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LA GUERRA DI CRIMEA
Dopo l’operazione politica che lo aveva portato a diventare capo del governo e aver capito in modo lungimirante che un governo con D’Azeglio non avrebbe portato il Piemonte ai risultati sperati, Cavour decise subito di affrontare quello che ai suoi occhi era il maggiore problema dello stato piemontese, la politica estera, ossia i rapporti con le altre nazioni: in tale ottica il suo obiettivo, così come era stato quello del precedente re Carlo Alberto, era di giungere ad inglobare il Lombardo-Veneto e di costruire insieme agli altri alleati europei una alleanza contro l’Austria che sarebbe intervenuta in caso di guerra.
Il pretesto che gli si presentò per giungere ad un’alleanza con Francia ed Inghilterra fu la guerra di Crimea, una piccola penisola sul mar Nero, in cui l’Inghilterra e la Francia si erano schierate contro la Russia mentre stranamente l’Austria non aveva partecipato anche se per il suo tipo di governo non avrebbe dovuto sostenere la Russia, che era diventata un contendente ed un possibile nemico: lo stato austriaco decide di non appoggiare nessuna delle due fazioni mentre Cavour decise di far intervenire il Piemonte con l’invio di un contingente di truppe numeroso per l’epoca, 15000 uomini, anche se il conflitto riguardava un area geograficamente lontana. Quindi territorialmente gli interessi del Piemonte non erano molti, ma vi era più un ragionamento di tipo diplomatico poiché appoggiando la Francia e l’Inghilterra, che poi vinceranno, si aspettava un maggior coinvolgimento dello stato in Europa, in quanto gli dovevano in un certo senso essere debitori.

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