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Giolitti - Protagonista di vent'anni di politica italiana e crisi di fine secolo

Ultimi anni 800 - primi 900 = decollo industriale:
- intervento dello stato,
- protezionismo
- Banca d'Italia (modello banca mista)
- entrate turismo e rimesse degli emigrati
-> bilancio dei pagamenti
DUALISMO ECONOMICO > Sviluppo a forbice > questione Meridionale
Protezionismo:
- avvantaggia il Nord, sviluppato e e capace di rinnovarsi tecnicamente (triangolo industriale = Milano, Genova, Torino)
- svantaggia il Sud che anche se protetto non riesce a rinnovarsi e anzi danneggia le colture pregiate.
Questione sociale
Problema delle classi piú umili della società, che faticano nella sopravvivenza
-> FENOMENO MIGRATORIO
-> PERIODICHE RIVOLTE

Mondo contadino
Condizioni di vita pessime, epidemie, il tentativo del pareggio del bilancio fu fatto gravare tutto su di loro
- MOVIMENTO BRACCIANTILE PADANO
Agricoltura capitalistica -> proletariato agricolo
- sviluppo movimento organizzato
1901: nascita di FEDERTERRA
Industria -> proletariato industriale
Pian piano come gli altri paesi di prima industrializzazione vogliono migliorare le loro condizioni-> nascita del sindacalismo organizzato
1906: nascita Cgl
movimenti ancora di tipo anarchico, nascita del Partito socialista Italiano , ruolo determinante l'avvocato Turati, asssertore di un socialismo di tipo riformista.
- PARTITO SOCIALISTA
Si separa dalla componente anarchica e diventa il primo partito moderno di massa e il movimento dei lavoratori entrava a pieno titolo nella lotta politica e parlamentare.
- ECCIDIO A MILANO (1898)
1898-900 chiamata crisi di fine secolo, a seguito di raccolti andati male ci furono rivolte violente e invasione di forni legate al rincaro dei prezzo del pane
Di Rudinì al governo -> Bava Beccaris cannoneggia sulla folla procurando centinaia di vittime ( 6 maggio 1898)
Si pensa ad una svolta autoritaria che non ebbe luogo
- Sinistra radicale e Socialisti si attivano per la difesa delle libertà costituzionali, prevale la corrente facente capo a Giovanni GIOLITTI
- elezioni giugno 1900: le fazioni socialiste si presentano unite
-> Saracco ( governo di transizione) !! Attentato terroristico com l'omicidio di UMBERTO I, il figlio VITTORIO EMANUELE III affida il governo a Zanardelli

CRISI DI FINE SECOLO = come governare un paese con forti siluppi economici, quali erano le alternative disponibili a Pelloux e De Rudinì?
Due alternative, entrambe vogliono la centralità del Partito liberale

- SONNINO = conservatore, vuole un forte partito liberale di orientamento conservatore, con un potere esecutivo che dipenda non piú dal governo ma dal re (torniamo allo Statuto!)
- GIOLITTI = riformista, voleva puntare sulla centralità del parlamento stile modello francese inglese. Politica di riforme, con un attegiamento non più di scontro ma d'accordo fra la borghesia liberale e il socialismo nella sua variante riformista
Dopo le elezioni del 1909 questo assetto cominciò ad incrinarsi; raddoppiò il numero dei deputati socialisti, ma andava crescendo la forza della componente rivoluzionaria.
D’altra parte si stava anche organizzando un movimento nazionalista che si costituirono in Associazione nel 1910 ; erano avversari del socialismo, imperialisti e a favore della guerra , premevano perchè l’ Italia si impegnasse in conquiste coloniali.
L’oggetto delle rinnovate mire espansionistiche italiane era la Libia; Giolitti era contrario alla guerra, ma finì per prepararla e dichiararla. L’impresa militare per la conquista della Libia iniziò nel 1911 con la dichiarazione di guerra alla Turchia. La vittoria fu sancita nel 1912 con la pace di Losanna, che attribuì all’ Italia oltre alla Libia anche Rodi e le isole del Dodecaneso.
La riforma elettorale del 1912 comportò un consistente aumento del numero degli elettori. La nuova legge elettorale concedeva infatti il diritto di voto a tutti i cittadini maschi purchè avessero compiuto i 30 anni.
Giolitti poteva contare sul fatto che la riforma elettorale avrebbe portato in Parlamento un maggior numero di rappresentanti delle masse popolari.
In occasione delle elezioni del 1913 il conte Gentiloni , presidente dell’ Unione elettorale cattolici, concluse un accordo con i liberali giolittiani.
Il Patto Gentiloni prevedeva che i cattolici dessero il voto a candidati liberali che si fossero impegnati a non contrastare gli interessi clericali.
Ciò fece sorgere difficoltà all’ interno del gruppo dello stesso Giolitti.
Infatti alcuni rappresentanti delle forze liberali non accettarono di buon grado la massiccia presenza dei nuovi alleati cattolici, i quali in diverse occasioni mostrarono di volersi rendere autonomi da Giolitti, che nel 1914 fu sostituito da Salandra.

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