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La Spagna, rimasta fuori dal primo scontro mondiale, era rimasta un paese piuttosto arretrato. Nelle elezioni del 1931 la vittoria fu delle forze di sinistra. Ciò portò il re ad abbandonare il paese e nello stesso anno fu proclamata la repubblica. Il nuovo governo cercò subito di attuare alcune importanti riforme come la laicizzazione dello stato (nonostante la radicata cultura cattolica) e quella agraria. Nel 33 il potere passò però nelle mano del centrodestra. Le forze di sinistra, sotto il nome di Frente Popular, alle elezioni del 1936 riuscì a riconquistare il governo della repubblica. Ancora una volta gli obiettivi furono quelli della riforma agraria e della laicizzazione. Le forze reazionarie (grandi proprietari terrieri, chiesa, esercito) tuttavia, ancora forti nonostante la sconfitta elettorale, decisero di percorrere la via della contrapposizione frontale. Nel 1936 le truppe di stanza in Marocco guidate dal generale Francisco Franco marciarono su Madrid intenzionati a rovesciare il governo con la forza. Iniziò così una dura guerra civile. La Spagna divenne così lo scontro fra democrazia, rappresentata dai partiti democratici e socialisti (che fornirono armi alla popolazione per sconfiggere il nazionalismo) e fascismo (nel suo senso generale), nella figura di Francisco Franco che assunse il titolo di Caudillo (“Duce”, “Führer”). I primi trovarono l'aiuto dell'Urss, l'unica a dare appoggio militare agli anti-nazionalisti, e di alcuni volontari antifascisti mentre i secondi quello di Hitler e Mussolini. Francia e Gran Bretagna decisero di non intervenire, legittimando la ribellione ma senza dare appoggio militare. Nel 1939 si ebbe la caduta di Madrid con la vittoria del Caudillo, Francisco Franco, che diede vita ad un regime autoritario fondato sul partito unico, la Falange (1939 - 1975).

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