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Il Rinascimento a Roma


Nel XV secolo, attirati dai Papi, artisti venuti da tutte le parti dell’Italia, a Roma trovano, oltre a vestigia cristiane importanti testimonianze dell’Antichità pagana. In questo centro della Cristianità, regna un’intensa attività artistica che raggiunge il suo punto culminante sotto i pontificati di Giulio II e Leone X.
Bramante dà a San Pietro in Montorio l’aspetto di un tempio pagano ed elabora il primo progetto per la nuova basilica di San Pietro.
Michelangelo, spirito inquieto e potente, condivise la sua lunga vita (1444-1514) fra Firenze e Roma. Eccelse in tutte le arti. Come architetto, fornì le planimetrie della cupola di San Pietro, Come pittore, decorò il soffitto della Cappella Sistina con figure gigantesche dalle prospettive molto audaci e, venticinque anni dopo, dipinse sulla parete di fondo il Giudizio finale in cui egli vuole esprimere la paura dei dannati. Come scultore, intraprese opere notevoli che purtroppo non ebbe la possibilità di portare a termine: la tomba di Giulio II di cui ci resta l’imponente Mosè e i Prigioni, le tombe dei Medici ornate da figure allegoriche dalle pose tormentate. Michelangelo eserciterà sull’arte italiana une grandissima e profonda influenza
Raffaello Sanzio forma con Michelangelo un contrasto perfetto. Durante la sua breve esistenza, conobbe solo successi e le sue opere esprimono, forse per questo, una perfetta serenità. Ha creato la tipologia classica della Madonna la cui bellezza regolare sembra essere illuminata da una fede dolce e profonda. I suoi grandi affreschi del Vaticano (La scuola di Atene e La Disputa del Santissimo Sacramento) sono un esempio meraviglioso di composizione armonica. Tuttavia i suoi numerosi imitatori produssero soltanto opere banali e senza vigore.
La Basilica di San Pietro a Roma, che è la più grande chiesa di tutta la Cristianità, sembra essere il simbolo del grande movimento artistico romano. Iniziata dal Bramante, continuata da Raffaello, poi da Michelangelo e terminata nel XVII secolo soprattutto dal Bernini, la sua costruzione, che si scagliona su più di 125 anni, mostra l’ispirazione antico iniziale che poi si trasforma poco a poco sotto l’influenza delle preoccupazioni religiose derivate dalla Riforma ed il Concilio di Trento. Ecco perché l’iniziale croce greca della pianta, ideata dal Bramante, fu trasformata in croce latina perché meglio si adattava alle esigenze delle cerimonie del culto, volute dalla Controriforma. Tuttavia per le sue proporzioni gigantesche, per le sue decorazioni sontuose, per la sua gigantesca cupola, essa è il simbolo più significativo e completo del Rinascimento italiano.
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