Fascismo tra mito e rituali


La storia dell'ascesa del fascismo è la storia di un movimento politico che si fa Stato. Se il fascismo riesce a imporsi è perché fa un sistematico ricorso alla violenza. L'uso della violenza risulta particolarmente efficace perché è tollerata, se non apprezzata, da buona parte dell'esercito, delle forze di polizia e della magistratura. È la forza paramilitare del fascismo può essere organizzata con efficacia in breve tempo perché può avvalersi dei preziosi finanziamenti che le vengono elargiti da imprenditori e proprietari terrieri. Tuttavia il movimento è capace di giocarsi con grande efficacia comunicativa questi particolari vantaggi competitivi (cioè l'assenza di remore nell'uso della violenza e l'incoraggiamento di élite e istituzioni). I suoi dirigenti, e Mussolini soprattutto, riescono a dare al movimento e poi al Partito fascista una propria mitologia e una propria simbologia, dotate di una loro potente efficacia. Inizialmente i miti e simboli servono solo a cementare il senso di appartenenza dei militanti che in questo modo si sentono parte di una sorta di speciale avanguardia politica. Poi man mano che il movimento diventa partito e poi regime politico monopartitico, questi miti e simboli si proiettano sull'intero complesso della società italiana. Uno degli elementi identitari fondamentali del fascismo è la distinzione fra nazione e antinazione. Il fascismo è un movimento che ritiene di interpretare in modo esclusivo quella profondità e quella verità del sentimento nazionale infatti tutti gli altri gruppi politici ovvero giolittiano, liberali, democratici e socialisti, per i fascisti non sono altro che l'antinazione. E ciò perché molti di coloro i quali nel dopoguerra si oppongono al fascismo tra il 1914 e il 1915 si sono schierati contro l'ingresso in guerra, una scelta che i fascisti considerano un vero e proprio tradimento della nazione. Ai fascisti sembra che socialisti e comunisti esprimano il massimo dell'essenza antinazionale poiché si sentono parte di una comunità internazionale invece che nazionale e guardano addirittura un paese straniero, ovvero la Russia bolscevica, come a un modello da omaggiare e da seguire. I liberali, socialisti e comunisti sono corpi estranei alla nazione e il fascismo invece è un movimento che esprime il vero e profondo sentimento della nazione nella sua interezza. Mussolini negli articoli che scrive per il suo giornale "Il Popolo d'Italia" o nei suoi discorsi indirizzati ai militanti, è attentissimo a negare il carattere di classe del fascismo. Il fascismo, secondo quanto sostenuto da Mussolini, non è il braccio armato dei ricchi poiché è un movimento nazionale, spirituale, nobile e per questo è rivolto a tutte le componenti sociali della nazione. È questa convinzione ideologica che giustifica le ambizioni monopartitico del fascismo, giacché i fascisti ritengono di essere i veri e unici interpreti della volontà nazionale e sostengono di essere per questo legittimati a distruggere tutte quelle formazioni politiche che ai loro occhi sono solo un dannoso corpo estraneo all'interno della compagine nazionale.

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