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Eventi italiani dal 1968

In questi anni nacque un movimento di protesta giovanile che interessò tutti i Paesi del mondo occidentale. L’antefatto fu la rivolta del campus di Berkeley in California nel 1964, dove 5 studenti vennero sospesi per aver violato la legge che regolamentava l’attività politica e la libertà di parola nell’università; venne organizzata con sit-in (scioperi con astensioni dalle lezioni). Oltre alle proteste da parte di associazioni giovanili, pacifisti, ecc al centro della rivolta troviamo gli attivisti Free Speech Movement, che divenne movimento leader della protesta americana.
• In Italia la protesta partì nel 1967 per contestare la legge di riforma universitaria del ministro Gui: limitazione d’accesso, diversificazione lauree in 3 livelli e aumento delle tasse d’iscrizione.
• In Francia studenti ed operai misero in crisi il governo De Gaulle.
• In Germania la protesta fu rivolta ai temi dei diritti civili e del pacifismo.

• Nel mondo Comunista molto importante come protesta fu la “Primavera di Praga” per avere un volto umano nel socialismo.
I principali temi della protesta furono:
1. Maggior democrazia: che nei campus americani divenne una contestazione del sistema.
2. Aspirazione alla pace: “Fate l’amore non fate la guerra” fu uno degli slogan principali del periodo, il mondo intellettuale ed universitario dubitarono per la prima volta della bontà dell’azione militare americana in Vietnam.
3. Contestazione al sistema: in Francia prevalsero toni antigollisti, in Italia si andò contro le teorie marxiste ed in Germania iniziarono toni antiamericani causati dalla guerra del Vietnam.
Inoltre le varie proteste si nutrirono di miti:
• Gandhi: la protesta terzomondista e non violenta del leader indiano ispirò alcune tecniche ed ideologie della rivolta studentesca.
• Martin Luther King: leader pacifista della protesta dei neri d’America segnò la gioventù del mondo.
• “Che” Guevara: leader della rivoluzione cubana che incarnava l’idea della rivoluzione romantica e permanente e dello slancio utopistico.
• “Rivoluzione culturale cinese”: la mobilitazione delle forze giovani e sane del Paese per la lotta contro la corruzione politica, morale e culturale; inoltre influì anche la permanenza del processo rivoluzionario come pungolo autocritico e antiverticistico.
• “Lotta di liberazione vietnamita”: rappresentò il simbolo della lotta per la libertà e l’autodeterminazione dei popoli contro l’imperialismo americano.

L’italia dalla crisi economica agli anni ottanta
Gli anni settanta: crisi economica ed eversione
L’embargo petrolifero del 1973 e l’aumento dei prezzi del greggio colpirono in modo duro l’economia italiana, l’Italia non poteva contare su risorse energetiche interne e dipendeva quasi totalmente dall’importazione; inoltre la lira molto debole rese salate le bollette energetiche.
Successivamente il governo democristiano di Rumor prese contromisure per ridurre i consumi  Periodo dell’austerity: sacrifici, contenimento consumi, ecc. La banca in Italia aumento il costo del denaro per contenere l’inflazione e gli industriali diminuirono gli investimenti. Successivamente l’incremento della ristrutturazione tecnologica legata all’automatizzazione dei processi produttivi tese a ridurre la domanda di lavoro, creando una forte tensione sociale.
Intanto nel Paese si creò una forte instabilità istituzionale, aggravato dalle stragi terroristiche di matrice neofascista (strategia della tensione) e da vari scandali (corruzione, erogazione fondi neri, legami con la malavita, associazioni eversive)  si sviluppò il terrorismo di sinistra, principalmente con le Brigate Rosse, le quali credevano che il Paese fosse governato da una congiura fascista ed imperialista. Tale terrorismo nacque dal costituirsi di una serie di movimenti rivoluzionari contro il sistema democratico. Contro le BR erano le forze di governo SMI e PCI.

Il PCI e la svolta del “compromesso storico”
La novità degli anni ’70 fu il “compromesso storico”: progetto politico elaborato da Berlinguer del PCI per trovare un terreno d’incontro tra DC e PCI isolando gli opposti estremisti e realizzando una maggior stabilità democristiana.
La DC veniva vista come una forma moderata che, secondo Berlinguer, doveva liberarsi dagli elementi più conservatori e recuperare la sua storia popolare e democratica. Contemporaneamente Berlinguer formulò la linea “Eurocomunismo”, la quale consisteva in una critica radicale dei metodi sovietici ed in un ripudio della leadership di Mosca senza però rinunciare all’edificazione del socialismo. Essa presupponeva un’alleanza fra Partiti Comunisti ed occidentali  un’alternativa al modello sovietico. Così facendo il Partito Comunista raggiunse i ceti medi e allargò la propria base elettorale. Secondo Berlinguer senza un’ampia alleanza popolare con le forze democratiche moderate la sinistra rischiava di subire un tragico attacco da parte delle forze eversive.

Berlinguer trovò un interlocutore sensibile ed attento nel democristiano Aldo Moro. Il PCI tra il 1974 ed il 1978 non entrò mai in governo ma diede il suo sostegno dall’esterno ai governi a guida democristiana (detto “di solidarietà nazionae”). PCI e DC si trovarono successivamente contrapposti nelle campagne referendarie per il divorzio (1974) e l’aborto (1981), le quali si conclusero con la vittoria del fronte laico.
Il sequestro di Aldo Moro e la sconfitta del terrorismo
Era il 16 Marzo 1978 ed in Parlamento era fissata la presentazione del nuovo governo monocolore Andreotti, governo al quale il PCI avrebbe dato fiducia e con il quale esso sarebbe entrato in governo. Quella mattina un commando delle BR rapì Aldo Moro e uccise i 5 uomini della sua scorta; venne votata d’urgenza la fiducia al governo (che entrò subito in vigore) . Il mondo politico si divise:
• Impossibilità di trattative con le BR.
• Scarcerare alcuni BR per riavere Aldo Moro.
Dopo 55 giorni Moro venne trovato ucciso a Roma tra le sedi del DC e del PCI. Ciò portò ad una svolta nella lotta per il terrorismo: nacquero strutture apposite e enne varata una legislazione speciale per rendere efficaci le indagini ed offrire sconti di pena a chi collaborasse con le forze dell’ordine. Fino agli anni ’80 il terrorismo poteva dirsi sconfitto.

La frattura tra dc e pci: verso il “consociativismo”
Alle elezioni del 1979 si vide un arretramento di PCI e DC. Nel 1980 il DC elaborò un documento programmatico (Preambolo) che eliminava ogni ipotesi di collaborazione con i comunisti e riproponeva un’alleanza con il PSI. Il PCI reagì sottolineando inizialmente la “questione morale”, cioè l’onesta e la trasparenza tra i partiti, e nel 1983 si oppose all’installazione degli “euromissili” della NATO; inoltre Berlinguer promise appoggio agli operai della FIAT in sciopero. Il PCI ottenne la presidenza della Camera e partecipò alla lottizzazione della RAI. Tutto ciò venne chiamato “consociativismo”.

Craxi, il “pentapartito” e la crisi del pci
La nuova politica del DC varata da Donat-Cattin e Forlani portò alla formazione del “pentapartito”: DC-PSI-PSDI-PRI-PLI. Nacque nel 1981 affidato al repubblicano Spadolini. Presto il Partito Socialista sotto Craxi divenne il perno degli equilibri politici italiani. Craxi stipulò una strategia:
• Niente alleanze con il PCI.
• Rinnovamento ideologico: abbandono del marxismo.
• Nuovi elettori: piccola e media impresa e la borghesia attiva delle professioni.
Nel 1983 Craxi venne nominato primo ministro a capo del “Pentapartito” ed il suo governo durò fino al 1987. In questo lasso di tempo il Paese ebbe una ripresa economica: l’inflazione calò, i costi del lavoro vennero ridotti (grazie alla modifica della “Scala mobile”  meccanismo di adeguamento dei salari all’inflazione); inoltre impose l’installazione degli “euromissili”. Molto importante fu anche il rinnovo del Concordato con la Santa Sede nel 1984:

• Religione cattolica non più religione di Stato.
• Ora di religione resa facoltativa.
La crisi del governo di Craxi iniziò con la questione energetica: nel 1986 venne fatto un referendum sul nucleare per rinunciare a tale forma di energia, ciò portò la divisione del governo in due: socialisti, che volevano l’abolizione, e la DC, contraria ai socialisti. Vinsero i socialisti ed il governo di Craxi terminò.

Lo scenario italiano: 1990-2011
I nuovi partiti e la riforma elettorale
Agli inizi degli anni ’90 tutti i Partiti tradizionali sparirono o si trasformarono  fine “Prima Repubblica” Italiana. Ciò avvenne principalmente per due motivi:
1. Fine del mondo bipolare.
2. Inchiesta Tangentopoli.
Nel 1989 il segretario del PCI Occhetto decise di cambiare il nome in Partito Democratico della Sinistra (PDS) ed adottò una politica conforme a quella dei socialdemocratici italiani e staccandosi dal Partito della rifondazione comunista. Nel 1991 nacque Lega Nord con segretario Bossi, esso proponeva un federalismo radicale con autonomia delle regioni settentrionali, la riduzione degli aiuti al Mezzogiorno e la lotta contro la corruzione politica, inizialmente non venne presa molto sul serio ma man mano che si andava avanti si passò da una politica federalista fiscale ad una di secessionismo. Si iniziò a pensare inoltre ad un rinnovamento delle istituzioni, a partire da quello elettorale. Nel 1991 venne fatto un referendum che lo avrebbe reso maggioritario, esso venne approvato ed un secondo referendum portò alla correzione della legge elettorale per il Senato.
Nonostante ciò la politica italiana sembrava incapace di rinnovarsi realmente ed i governi al potere avevano come unico scopo l’occupare il potere, intanto la corruzione dilagava ed il debito pubblico aumentava; se il terrorismo lo avevamo definito sconfitto non si poteva dire la stessa cosa della mafia  1992 attentato a Falcone e Borsellino e nel 1993 esplosione di bombe a Milano, Firenze e Roma.

“Mani pulite” e la crisi della “prima repubblica”
Le indagini anti-corruzione (“Mani Pulite”) portarono allo smantellamento di Tangentopoli (sistema basato su corruzione diffusa e capillare). Nel 1992 venne arrestato Mario Chiesa e si finì per scoprire un enorme giro di tangenti che servivano al finanziamento illecito dei partiti, PSI e DC principalmente  Craxi (PSI) e Forlani (DC) vennero processati e condannati. A questo punto il DC si trasformò nel Partito Popolare Italiano (PPI) cercando di recuperare i valori originali del Partito di Don Sturzo e De Gasperi. Il PSI venne investito dalla crisi di Tangentopoli. Craxi venne espatriato ad Hammamet, in Tunisia, Nel 1992 il governo venne affidato a “Tecnici” per portare l’Italia fuori dalla corruzione e risanare i conti pubblici; venne scelto Amato, il quale svalutò la lira ed innalzò il costo del denaro, stesso progetto proseguì Ciampi nel 1993.

LE ELEZIONI DEL 1994: BERLUSCONI AL GOVERNO
Le elezioni amministrative del 1993 segnarono profonde trasformazioni:
• Lega: primo partito del Nord.
• Una coalizione dei partiti di sinistra ebbe successo al Sud.
• Fini fondò “Alleanza Nazionale” (AN): moderno partito conservatore.
Alle elezioni del 1994 vinse senza problemi la sinistra, fu solo allora che Berlusconi annunciò la sua discesa in campo contro la Sinistra. Si mosse principalmente su due binari:
1. Acceso anticomunismo.
2. Proposta movimento politico nuovo  Forza Italia: una sorta di “Partito-Azienda” che puntava ad un impatto basato sui meccanismi persuasivi della pubblicità. Così facendo formò un’alleanza elettorale (Polo della libertà e del buon governo) con la Lega e l’Alleanza Nazionale.
Alle elezioni successive ebbe grande successo il Polo e Berlusconi ebbe l’incarico di formare il nuovo governo, ma incontrò subito molti ostacoli: una forte protesta sociale specialmente finanziaria e per una riforma pensionistica, Berlusconi ritirò tale riforma e trattò con i sindacati. Altri furono i problemi, tra cui le indagini di “Mani Pulite” riguardanti la sua attività imprenditoriale, ciò portò il distaccamento della Lega e le dimissioni di Berlusconi.

I governi dell’Ulivo e le elezioni del 2001
Il 1995 vide al potere dell’Italia un governo tecnico. Intanto:
• Il centrosinistra diede vita ad una coalizione (l’Ulivo) guidata da Prodi che comprendeva gli appartenenti al Partito Popolare (fino ad ora indipendente).
• Dall’altra parte Berlusconi e Fini accolsero i fuoriusciti del Partito Popolare Italiano.
Le elezioni del 1996 vennero vinte dall’Ulivo, il governo Prodi per i due anni di carica completò il risanamento finanziario, successivamente venne sostituito da D’Alema, il quale però portò due esecutivi deboli.
Importante fu la modifica dell’organizzazione del lavoro, cioè introdurre tipologie contrattuali più flessibili che comportano una riduzione della tradizionale tutela del lavoro dipendente e situazioni di precariato particolarmente gravose per i giovani  Molte proteste.
Ricomparvero le Nuove Brigate Rosse, che colpirono D’Antona, collaboratore governativo in materia economica, e Biagi, collaboratore della riforma del lavoro.
Successivamente il governo Amato portò al termine un’importante modifica costituzionale relativa al Titolo V della II parte della Costituzione.
Alle elezioni del 2001 vennero vinte da Berlusconi.

Dal secondo governo Berlusconi all’alternanza
Il programma presentato alle elezioni del 2001 era ricalcato a quello del 1994. Anche in questo caso puntava su una presa mediatica sull’elettorato (vedi per esempio durante un talk-show la firma di un “contratto” con gli Italiani per abbassare le tasse, aumentare le pensioni, ecc. Il governo Berlusconi non riuscì a conseguire i propri obiettivi in materia economica, inoltre le opposizioni accusavano il governo di voler risolvere con leggi ad personam i problemi del premier e dei suoi collaboratori coinvolti nelle inchieste di “Mani Pulite”.
Gli ultimi due anni di legislatura furono molto duri per Forza Italia:
• Tensioni all’interno della maggioranza in governo.
• Dissenso degli italiani per la politica economica del governo.
Nonostante ciò Berlusconi varò molti provvedimenti legislativi, tra cui la legge Biagi, che proponeva una maggior flessibilità occupazionale e nel mercato del lavoro, la riforma delle pensioni, la legge Bossi-Fini, per la disciplina dell’immigrazione, e la regolamentazione della fecondazione assistita.
In prossimità delle elezioni del 2006 il governo di Berlusconi riformò il sistema elettorale  Legge Calderoni: modificava la legge elettorale e produceva un sistema di preferenze misto e che prevedeva anche il voto degli italiani all’estero. La vittoria fu del centrosinistra ma per pochissimi voti, in Maggio il parlamento elesse Napoletano come presidente della Repubblica ed il governo Prodi dovette affrontare la sfida della ripresa economica e del miglioramento del debito pubblico. Cadde nel 2007.

Verso il bipolarismo?
Le elezioni del 2008 vedevano favorita la coalizione di centrodestra di Berlusconi, qui Veltroni, leader del centrosinistra, fondò il partito democratico con lo scopo di creare una forza politica unita e con un programma di governo ben definito. Berlusconi reagì pronunciando a Milano il “discorso del predellino”: nascita del Popolo della Libertà (PdL) che avrebbe riunito Forza Italia ed Alleanza Nazionale.
L’idea di proporre due partiti di centrodestra e due di centrosinistra, sistema in linea con il bipolarismo, sembrava alleare tutti ma in realtà si assistì alla proliferazione di partiti più o meno grandi. Berlusconi ottenne una vittoria schiacciante e formò il quarto governo, intanto Veltroni diede le dimissioni e venne sostituito da Bersani.
Il governo Berlusconi, su richiesta di Lega Nord, produsse la legge Maroni che introdusse in Italia il reato di reato di clandestinità, inoltre a causa dell’ingente debito pubblico e della grave crisi finanziaria ed economica dovette rivedere tutti i programmi economici-sociali tentando di ridurre la spesa pubblica. Importante fu anche la riforma Gelmini della pubblica istruzione che per la prima volta interessò la scuola superiore di secondo grado dopo quella Gentile.
Vi furono molti episodi di corruzione e scandali che accentuarono il clima di tensione fra maggioranza ed opposizione.
Nel 2011 la maggioranza del governo mostrava segni di indebolimento (anche a causa di fenomeni di scissione), inoltre la crisi europea ha reso particolarmente esposta l’Italia a causa dell’ingente debito pubblico e ciò creò ulteriori tensioni in Parlamento e Governo. Qui vediamo le dimissioni di Berlusconi e l’affido ad un governo tecnico: Monti.

La politica estera italiana negli ultimi vent’anni
Negli ultimi 20 anni i governi italiani si sono mossi lungo una linea di sostanziale continuità, mantenendo:
1. Centralità dell’alleanza con gli USA e l’appartenenza alla NATO.
2. L’impegno europeista.
In generale però gli esecutivi di centrodestra erano euroscettici. Ma le maggiori differenze tra le politiche estere di centrodestra e centrosinistra si sono palesate dopo gli attentati dell’11 Settembre 2001:
• Berlusconi appoggiò l’attacco all’Afghanistan e successivamente inviò un contingente di pace.
• Berlusconi appoggiò l’invasione dell’Iraq.
• Le truppe italiane del 2003subirono a Nassiriya un attacco kamikaze ed il governo Prodi ritirò le truppe dall’Iraq.

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