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Avvento del Regime di Mussolini

Nell'arco di un triennio, dal 1922 al 1925,Mussolini consolidò il proprio potere e svuotò nella sostanza le garanzie costituzionali previste dallo Statuto albertino, modificando il sistema elettorale e favorendo un potenziamento dell'esecutivo e del capo del Governo a danno del Parlamento. A questo fu possibile provvedere con atti legislativi ordinari, dato il carattere flessibile dello Statuto.
Con la legge elettorale del 18 novembre 1923 (legge Acerbo) si stabilì che la lista che ottenesse almeno il 25% dei voti avesse diritto a 2/3 dei seggi alla Camera, attribuendo alle altre liste la ripartizione dei seggi restanti. Nello stesso anno venne inoltre approvata una legge che limito' fortemente la libertà di stampa. Alle elezioni del 1924, segnate da gravi episodi di violenza da parte dei fascisti, questi si presentarono in un'unica lista con liberali e cattolici, ottenendo oltre il 60% dei voti e aggiudicandosi più di 3/4 dei seggi disponibili. In tal modo i fascisti ebbero la possibilità di controllare in modo assoluto la Camera dei deputati. La Camera eletta nel 1924 rimase in vita formalmente fino al 1929, nonostante nel 1926 fossero stati dichiarati decaduti i deputati che - dopo il delitto del deputato socialista Giacomo Matteotti a opera di squadristi fascisti - abbandonarono per protesta l'aula, cessando di partecipare alle sedute (secessione aventiniana).

Il termine aventiniana venne utilizzato in riferimento alla storia dell'Antica Roma, quando la plebe, nei momenti di crisi acuta con i patrizi, si ritirava sul colle Aventino, sua tradizionale sede. DA allora in poi si utilizza l'espressione "ritirarsi sull'Aventino" quando una parte politica si rifiuta di partecipare alle decisioni politiche comuni astenendosene.

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