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Bloch - Fonti sulle dinastie barbariche


Bloch procede nel prendere alcune fonti di epoche molto diverse tra loro, decontestualizzandole, per giungere a delle conclusioni. Per esempio Jordanes, autore forse goto, che nella Getica (storia dei Goti, VI secolo) afferma di star sintetizzando un’opera di Cassiodoro, esponente dell’aristocrazia romana e collaboratore dei Goti in Italia, per testimoniare la convergenza della storia dei due popoli, dare unità ideologica e politica al regno.
Jordanes pone l’origine dei Goti in Scandinavia, popolo che attribuiva i successi militari all’influsso favorevole dei loro condottieri, non più considerati semplici uomini ma semidei (Ases), in una genealogia fatta risalire a Wotan. La fede in un’origine sovrannaturale è anche fonte di lealismo verso la famiglia reale, in cui, in assenza del diritto di primogenitura, è centrale solamente la dinastia in sé. Si cita il caso specifico della famiglia degli Amali, in cui in una lettera di Atalarico al Senato romano (che è in realtà redatta dallo stesso Cassiodoro) si afferma che, così come chi nasce nella classe senatoria è destinato a appartenere a questa stirpe, anche nella famiglia degli Amali nascono coloro che sono degni di governare. Si fondono qui linguaggi e simbologie, nozioni, sia romane che germaniche.
Bloch si dedica ad approfondire il rapporto tra regalità e fenomeni cosmici, con l’idea di fondo del contrasto tra legittimità personale debole e legittimità dinastica molto forte. Un esempio è il caso degli Eruli, ricordato nel De bello Gothico di Procopio (VI sec.), una popolazione cosiddetta barbarica stanziata nell’odierna Scandinavia, poi discesa in Pannonia. Procopio è bizantino, scrive in greco e tratta appunto della guerra condotta dall’imperatore Giustiniano contro gli Ostrogoti nella Penisola italiana. Il caso degli Eruli mostra la nomina di un re tra un gruppo emigrato, che aveva però cercato un successore alla carica nei territori d’origine, accogliendolo e legittimandolo, anche se sconosciuto, solo per l’appartenenza dinastica. La storiografia moderna difficilmente eleva questo evento particolare ad una legge generale che spieghi comportamento e funzionamento delle monarchie barbariche in toto. Bloch ritiene invece che la legittimità dinastica permise ai sovrani di andare oltre il loro ruolo “normale”, fino ad essere considerati “responsabili dell’ordine delle cose”. Nuovamente vengono utilizzate fonti tra loro slegate e decontestualizzate, rimanendo fedeli al bias di unitarietà dei popoli-culture germaniche: la saga norrena Heimskringla (XIII secolo, di Snurre Storleson in Islanda) e le Storie di Ammiano Marcellino (IV secolo). Bloch si domanda che anche tra i Germani ci fossero stati re guaritori, concludendo che non è possibile giungere ad una risposta definitiva, per diversità delle fondi e difficoltà delle loro interpretazioni, quindi è meglio mantenere prudenza.
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