. L’Europa si divise così in due blocchi: a est i socialisti; a ovest i capitalisti. A questo punto gli Stati Uniti adottarono una politica di contenimento del comunismo basata sul Piano Marshall, così chiamato dal generale che lo ideò. Esso era un gigantesco piano di aiuti economici all’Europa che puntava a ricostruire sedici nazioni, tra cui Italia e Germania, legarle all’America e restituire all’Europa il benessere necessario a ridiventare un grande mercato per i prodotti americani. Gli aiuti furono offerti anche agli “stati satelliti”, ma Stalin vietò loro di accettarli. Nel 1949 un evento distrusse di colpo l’ottimismo della nazione Americana. Questo evento fu la realizzazione della bomba atomica sovietica. Per paura di un terzo conflitto mondiale gli Stati Uniti costituirono un’ alleanza chiamata Patto Atlantico (Nato). Si trattava di un organismo militare formato da quindici paesi che si posero sotto la protezione nucleare americana, impegnandosi in cambio a combattere a fianco degli Stati Uniti in caso di nuovi conflitti europei. Contro la Nato, l’Unione Sovietica creò il Patto di Varsavia, che assicurava ai paesi del blocco orientale la protezione nucleare sovietica in cambio del loro intervento armato a fianco dell’Urss.

Dal 1949 al 1989 Stati Uniti e Unione Sovietica si sfidarono apertamente senza mai arrivare ad uno scontro armato per paura di un conflitto nucleare. Dopo la conferenza di Jalta la Corea fu divisa in due, il nord comunista, il sud capitalista.
Nel 1950 ci fu il primo vero scontro tra i due paesi. Stalin voleva riunificare il paese sotto il governo comunista, e quindi attaccò il sud. Gli Stati Uniti contrattaccarono e li respinsero fino i confini cinesi, dove furono anch’essi respinti. L’accanimento degli Americani in Corea era dovuto al fatto che nel 1949 la Cina era diventata comunista sotto la dittatura di Mao Zedong. Egli aveva contrastato l’esercito di Chiang che si rifugiò nell’isola di Taiwan e fondò la repubblica della Cina Nazionalista contro la repubblica popolare cinese di Mao. L’Unione Sovietica subito appoggiò Mao mentre gli Stati Uniti appoggiarono Chiang per paura dell’effetto domino, una teoria per il quale caduta una regione in mano ai comunisti, tutto il resto del mondo l’ avrebbe seguita. Il Giappone, intanto, che era stato devastato a causa della bomba atomica, negli anni 50 iniziò una velocissima ripresa che determinò il “miracolo giapponese”.
La paura della diffusione delle idee socialiste creò nella classe dirigente degli Stati Uniti forme di panico esasperato. Nel 1950 il senatore McCarthy istituì una commissione allo scopo di scovare e punire tutti i cittadini simpatizzanti comunisti. Questi furono gli anni della “caccia alle streghe” che portarono in America un clima dittatoriale. Questo fenomeno si esaurì nel 1954 quando il senatore iniziò ad accusare gli alti gradi dell’esercito. A questo punto il presidente Eisenhower allontanò McCarthy da ogni incarico e lo condannò. In Russia, finita la guerra, Stalin ripristina il terrore e le purghe, cioè la rimozione dagli incarichi di tutti coloro che non lo appoggiavano; invia in Siberia tutti i sopravvissuti dei campi tedeschi, accusati di complotto. Quest’ultimi si salvano per l’improvvisa morte di Stalin nel 1953.
Il successore di Stalin fu Krusciov. Egli era stato in conflitto con Stalin e dopo la sua morte, con il presidente degli USA Eisenhower, attuò un processo di distensione tra i due blocchi e diede vita ad una coalizione pacifica. Nel 1956 krusciov denunciò alcuni crimini di Stalin, durante il XX congresso del Pcus e iniziò così la destalinizzazione. Questo ebbe ripercussioni nei paesi satelliti, che cercarono di avere più libertà. Nello stesso anno, infatti, in Ungheria ci furono delle rivolte, tra cui la rivolta di Budapest, ma Krusciov le soffoca a prezzo di molto sangue. Nel tentativo di far rinascere l’agricoltura, introduce nuove colture e liberalizza i kolchoz, infine realizza infrastrutture in Siberia. I risultati furono deludenti. Gli unici progressi sovietici ci furono nel 1957 quando lanciarono lo sputnik nello spazio e l’astronauta Gagarin fu il primo a compiere un giro completo intorno al pianeta.
Anche la chiesa avvia un processo di distensione. Nel 1958 fu eletto papa Giovanni XXIII. Lo scopo del suo pontificato fu quello di unificare la chiesa attraverso un “aggiornamento” e convocò il concilio Vaticano II. Nel 1960 gli USA elessero presidente Kennedy, che propose al paese una nuova frontiera. Egli cercò di:
-demolire la frontiera del pregiudizio;
-varcare la frontiera del pianeta terra;
-abbattere la frontiera dell’ingiustizia sociale;
-far crollare la frontiera del terrore.
La prima crisi dell’era Kennedy scoppiò nel 1961 a Berlino. Esso era diviso in Berlino ovest sotto il dominio degli Stati Uniti e Berlino est sotto l’Unione Sovietica. Nel 1958 Krusciov pretese il ritiro degli Stati Uniti nel settore ovest, essi si rifiutarono e così nel 1961 Krusciov ordinò di costruire un muro di divisione, il cosiddetto “muro di Berlino” (fu abbattuto il 9 novembre 1989).
Il secondo incidente della coesistenza pacifica scoppiò a cuba quando Fidel Castro nazionalizza le piantagioni di canna di zucchero (che erano tassate degli USA) e subisce gravi minacce. Allora si pose sotto la protezione dell’URSS e le concede basi missilistiche puntate contro gli Stati Uniti. Kennedy reagisce e sfiora la guerra nucleare ma grazie all’intervento del papa si calmarono le acque. Intento il presidente degli Stati Uniti appoggia Martin Luther King, egli fu il primo uomo di colore che ebbe il coraggio di condannare le discriminazioni. Egli creò un progetto di legge il “Civil Rights Act” che:
-garantiva ai cittadini uguale accesso ai servizi pubblici e privati;
-non permetteva la discriminazione nelle assunzioni;
-vietava al governo di finanziare le attività che favorivano la discriminazione.
Nel 1963 il presidente John Kennedy fu assassinato. Il colpevole fu Lee Oswald ma pensarono all’idea di complotto poiché il presidente aveva molti nemici. Il suo successore fu Johnson che fu ricordato per la guerra del Vietnam e fu accusato di aver mentito alla nazione e si ritirò. Successivamente fu eletto presidente Nixon. Egli raccolse un successo del quale aveva posto le basi già il presidente Kennedy, ovvero lo sbarco del primo uomo sulla luna, nel 1969 quando l’astronauta Neil Amstrong piantò la bandiera americana sulla luna.

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