Per confermare il sostegno assoluto al Fascismo da parte delle masse, Mussolini cercò di inquadrare la popolazione nel partito attraverso l’istituzione di varie organizzazioni collaterali.


Propaganda, cultura e organizzazioni collaterali

La propaganda fascista, organizzata dal Ministero della cultura popolare (Miniculpop), seppe utilizzare in modo ottimale tutti i più moderni mezzi di comunicazione (radio, cinema, stampa) .

Per quanto concerne la cultura, invece, Mussolini mise l’istruzione sotto un rigido controllo. Ad esempio, a partire dal 1931 i docenti dovettero prestare giuramento di fedeltà al regime, pena la perdita dell’impiego.

Inoltre Mussolini, come accennato, si servì, per mobilitare le masse attorno al regime, di organizzazioni collaterali che inquadravano fin dall’infanzia (Opera nazionale balilla) la popolazione nel partito. Altre furono le organizzazioni importanti come la Guf (Gruppi universitari fascisti) e quella delle massaie.

Lo Stato si impegnò anche in provvedimenti di carattere assistenziale. Fu istituita ad esempio l’Opera nazionale maternità e infanzia (tesa a promuovere la crescita demografica, alle colonie marine e montane per i figli dei proletari, ..).

Tra consenso e dissenso

Il consenso più convinto e partecipe, favorito ovviamente in particolar modo dall’abile propaganda, venne dai ceti medi, appagati nel loro nazionalismo e nel bisogno di ordine, e reintegrati nel loro ruolo sociale dopo il declassamento del dopoguerra.

Il dissenso difficilmente poté manifestarsi, autorevoli era infatti la censura e le misure repressive. Uno tra i più illustri antifascisti fu Benedetto Croce (Manifesto degli intellettuali antifascisti in risposta al Manifesto degli intellettuali fascisti di Gentile). A fianco di Croce, si schierarono poi L. Einaudi, A. Omodeo, L. Salvatorelli. Si tratto tuttavia di un’opposizione elitaria.

L’antifascismo militante

A fianco al dissenso intellettuale, vi fu un antifascismo militante costretto ad agire in clandestinità o all’estero.
In Francia ad esempio sorse la Concentrazione antifascista (forze progressiste e socialiste) che però incontrò divergenze interne.
Fu creato il movimento Giustizia e Libertà (Rosselli e Lussu).
Infine più efficace fu l’azione del Partito Comunista (Togliatti) con la politica dei Fronti popolari.

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