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Bloch - Primogenitura e religiosità


Dopo la fine dell’impero carolingio, la Francia capetingia e l’Inghilterra normanna non rinnegano la tradizione dell’unzione a tutti e due i livelli (re e imperatore). Riemerge persino il tentativo di associare maggiormente regalità e sacerdozio.
Partendo dal dato di fatto che il re è un unto del Signore, davvero ciò legittimò la sua capacità taumaturgica? Bloch si interroga sulla religiosità medievale, da lui definita “terra terra”, in cui ha importanza l’elemento materiale, cioè che il sacerdote sia “operativo”.
In ciò potrebbe quindi rientrare la capacità di guarire del re unto come sacerdote. Bloch forza molto le fonti a vantaggio delle sue interpretazioni. Riprende quindi i primi due re taumaturghi capetingi e anche d’Inghilterra.
Importante è il fatto che Bloch collega il miracolo regio di una regalità sacra più specifica all’emergere del diritto di primogenitura. Cioè, quando non è più la stirpe ad essere sacra, ma il singolo re. C’è anche il confronto forzato con i califfi a lui contemporanei, che condividevano il potere taumaturgico in tutta la famiglia. In Francia e Inghilterra il carattere sacro si concentra in un’unica persona, cioè il capo del ramo primogenito e unico legittimo erede della corona. Solo costui poteva compiere miracoli.
Ulteriormente, in considerazioni metodologiche su come affrontare la riflessione sul tocco sacro, Bloch richiama due possibili spiegazioni: quella volterriana e razionalistica, che ricerca l’opera di un pensiero razionale cosciente di ciò che sta facendo, esito di una programmazione consapevole; quella romantica e emotivo-sociale, che ricerca elementi profondi e oscuri, non riconducibili alla razionalità. Secondo Bloch, le due spiegazioni devono integrarsi nella storia del miracolo regio, in una contemporanea e duplice azione.
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