Hitler per dieci anni aveva avuto un consenso elettorale risibile; nel maggio ’28, nelle ultime elezioni pre crisi, avevano ottenuto il 2,5%, quindi erano una minoranza assolutamente trascurabile. È la crisi del ‘29 che provoca l’ascesa irresistibile di Hitler perché provoca la sfiducia nei partiti tradizionali di Weimar e della Repubblica di Weimar in quanto tale, mai amata molto in Germania. Per l’ascesa di Hitler bisogna tener conto che i tedeschi in quindici anni avevano ottenuto tre sconfitte tremende: la sconfitta in guerra, l’inflazione selvaggia del 22/23 e quindi la distruzione del valore del marco e infine la grande depressione che ridusse alla fame gran parte della popolazione tedesca (nell’apice della crisi la produzione industriale calò del 50%).
Quindi dietro l’ascesa di Hitler c’era la crisi, la terza nel giro di poco più di dieci anni. Questo fece si che venisse meno quella residua fiducia che c’era nei confronti della Repubblica di Weimar e dei partiti tradizionali (in particolare della Spd e il partito cattolico del centro). Si rafforzarono le forze anti sistema, sia a destra, i nazisti, che a sinistra, i comunisti che nelle elezioni ottengono buoni risultati a scapito della social democrazia, perché sia a destra che a sinistra c’era la volontà di rovesciare la repubblica di Weimar.

Quindi sulla base di questa situazione di crisi economica e poi sociale vi era la graduale ascesa del nazismo, che fece leva sui timori della grande borghesia, la crisi di identità dei ceti medi e in generale la rabbia dei disoccupati che coinvolgeva tutti i ceti. Hitler indicava ai tedeschi di ricondurre la Germania a avere un primato in Europa, per non dire nel mondo (come quella che aveva avuto in epoca guglielmina), diede una rassicurazione per identificare i capri espiatori rispetto alla crisi e diede l’immagine di una forza in grado di riportare l’ordine contro traditori e nemici interni.
Questa era la proposta politica di Hitler.
L’agonia della Repubblica di Weimar iniziò a partire dal 1930 al 1932 fondamentalmente; alle elezioni del 1930 si registrò un rafforzamento delle forze anti sistema, ovvero i nazisti da una parte (che passano dal 2% al 18%; due anni dopo dal 18% al 35%) e dall’altra i comunisti che si rafforzarono a scapito della social democrazia. Quindi si rafforzarono le forze anti sistema e si indebolirono le forze fedeli alla Repubblica di Weimar: social democratici e cattolici del centro.
In conseguenza di ciò si verificò l’indebolimento del governo.
Rafforzamento delle forze anti sistema vuol dire anche scontri aperti tra gruppi paramilitari delle opposte fazioni. Vi era una sorta di clima di guerra civile, in cui i vari partiti usavano anche forze paramilitari, non solo i nazisti ma anche gli altri partiti che avevano le loro leghe militari: i comunisti avevano la lega rossa e i social democratici un gruppo che si chiamava fronte di ferro. Le città diventarono teatro di scontri violenti.
Nel 1932 si raggiunse il momento massimo di aggravamento della crisi economica e della violenza politica, quindi il peso elettorale dei nazisti crebbe sempre di più perché dalle due elezioni politiche anticipate nel 1932, con la speranza di procurarsi una maggioranza stabile da parte del nuovo cancelliere, in realtà entrambe le elezioni si risolsero con il successo nazista che divenne il primo partito (anche se con maggioranza relativa e non assoluta).

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