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Basilica di San Pietro


Seconda opera importante di Michelangelo è San Pietro. Giulio II, decide i smantellare i lavori per la sua tomba e di costruire una basilica più grande. Incarica Donato Bramante, che realizza una pianta centrale, con 2 assi di simmetria. Successivamente quest’ultimo muore e i lavori vengono affidati a diverse persone, tra cui Raffaello. Michelangelo era indignato dal fatto che i lavori erano stati affidati ad un pittore, mentre lui era più architetto. Egli riteneva che tutti coloro che avevano lavorato dopo il Bramante erano inetti, così distrugge tutto quello che avevano fatto. Michelangelo scrive nel testamento che chi non avesse realizzato la cupola secondo quello che aveva progettato lui, sarebbe stato professato. Successivamente, per ragioni di stabilità sono state apportate delle modifiche.
Michelangelo era fiorentino e conosceva molto bene la cupola del Brunelleschi riproponendola.
Le analogie con quella di Santa Maria del Fiore sono le calotte, i costoloni e l’uso della lanterna in cima.
Le vele sono molte di più e la cupola in generale è molto più ricca e decorata.
All’interno la basilica è molto luminosa a causa delle numerose finestre sulla cupola. Il tamburo è più alto per esaltarne di più l’altezza, a differenza del Brunelleschi. Le colonne della cupola sono binate: a coppie. Esse danno anche un senso di chiaroscuro ed esaltano la struttura.
Michelangelo muore e verrà terminata dal Bernini.
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