Trasporto del Cristo morto


La tavola è firmata e datata sul gradino di pietra a sinistra e la parte centrale del portico è realizzata da Raffaello per l'altare della cappella funeraria del Bagnioni nella chiesa di San Francesco a Prato.
L'opera era conclusa in alto da una lunetta raffigurante l'Eterno beneficente tra gli Angeli: la figura scorciata di Dio Padre era concepita e vista nell'alto di benedire il corpo del Figlio, in modo da stringere una relazione emotiva.
L'originaria cornice architettonica era stata ideata in continuazione con la predella.
Il committente della pala è Atalanta Baglioni, madre di Grifonetto, assassinato nel corso di una faida tra famiglie,
La nobildonna da prima aveva maledetto il figlio per la sua crudeltà , era poi soccorsa davanti al suo capezzale.
La vicenda giustifica l'iniziale scelta tematica, il compianto su Cristo morto, poi Raffaello modifica il tema concependolo come un trasporto di Cristo Morto, conservando il concetto di dolore materno di Maria.

Il dipinto so compone di due gruppi, a sinistra tre figure maschili: Giuseppe D'Arimatea, San Giovanni e Nicodemo, circondano il volto di Cristo.
All'estremità opposta le tre Marie si raccolgono attorno alla Vergine.
Al centro la figura della Maddalena, che sostiene la mano di Gesù fissando il volto con lo sguardo. Anche il paesaggio si accorda con la nuoca figura compositiva il ritmico movimento de destra a sinistra si sposta verso l'imboccatura del sepolcro, mente più lontano, sulla destra, il calvario con le croci vuote fa eco allo strazio della Vergine; al centro il sottile albero che attraversa il paesaggio collinare segna la linea di equilibrio e stabilità dell'intera composizione. Il motivo iconografico del trasporto trae origine da un rilievo romano raffigurante il trasporto della salma di Michelangelo.

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