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Bloch - Liber pontificalis


Opera storiografica redatta a Roma da autori vari rimasti anonimi, operanti in rapporto strettissimo con i papi: serie di biografie papali scritte a pochi anni dalla morte, principalmente per celebrarne l’operato. È una della pochissime fonti di questa fase storica che non ci propone la ricostruzione degli eventi dal punto di vista dei carolingi, ma da quello del papato.
L’episodio dell’incoronazione di Carlo Magno si trova nella biografia di Leone III, essendo un evento legato al processo allo stesso papa.
La realtà dell’arrivo di Carlo a Roma è qui più articolata, ricostruendo allo stesso tempo la figura di Leone III in maniera positiva. Carlo giunge a Roma in San Pietro, ricevuto con onore, e riunisce clero di alto livello e nobiltà franca e romana (con tutte le differenze gerarchiche e rituali del caso, in presenza di diverse sezioni sociali). Viene definito “grande”, data la sua carica di giudica, mentre il papa è un accusato: situazione asimmetrica a vantaggio del primo. Devono essere giudicati i crimini a Leone addebitati, che non vengono però qui descritti. Si solleva la questione formale che il pontefice non possa essere giudicato dal clero, i presenti ne sono consapevoli, però partecipano al processo solo in quanto lo stesso papa ne ha fatto richiesta. Leone intende essere purificato dalle false accuse. Il giorno successivo, nella stessa basilica, il papa, sotto giuramento imbracciando i vangeli (sacramentum), ammette la sua innocenza, anche se di fronte all’assenza di un’accusa chiara e definita. Ciò è però sufficiente, il processo non prosegue oltre il giuramento pubblico di fronte ai massimi esponenti del clero, sufficiente per scagionarsi.
Si ha ora la descrizione dell’incoronazione: la riunione si ripete in occasione del Natale. Non si fa accenno ad un’eventuale irritazione di Carlo, ma viene confermato che è attivamente il papa a incoronare . Egli non è più subalterno a Carlo dopo il processo, in cui effettivamente si era scagionato autonomamente, senza l’azione del giudice. Il giubilo dei presenti arriva solo dai romani, i quali sono gli unici a poter riconoscere formalmente il potere imperiale, essendo depositari della tradizione che viene riattivata in un’incoronazione di origine pontificia, cioè divina. Diventa d’uso diffuso la terminologia a deus incoronatus, che legittima ulteriormente il re in questione. Il ruolo di imperatore si configura come protettore della Chiesa e del papato, dato che infatti in principio era compito affidato al re d’Italia, che era appunto titolo necessario per poter essere eletto augusto.
Si parla anche di un’unzione a Carlo. Però Bloch pone l’accento sulla semantica ambigua: è Carlo Magno l’eccellentissimo figlio simbolico del Papa, oppure si intende proprio il figlio di Carlo che in prospettiva avrebbe dovuto essere il suo successore, con quindi la sua unzione anticipata a re? L’accento è proprio sull’unzione regia, non imperiale. La prima interpretazione invece si accorda anche con il testo di Teofane.
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