Ominide 22 punti

COLONIALISMO E IMPERIALISMO

Il colonialismo è un fenomeno che si sviluppò nel XIX secolo e aveva varie cause. La prima causa è una causa di tipo ideologico, infatti, le Nazioni europee per affermare il loro prestigio erano animate da un forte spirito di conquista e decisero di estendere il proprio dominio su nuovi territori. La seconda causa è di tipo economico, infatti, le industrie avevano bisogno di materie prime che potevano essere estratte dalle nuove colonie, inoltre ampliare i territori significava anche ampliare i mercati interni, in modo tale da sconfiggere la concorrenza con altre potenze; le nuove colonie davano la possibilità alla popolazione di emigrare, in modo tale da poter aprire nuove attività e far calare la disoccupazione . Esistono due tipi di colonialismo, un colonialismo diretto, in cui lo Stato dominante ha il pieno controllo della colonia dal punto di vista sia economico che politico, mentre nel colonialismo indiretto, la colonia manteneva una sorta di autonomia.

Le potenze europee decisero di colonizzare Africa e Asia. In Africa si crearono due grandi imperi coloniali, quello francese e quello inglese . Gli Inglesi avevano conquistato il Sud Africa , mentre il Nord Africa era occupato dalla Francia . Nel 1882 , gli Inglesi occuparono l’Egitto, provocando una forte tensione con la Francia che, ottenendo tutto il Nord Africa, considerava anche l’Egitto parteintegrante del suo impero coloniale, tuttavia alla fine gli Inglesi ottennero un controllo quasi completo del continente Africano. La politica coloniale dell’Italia incomincia nel 1887 quando a capo del governo vi era Francesco Crispi che avviò una politica autoritaria, accentrando su di se quasi tutti i poteri, infatti non fu soltanto presidente del Consiglio, ma anche ministro degli Esteri. Crispi represse con grande fermezza ogni movimento popolare che potesse minacciare l’equilibrio sociale. Più di una volta egli usò il pugno di ferro contro i braccianti e gli operai, organizzati in associazioni socialiste. Crispi portò avanti una politica espansionistica molto aggressiva, in quanto il suo obiettivo era quello di rendere l’Italia una grande potenza. Così fece occupare nel 1889 la città di Asmara che faceva parte dell’Eritrea.
In seguito l’Italia conquistò anche la Somalia. Il Congo invece fu occupato dal Belgio. Per quanto riguarda invece la colonizzazione dell’Asia, le potenze europee dovettero affrontare società più sviluppate delle tribù africane e quindi il processo coloniale fu più difficoltoso. La Gran Bretagna occupò l’India, la Francia colonizzò il Vietnam, L’AUS e la Cambogia. La Cina fu un territorio molto difficile da colonizzare e le due potenze che si scontrarono per colonizzarla furono la Russia e il Giappone. Queste due Nazioni si scontrarono in una guerra per la conquista del territorio Cinese della Manciuria, dopo un altro conflitto il Giappone trionfò. Tuttavia il popolo cinese si ribellò al dominio giapponese La Cina infatti fu governata con una politica chiamata a porte aperte ovvero veniva riconosciuta l’indipendenza del paese e il controllo di esso era esclusivamente tramite delle basi militari.
Per quanto riguarda invece la politica coloniale degli Stati Uniti, essi si concentrarono sull’America Latina e i territori che si affacciavano sul Pacifico. Nel 1898, dopo una guerra contro la Spagna, gli Stati Uniti conquistarono Cuba e si appropriarono delle isole Hawaii. Molto importante fu l’apertura del canale di Panama che permise agli Stati Uniti di tenere sotto controllo l’espansionismo Russo e Giapponese del Pacifico . La politica espansionistica degli Stati Uniti fu portata avanti dal presidente americano Theodore Roosvelt.

Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove