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Germania tra fine della Grande Guerra e inizio della Seconda Guerra Mondiale


La Germania esce devastata dalla Grande Guerra e sommersa dal pagamento delle indennità alle nazioni vincitrici, nel frattempo viene proclamata la Repubblica di Weimar. Questa nuova repubblica però nasce debole, perché dovette affrontare le tensioni interne e la crisi economica del dopoguerra. Con il passare del tempo i limiti divennero sempre più evidenti e all’interno del paese la Repubblica non era ben vista tanto che nel 1920 vi fu un colpo di stato che però fallì. La Germania in questi anni fu costretta a dichiarare l’impossibilità a pagare i danni di guerra a Francia e Gran Bretagna. Così il governo, incapace di risolvere i problemi economici e politici favorì l’affermazione di movimenti estremisti e nello scenario della crisi degli anni Venti, emerge il Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler. Hitler nel 1923 tentò un insurrezione ma venne arrestato e in questo periodo lui scrive “la mia lotta” incentrata sull’ideologia nazista. Dopo il pericolo Hitler la Germania si risollevò con Stresemann che con il suo programma la situazione economica migliorò, anche grazie all’aiuto degli Stati Uniti. Il paese riottenne la dignità nel 1925 quando con il trattato di Locarno entra a far parte della Società delle Nazioni. Nel 1929 i successi ottenuti da Stresemann furono annullati dalla crisi di Wall Street che generò l’ascesa al potere di Hitler. Hitler si ispirava al nazionalismo, indicando come nemico interno gli ebrei e nemici esterni il comunismo e il capitalismo e nelle elezioni del 1930 ci fu un successo dei nazisti. Nella propria azione politica il partito nazista era affiancato dalle SA che perseguitavano chiunque si opponesse a Hitler, con questo clima nel 1932 si tennero le elezioni dove Hitler ottenne un grande successo personale e il 30 gennaio 1933 Hindenburg lo nomina cancelliere. Più tardi nel febbraio 1933 i nazisti incendiano il Reichstag, sede del parlamento e Hitler incolpò i comunisti, così le elezioni gli diedero la maggioranza assoluta in parlamento. Con ormai il parlamento nelle proprie mani Hitler il 24 marzo 1933 assunse i pieni poteri, compreso quello legislativo. Con le azioni di Hitler lo stato si stava avvicinando ad uno stato totalitario, la sua politica interna ebbe tre punti fondamentali: eliminare tutti i partiti, tranne quello nazista; istituire la Gestapo, una polizia segreta e utilizzare il Plebiscito, dove il popolo è chiamato a decidere le questioni dello stato. Hitler utilizzò il Plebiscito nel 1933, per il ritiro della Germania dalla società delle nazioni; nel 1934 per concentrare nelle mani tutti i suoi poteri e nel 1938 per l’annessione dell’Austria alla Germania. Per quanto riguarda al cultura e la società Hitler istituì il controllo della scuola e delle organizzazioni giovanili; creò la camera di cultura, insieme a Goebbels, per controllare l’arte; istituì il culto di Hitler e definì il mito dell’uomo ariano. Dal punto di vista economico Hitler ottenne l’appoggio della grande industria e soppresse i sindacati, con questa politica la produzione industriale tornò a crescere. Per quanto riguarda la politica estera nel 1933, la Germania uscì dalla società delle nazioni e negli anni successivi Hitler non rispettò il trattato di Versailles procedendo al riarmo dell’esercito. Il principale obbiettivo della Germania fu l’Austria e Hitler approfittando della crisi interna tentò di conquistare il paese, ma questa azione fu impedita da Mussolini. Tra i punti fondamentali della politica del fuhrer c’era anche l’emarginazione dei nemici interni come zingari ed ebrei, per fare questo iniziò le persecuzioni nel 1933 e più tardi approvò le leggi di Norimberga con cui gli ebrei venivano espulsi dalla società.
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