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Congresso di Vienna: obiettivi e nuova carta politica dell’Europa


Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia nel 1813 a cui fa seguito l’occupazione di Parigi da parte delle truppe straniere e l’abdicazione dello stesso imperatore, si pone il problema dei danni portati dalla Rivoluzione francese. Col termine “danni”, le potenze vincitrici indicava gli ideali di libertà, giustizia e di uguaglianza nati dalla Rivoluzione e diffusi da Napoleone: infatti in Francia il re era stato decapitato, la monarchia era stata abilita e le conquiste napoleoniche avevano cambiato de tutto la carta politica dell’Europa
È cosi le potenze che hanno sconfitto Napoleone , nel 1814, si riuniscono a Vienna per decidere in quale modo riportare l’ Europa alla situazione esistente prima del 1789, non tendendo conto e cancellando tutto quello che era successo dal 1789 al 1814. Il lusso e lo splendore con cui sono accolti i diplomatici a Vienna è enorme, questo anche per dimostrare che nonostante le umiliazioni fatte subire da Napoleone, l’Europa era ancora capace di mostrare il suo fasto di sempre.
Il Congresso, che durò nove mesi, aveva gli scopi seguenti:
• applicare il principio di legittimità, cioè riportare sul trono i re spodestati da Napoleone. Questo principio trovano un sostegno nel concetto secondo cui il re è il rappresentante di Dio sulla terra ed è a lui che Dio assegna il potere politico
• garantire in Europa una pace duratura, evitando dei cambiamenti rivoluzionari, come invece era successo negli ultimi anni. Per quanto motivo si fa in modo che tutte le potenze vincitrici ottengano gli stessi vantaggi e che nessuna di prevalga sugli altri (= principio dell’equilibrio)
La Francia pur essendo stata sconfitta, partecipa anch’essa al Congresso perché, il suo ministro Talleyrand, con molta abilità, dimostra che anch’essa è stata vittima della Rivoluzione e di Napoleone. La richiesta fu accettata dal Congresso perché una Francia debole non avrebbe permesso di raggiungi l’equilibrio delle forze, come invece si voleva. Oltre a Talleyrand, il vero protagonista del Congresso fu Metternich, il primo ministro austriaco, noto per la sua abilità strategica.
Nel febbraio del 1815, il lavori del congresso sono interrotti, perché arriva la notizia che Napoleone è fuggito dall’ isola d’Elba e si stata dirigendo su Parigi. Effettivamente, aiutato dal popolo francese, arriva nella capitale dove instaura nuovamente il suo governo. Tuttavia esso dura solo Cento giorni, perché viene definitivamente sconfitto a Waterloo nel giugno del 1815 da Inghilterra e Prussia.
Il Congresso risistema l’Europa in questo modo:
• Sui troni di Francia e di Spagna ritornano i Borboni che vi avevano regnato prima del 1789 ed anche le frontiere sono ristabilite.
• L’Olanda e il Belgio vengono riuniti e formano il regno dei Paesi Bassi
• La Svizzera diventa una confederazione di cantoni, con diritto alla neutralità
• La Russia annette la Finlandia ed una parte della Polonia
• L’Inghilterra acquista nuove colonie e basi commerciali nel Mediterraneo
• La Germania con la Prussia e l’Austria formano la Confederazione Germanica, alla cui presidenza è posta l’Austria. In modo da limitare la potenza della Prussia.
Durante il Congresso, il Metternich definisce la penisola italiana come “un’espressione geografica”. Questo significa che l’Italia non aveva nessun valore politico, tale da costituire uno stato o più stati indipendenti.. Infatti, in Italia viene definitivamente riconosciuto il dominio austriaco e cioè:
• il Veneto e Venezia, che col Trattato di Campoformio del 1797 erano passati sotto la dominazione austriaca, formano con la Lombardia il Regno Lombardo-Veneto, assoggettato all’Austria
• il trono del Granducato di Toscana è assegnato a Ferdinando III di Lorena, fratello dell’Imperatore d’Austria
• la figlia dell’ Imperatore d’Austria, Maria Luisa, ex moglie di Napoleone ottiene il ducato di Parma
• agli Estensi, imparentati con gli Asburgo, hanno il ducato di Modena
Gli stati indipendenti dall’Austria restano soltanto tre:
1) il Regno di Sardegna, con la dinastia dei Savoia. Oltre al Piemonte e la Sardegna, esso comprende anche la Savoia, Nizza e la Liguria
2) lo Stato Pontificio
3) il Regno di Napoli, sul cui trono ritorno il re che era stato cacciato da Napoleone
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