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Concetti Chiave

  • I governi centristi in Italia, guidati dalla DC, fallirono, portando a coalizioni con la sinistra per ottenere consenso dalla classe operaia.
  • Il 1960 vide scontri tra manifestanti e forze dell'ordine a causa dell'alleanza tentata da Tambroni con il MSI, culminando in dimissioni forzate.
  • Il governo di centro-sinistra presieduto da Fanfani realizzò importanti riforme, come la nazionalizzazione dell'energia elettrica e la riforma della scuola media.
  • La contestazione studentesca del 1968 e le lotte operaie emersero dall'incapacità del potere politico di modernizzare la società, sfidando valori tradizionali e autoritari.
  • L'autunno caldo del 1969 segnò un momento cruciale per le lotte operaie, con richieste di uguaglianza salariale e nuove forme di democrazia sindacale emergenti.

Fallimento dei governi centristi

Alle lezioni del 1958 fu confermato il fallimento dei governi centristi, quindi la DC (sotto la guida di Fanfani prima, e di Aldo moro poi) effettuò alcune coalizioni verso la sinistra, che si batteva per una più equa distribuzione del reddito. L’orientamento era verso il PSI, unione indispensabile per ottenere il consenso della classe operaia.

L’avvicinamento tra i due partiti fu reso possibile anche dalla distensione internazionale nei rapporti tra est e ovest.

Scontri e proteste del 1960

Nel 1960 Tambroni tentò un’alleanza con la destra dei neofascisti dell’MSI. Con questa maggioranza Tambroni governò per alcuni mesi, finché non fui costretto a dimettersi a causa di acute proteste della sinistra e degli antifascisti.

Nel luglio 1960 si verificarono duri scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con diverse vittime.

Riforme del centro-sinistra

Il primo governo “aperto a sinistra” (centro-sinistra programmatico) fu presieduto da Fanfani e appoggiato dai socialisti. storia italiana dal 1958 al 1968Questo governo riuscì a realizzare le uniche vere riforme della stagione del centro-sinistra, come la nazionalizzazione dell’energia elettrica e la riforma della scuola media.

Economia e clientelismo

A partire dal 1963 l’economia si trovò di fronte ad un fermo: la piena occupazione raggiunta consentì ai sindacati di impostare rivendicazioni volte ad ottenere un livello salariale meno penalizzante per i lavoratori.

Le imprese scaricarono quindi sui prezzi l’aumento del costo del lavoro, con conseguente perdita di competitività e inflazione.

Con la politica di centro-sinistra si consolidò il fenomeno del clientelismo (ricerca del consenso elettorale attraverso favori) e nacque il fenomeno della lottizzazione (spartizione dei posti di potere tra gli esponenti della maggioranza di governo).

Contestazione studentesca e lotte operaie

In questo quadro politico precario, si inserirono la contestazione studentesca del 1968 e le lotte operaie, come conseguenze dell’incapacità del potere politico a riformare e modernizzare la società.

La contestazione studentesca era rivolta all’autoritarismo dell’impostazione degli studi e alla selezione per merito. Questo movimento contribuì all’ammodernamento di diversi aspetti della vita del paese. In campo sociale perdevano piede i precedenti valori tradizionali fondati sulla religiosità, e si affermavano i valori della società industriale,con più attenzione all’autonomia dell’individuo e alla sua libertà di decisione e di scelta.

Autunno caldo del 1969

Nell’autunno caldo del 1969 vi fu il momento più significante delle lotte operaie. Queste ebbero come protagonisti gli operai non specializzati, i quali esprimevano un disagio sia dentro la fabbrica dia al di fuori di essa. Questi richiedevano uguaglianza salariale e abbandono del lavoro taylorista-fordista (lavoro a catena).

Le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil) assunsero la guida del movimento operaio, creando nuovi strumenti di democrazia sindacale: i consigli di fabbrica e l’assemblea dei lavoratori. Contemporaneamente le organizzazioni giunsero vicino ad un riavvicinamento, che si concluse nel 1972 con la creazione della Federazione sindacale unitaria.

Strategia della tensione

Il 1969 aprì una nuova drammatica fase: con la bomba di pazza Fontana (MI) iniziò la strategia della tensione, che per oltre un decennio condizionerà la vita politica italiana.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze del fallimento dei governi centristi nel 1958?
  2. Il fallimento dei governi centristi portò la DC a cercare alleanze con la sinistra, in particolare con il PSI, per ottenere il consenso della classe operaia e promuovere una più equa distribuzione del reddito.

  3. Cosa accadde durante gli scontri e le proteste del 1960?
  4. Nel 1960, il tentativo di Tambroni di allearsi con i neofascisti dell'MSI portò a forti proteste della sinistra e degli antifascisti, culminando in scontri violenti tra manifestanti e forze dell'ordine, con diverse vittime.

  5. Quali riforme significative furono realizzate dal primo governo "aperto a sinistra"?
  6. Il governo di Fanfani, sostenuto dai socialisti, attuò importanti riforme come la nazionalizzazione dell'energia elettrica e la riforma della scuola media, rappresentando le uniche vere riforme della stagione del centro-sinistra.

  7. Quali furono le caratteristiche principali dell'autunno caldo del 1969?
  8. L'autunno caldo del 1969 vide protagonisti gli operai non specializzati che chiedevano uguaglianza salariale e il superamento del lavoro taylorista-fordista, con le organizzazioni sindacali che crearono nuovi strumenti di democrazia sindacale e si avvicinarono fino a formare la Federazione sindacale unitaria nel 1972.

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