Ominide 16919 punti

Campagna di Russia e l'esilio


Fin dal 1803 si riaprirono le ostilità tra la Francia e l’Inghilterra, che si pose alla testa di una terza coalizione antifrancese. Napoleone sconfisse gli austriaci (18 ottobre 1805), ma contemporaneamente la flotta francese veniva annientata da quella inglese nella battaglia di Trafalgar (21 ottobre). Nonostante questa sconfitta sui mari, l’imperatore occupò Vienna (13 novembre) e sconfisse l’esercito austro-russo nella battaglia di Austerlitz, imponendo agli austriaci dure condizioni di pace, fra cui la perdita del Veneto, unito al regno d’Italia, e quindi riconquistò il regno di Napoli, affidato a Gioacchino Murat. Si formò allora la quarta coalizione antinapoleonica (1806), che ebbe vita breve, dato che l’esercito prussiano venne travolto da quello francese nella battaglia di Jena. Nel 1807 Napoleone procedette alla conquista del Portogallo e l’anno successivo all’invasione della Spagna, dove pose sul trono suo fratello Giuseppe Bonaparte. La quinta coalizione austro-inglese venne sconfitta dai Francesi nella battaglia di Wagram. L’impero napoleonico era tuttavia minacciato al proprio interno dal malcontento per i costi delle continue guerre e per le conseguenze economiche del blocco continentale (attuato per colpire i commerci inglesi), oltre che dal crescente rancore degli oppositori del regime. Ma a portare alla caduta di Napoleone fu il tentativo di invadere la Russia, iniziato nel giugno del 1812. Dopo aver sconfitto l’esercito russo nelle battaglie di Smolensk e di Borodino, Napoleone giunse a Mosca, dove attese invano un segnale di resa dello zar Alessandro I. l’avvicinarsi dell’inverno convinse infine Bonaparte a ritirarsi, ma era troppo tardi: il freddo, la mancanza di vivere e la stanchezza stremarono l’esercito, che venne sconfitto nella battaglia della Beresina e quindi decimato dalla terribile ritirata. Una sesta coalizione sconfisse poi Napoleone a Lipsia (ottobre 1813) e invase la Francia; l’imperatore dovette abdicare e andare in esilio all’isola d’Elba (aprile 1814). Mentre le potenze vincitrici erano riunite nel congresso di Vienna per decidere il nuovo assetto dell’Europa, Napoleone tornò in Francia e riprese il potere per “cento giorni”, cioè fino a quando una settima coalizione (Inghilterra, Russia, Austria e Prussia) lo sconfisse a Waterloo (18 giugno 1815). Il 22 giugno del 1815 Bonaparte abdicò di nuovo e venne esiliato a Sant’Elena, un’isola sperduta nell’Atlantico, dove morì il 5 maggio 1821. Le motivazioni della caduta del regno meridionale d’Italia sono: - i danni economici a causa del blocco; - il rancore dei democratici; - coloro che volevano il ritorno dei Borboni; - ostilità dei cattolici.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email