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ANARCHISMO

Una dottrina che si venne a creare nel corso del 1800 fu l’anarchismo, un movimento che come ci dimostra anche il nome prevede la mancanza di un potere centrale, vale a dire lo stato, come soluzione alle condizioni di vita degli operai nelle fabbriche. La libertà secondo gli anarchici si viene a creare con l’assenza di autorità che viene ottenuta con mezzi violenti e sovversivi e con l’abbattimento di tutte le istituzioni. Il maggiore esponente dell’anarchismo fu Bakunin che, essendo di nazionalità russa, venne largamente perseguitato dalle autorità del suo stato e visse quasi da esule in giro per l’Europa, partecipando anche alla prima internazionale, ossia la prima riunione di tutti i socialisti europei. Tra le diverse azioni clamorose che sono state compiute o attribuite ad anarchici nel corso degli anni, sicuramente un ruolo di primo piano deve essere riservato all'uccisione, nel 1900, del re Umberto I da parte dell’anarchico italiano Gaetano Bresci ( tornato in Italia dagli Stati Uniti appunto per uccidere il re).

LA PRIMA INTERNAZIONALE

La Prima Internazionale, sorta per nel 1864 costituire un’associazione internazionale di lavoratori,vide la partecipazione di grandi esponenti del socialismo europeo di quegli anni, anche molto distanti fra di loro nella posizione, tra cui possiamo ricordare Bakunin e Marx. Già la contemporanea presenza di Bakunin e di Marx ci fa capire come la prima internazionale raccolse alcuni esponenti di gruppi politici che avevano diverse opinioni riguardo alla risoluzione della questione operaia: tra tali esponenti ricordiamo anche Mazzini, che per avervi partecipato verrà anche aspramente criticato. La prima internazionale, rispetto alle altre 4 che seguirono, ebbe però una durata limitata in particolare perché la diversità di opinioni era insormontabile: infatti la differenza che sussisteva tra il pensiero di Marx e di Bakunin era data dal fatto che sebbene entrambi credessero che lo stato ad un certo punto avrebbe dovuto cessare di esistere, per Marx tale prospettiva non era immediata e tanto meno ci doveva essere il crollo dello stato attraverso azioni violente. La prima internazionale fu però l’inizio del percorso del movimento socialista e palesò le diversità che sussistevano al suo interno.

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