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Prima del 1870 erano le compagnie commerciali di proprietà privata che pensavano ad estendere il proprio potere su tutto il mondo per sfruttare dal punto di vista commerciale i paesi in cui arrivavano (ad esempio la Compagnia Inglese delle indie orientali che su protagonista della colonizzazione dell’india).
Mentre prima i paesi ospitanti rimanevano indipendenti, alla fine dell’ottocento vengono annessi al paese colonizzatore i territori sottomessi. Quindi la conquista coloniale non è iniziativa di compagnie private in cerca di profitto ma dei governi europei.
Comunque conveniva sempre occupare una regione, anche se probabilmente non garantiva alcun vantaggio economico, perché così almeno si impediva alle altre nazioni di trarre vantaggio dal suo possesso.
L’Ottocento è il secolo del trionfo del progresso e della tecnica ma anche delle inquietudini per le crisi economiche e per lo scontro ideologico.
Poiché le classi dirigenti avevano paura che le masse entrando nel campo politico potessero causare degli effetti sovversivi, si scelse l’imperialismo come strumento per mantenere l’ordine politico e la pace sociale.

Si iniziò ad esaltare l’ideale della nazione e ad incoraggiare il popolo ad identificarsi nello stato.
Le imprese coloniali ottennero l’appoggio della borghesia ma anche degli operai.
In che modo le elites conservatrici fecero accettare alle masse un progetto così reazionario?
Seppero far leva sulla bandiera del nazionalismo.
Ratzel e Lombroso propagandavano l’idea dell’ineguaglianza fra gruppi etnici e la superiorità dei popoli bianchi. Un’equivoca interpretazione del darwinismo sulla sopravvivenza del più forte e la scomparsa dei più deboli sembrava confermarlo.
Così la conquista coloniale divenne un diritto-dovere dei più evoluti.
Gli europei ritenuti superiori per razza e cultura erano la guida dei paesi sottosviluppati e educavano le popolazioni primitive alla moderna civiltà.
Le tradizioni e la cultura furono sacrificate in nome di una civiltà che si credeva superiore e che per questa ragione doveva affermare sul resto del mondo i propri valori.
Una conseguenza dell’imperialismo è stata proprio quella di cancellare la memoria storica dei popoli vinti
Il terzo mondo non è industrializzato a causa del colonialismo
Pensiamo alle conseguenze dell’insediamento inglese in india: i produttori locali di panni di cotone vennero cancellati dalla concorrenza dei tessuti inglesi,di qualità e prezzo inferiori.
L’india era il baricentro della politica coloniale britannica, mentre gli olandesi da circa un secolo sfruttavano l’Indonesia. All’Europa interessava l’Asia infatti si progetto di tagliare l’ istmo di Suez per collegare in modo rapido il vecchio continente con l’oceano indiano. Proprio quando l’asia era stata avvicinata al mediterraneo, alcune vicende finanziarie riguardo la costruzione del canale di Suez diedero inizio al processo di occupazione europea dell’Africa,di cui l’Europa fino a quel momento non si era mai interessata. L’intero continente africano venne dunque spartito tra i paesi europei.
Nel 1882 la Tunisia proclamò il suo protettorato: uno stato può interferire negli affari interni e nella politica estera di un altro paese che viene definito appunto protettorato. Il protettorato gode di sovranità dal punto di vista internazionale anche se limitata sotto certi aspetti da uno stato straniero.
Il clima politico era sempre più teso: scoppia la guerra anglo boera per assicurarsi il controllo del bordo più meridionale d’africa. La presenza di ricchi giacimenti minerari aveva attirato le mire di Londra, destinata però a scontrarsi con i boeri, discendenti dei coloni olandesi.
Nel 1884 il governo tedesco convoca la conferenza di Berlino fra gli stati europei presenti in Africa con l’aggiunta della Turchia e degli Stati Uniti. La Germania fa da arbitro nelle controversie internazionali per compensare il ritardo accumulato nell’espansione coloniale.
A Berlino si decise una preliminare spartizione dell’africa in aree di influenza. Questa divisione venne studiata per conservare gli equilibri tra le potenze in gara.
Fu imposta la convivenza tra clan rivali.
In questo periodo la Cina era contesa tra europei stati uniti, Russia e Giappone. Gli stati uniti infatti abbandonarono la dottrina Monroe: nessuna nazione poteva intromettersi negli affari interni americani. Russia e Giappone si scontrano e vince il Giappone.
La pace che seguì la spartizione dell’Africa durò fino a quando le nazioni europee iniziarono ad ostacolarsi a vicenda. Inoltre la conferenza di Berlino aveva lasciato aperte molte discussioni.
Nel Sudan esercito francese ed esercito inglese si trovarono faccia a faccia,perché le direttive di penetrazione nel continente si incrociarono. Lo scontro su evitato perché i francesi si ritirarono.
L’Inghilterra si concentrò al Sud.
Crispi occupò Massaua, e voleva estenderla ai danni dell’Etiopia,unico paese del corno d’africa che ancora era libero. Ma Menelik II sconfisse gli italiani ad Adua.
All’inizio del 900 l’Africa era sotto il dominio dell’Europa,tranne il Marocco e la Libia.
Alle nazioni non andava bene che l’egemonia spettasse a Inghilterra e Francia così la Germania mise in discussione gli equilibri nel continente africano con le 2 crisi marocchine,nonostante ciò la i francesi riuscirono ad occupare il Marocco,e gli italiani occuparono la Libia

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