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-Alla fine degli anni ’20 l’Europa si stava riprendendo dalla guerra, anche l’economia aveva ripreso a svilupparsi, trainata dall’espansione produttiva degli USA.
-In America, autunno del 1929, scoppia una grande crisi che coinvolse in modo catastrofico tutta Europa.
-Gli anni ’30 sono anni di profonda trasformazione, in cui si afferma il capitalismo diretto (imposto dall’alto), si sviluppano i mezzi di comunicazione di massa e le classi medie crescono.
-L’economia degli USA è in forte crescita, il dollaro è la moneta più forte, il mercato di New York continua ad accrescere la sua importanza. La produttività aumenta sensibilmente grazie alla razionalizzazione del lavoro in fabbrica. Crebbe l’occupazione nel terziario. Si diffondono le nuove tecnologie, automobili ed elettrodomestici. Cambia lo stile di vita.
-I repubblicani che erano al potere non si preoccuparono dei gravi problemi sociali del paese, si diffusero politiche sull’immigrazione, anche per non contaminare i caratteri etnici degli Yankee e per non far diffondere idee ritenute sovversive provenienti dall’Europa. Due anarchici italiani, Sacco e Vanzetti , vengono condannati a morte nel ’27 per omicidio, nonostante le prove della loro innocenza. Nel frattempo la setta del Ku Klux Klan (KKK) raggiunse dimensioni notevoli. Nel ’20 si introduce la politica proibizionista, gli alcolici furono proibiti (l’ubriachezza era ritenuta un vizio dei neri e dei proletari).

-L’euforia dei facili guadagni coinvolge moltissime persone, i risparmiatori acquistavano azioni per rivenderle a prezzi maggiori, fiduciosi dell’aumento delle quotazioni, sostenute dalla crescente domanda di titoli. Si andò però a formare una capacità produttiva maggiore della richiesta, il mercato si stava saturando soprattutto a causa dei beni durevoli (che non dovevano essere acquistati di continuo, come gli elettrodomestici) e della crisi agricola, che teneva bassi i redditi dei ceti rurali. Si ovviò al problema aumentando le esportazioni, si crea un rapporto strettissimo tra l’economia europea e quella americana.
-La situazione culmina con il crollo della borsa di Wall Street, le azioni venivano vendute (solo il 24 ottobre, il cosiddetto giovedì nero, vengono venduti 13 milioni di titoli) determinando la diminuzione dei valori dei titoli. La borsa fu costretta a chiudersi per eccesso di ripasso e molte persone si trovarono in mano pezzi di carta dal valore nullo.
-La crisi colpi in primo luogo i ceti medi (molte persone avevano contratto anche debiti o ipotecato case per poter comprare titoli in borsa) e quelli agiati e poi si diffuse a livello mondiale, gli effetti furono aggravati poiché gli USA adottano una politica protezionista, interrompono l’erogazione di crediti all’estero (Piano Davies per la Germania). Gli altri paesi adottarono soluzioni simili, il commercio mondiale si contrasse di oltre il 60%.
-La crisi dilagò in tutto il mondo, crollarono le imprese, i disoccupati aumentarono vertiginosamente. La massa dei lavoratori subì un grosso impoverimento, che da origine ad una diffusa incertezza e sfiducia nei confronti dei vari governi.
-In Europa la crisi finanziaria si avvertì dapprima in Germania e Austria. Seguì la crisi monetaria, la sterlina, e in seguito altre monete, vengono svalutate.
-I governi tentarono di pareggiare il bilancio riducendo la spesa pubblica, ma così si ridusse ulteriormente la domanda interna, aggravando la recessione. La ripresa fu molto lenta, molti paesi si riebbero solo grazie alle spese militari, a causa del riarmo prima della seconda guerra mondiale.
-La Germania soffrì più delle altre nazioni poiché dipendeva dai prestiti americani. Nel ’30 il governo passa a Brüning: severissima politica di sacrifici, anche per mostrare al mondo intero le dure condizioni del paese a seguito dei trattati di pace. Nel ’32 la Germania ottiene la riduzione dell’entità delle riparazioni da pagare e la sospensione per tre anni (poi il pagamento non sarà più ripreso). Tutti i disagi della Germania furono sfruttati al meglio dal partito nazionalsocialista guidato da Hitler per ottenere consensi.
-Nel ’32 elezioni americane, il repubblicano Hoover viene sconfitto dal repubblicano Roosevelt, abilissimo nel trasmettere fiducia alle persone, famosi sono i suoi “discorsi al caminetto”. Fin dai primi giorni di governo vuole applicare il New Deal, manovre da applicare in 100 giorni per contrastare la crisi (ristrutturazione del sistema creditizio, svalutazione del dollaro per aumentare la capacità di acquisto, aumento sussidi di disoccupazione e prestiti).
-L’Agricultural Adjustement Act voleva limitare la sovrapproduzione agricola, assicurando premi in denaro a chi diminuiva coltivazioni e allevamenti. Il National Industrial Recovery Act, codice di comportamento tra imprenditori volto a sfavorire la concorrenza spietata. Il Tennessee Valley Authority era un ente col compito di sfruttare le risorse idroelettriche del bacino del Tennessee, producendo energia a basso costo. Le prime due iniziative non ebbero grandi successi. La spesa pubblica venne aumentata sensibilmente per cercare di riattivare la produzione e creare lavoro. Nel ’35 fu varata una riforma fiscale e una legge sulla sicurezza sociale (che garantiva, tra l’altro, le pensioni). Nonostante gli ottimi risultati la ripresa sarà completa solo durante la guerra, grazie allo sviluppo dell’industria bellica.
-In tutti i paesi si ha una presa di potere dello Stato, le risorse individuali non bastano per uscire dalla crisi, lo Stato assume quindi un nuovo ruolo di soggetto attivo nell’economia. Dopo il ’29 l’intero occidente subisce processi di industrializzazione e urbanizzazione, che portano allo sviluppo edilizio e dei trasporti pubblici. Si diffondo anche in Europa automobili e elettrodomestici, inizialmente riservati ai ceti agiati.
-Forte sviluppo della comunicazione di massa (soprattutto radio e cinema). Le ricerche scientifiche avanzano notevolmente in molti ambiti tra cui quello nucleare. L’aeronautica compie passi da gigante soprattutto nel settore militare.

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