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La Germania dal 1919 al 1945

La Germania dopo la guerra visse a lungo in un periodo di instabilità economica e politica: sia per le dure condizioni imposte dal trattato di Versailles, dove la Germania dovette pagare alte riparazioni ai vincitori; sia per la debolezza della Costituzione di Weimar, che rappresenta il primo tentativo da parte dei tedeschi di darsi un ordinamento democratico. La costituzione venne considerata la più democratica al mondo, di fatti non impediva nemmeno la formazione di partiti antidemocratici. La conseguenza fu che forze antidemocratiche portarono presto la repubblica all’ingovernabilità e ne causarono la fine.
Inoltre nel 1922 la Germania tardò con i pagamenti di riparazione alla Francia. Di conseguenza la Francia occupò la zona della Ruhr. In questo momento di crisi ne approfittò Hitler che salì al potere con un colpo di stato l’8-9 novembre 1923.
La crisi ebbe termine nel 1924, poiché gli americani elaborarono un pagamento meno rigido delle riparazioni: il Piano Dawes.

Gustav Stresemann, il cancelliere di questi anni, portò la Germania fuori dall’isolamento politico e un riconoscimento in campo internazionale. Uno dei suoi successi fu la firma a Locarno nel 1925, un accordo di non aggressione con la Francia. Ma il suo più grande successo fu il suo ingresso come rappresentante della Germania nella Società delle Nazioni nel 1926.
Inoltre, si faceva sempre più strada il partito nazionalsocialista, che perseguiva una politica di destabilizzazione. Nel 1932 diventò il partito più importante e nel 1933 Hitler fu eletto cancelliere. Da questo momento inizia il Terzo Reich.

La rivoluzione di Hitler

L’avvento al potere di Hitler avvenne in modo legale. Due giorni dopo la sua elezione a cancelliere, convinse il presidente del Terzo Reich , Hindenburg, a sciogliere il Parlamento. Hitler governò senza Parlamento, consolidando così il suo potere. Grazie all’approvazione di leggi speciali, Hitler poté limitare i diritti civili fondamentali. In questo modo ci fu una costruzione della dittatura, il cui passo decisivo furono le Leggi di pieno potere con le quali il potere legislativo doveva passare al potere esecutivo.
Vennero uccisi tutti gli oppositori politici e iniziarono le diffamazioni e le persecuzioni degli ebrei che sfociarono nell’Olocausto.
La maggior parte degli ebrei fu portata nei campi di concentramento e trovò la morte nelle camere a gas.
L’ultima tappa dell’ascesa al potere di Hitler fu casuale, di fatti Hindenburg nel 1934 morì, così che Hitler diventò il presidente del Terzo Reich.

Il sogno di Hitler: la grande Germania

Lo scopo di Hitler era espandersi verso est, perciò nel 1933 uscì dalla Società delle Nazioni, l’organo che aveva come obiettivo il mantenimento della pace in Europa.
Anche Mussolini aveva progetti simili e entrambi miravano all’Austria. I rapporti tra Mussolini e Hitler furono piuttosto tesi, ma migliorarono quando Mussolini fu condannato dalla Società delle Nazioni per l’aggressione all’Etiopia. Mussolini rinunciò ai suoi interessi austriaci e intanto Hitler occupò la zona smilitarizzata del Reno, mentre l’Italia conquista l’Etiopia. Ci fu, dunque, un avvicinamento tra fascismo e nazismo che portò nel 1936 a una collaborazione chiamata Asse Roma Berlino. In nome di questo patto la Germania rinunciò ad ogni influenza nel mediterraneo e l’Italia diede mano libera alla Germania in Austria.
Successivamente ci fu un referendum sull’annessione dell’Austria alla Germania che però non poté avere luogo perché Schuschnigg si dimise e l’Austria fu annessa al Terzo Reich nel 1938.
Nel frattempo la Svizzera temeva la minaccia di Hitler. Hitler firmò con Francia e Inghilterra l’accordo di Monaco, secondo cui Hitler poteva occupare il territorio dei Sudeti purché rispettasse lo stato cecoslovacco.
Hitler ruppe l’accordo invadendo la Cecoslovacchia. Seguì Patto d’Acciaio con Mussolini, con il quale Hitler e Mussolini si assicurarono il loro spazio vitale.
Seguì infine Patto Hitler-Stalin, un patto di non aggressione con la spartizione della Polonia.
Hitler aggredì la Polonia, così che Inghilterra e Francia dichiararono guerra alla Germania nel 1939. Iniziò così la Seconda Guerra Mondiale.

I tedeschi occuparono la Danimarca, la Norvegia, l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo. L’Italia entra in guerra nel 1940, anno in cui fu firmato il Patto tripartito fra Germania, Italia e Giappone, che assegnò alla prima l’egemonia sull’Europa continentale, alla seconda il dominio del mediterraneo e alla terza il controllo dell’Asia.
L’Inghilterra bombardò la Germania e intanto Hitler ruppe il patto Hitler-Stalin e aggredì l’Unione Sovietica nel 1941.
Le truppe tedesche stavano ottenendo solo vittorie fino a quando furono bloccate dall’Unione Sovietica. Successivamente fu votata la Legge affitti e prestiti che autorizzava gli Stati Uniti a fornire materiale ai paesi belligeranti, in particolare all’Inghilterra. L’11 dicembre 1941 le potenze dell’asse dichiararono guerra agli Stati Uniti. Il fascismo italiano e il nazismo tedesco non erano in grado di affrontare la guerra, di fatti ci fu la capitolazione tedesca segnata con la battaglia di Stalingrado e anche il regime di Mussolini crollò dopo lo sbarco degli alleati in Sicilia. Il colpo definitivo lo inflissero gli Alleati il 6 giugno 1944 con lo Sbarco in Normandia. Il 28 aprile 1945 Mussolini fu fucilato dai partigiani e due giorni dopo Hitler si suicidò.

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