Concetti Chiave
- Raffaello, durante il suo soggiorno a Firenze, rivoluziona la ritrattistica introducendo la rappresentazione delle caratteristiche esteriori e interiori del soggetto.
- A differenza di Raffaello, Michelangelo non si preoccupa della somiglianza nei suoi ritratti, mirando a rappresentare l'ideale piuttosto che il reale.
- I ritratti di Raffaello, come quelli di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, riflettono la condizione sociale e il contesto storico dei soggetti, risultando altamente somiglianti.
- Entrambi i ritratti noti di Raffaello presentano un taglio sotto il gomito e una disposizione del busto di tre quarti, con uno sfondo panoramico ispirato a Leonardo da Vinci.
- I dettagli nei volti, nelle mani e nei vestiti dei coniugi Doni rivelano le loro aspirazioni e la loro appartenenza alla ricca borghesia fiorentina del periodo.
Indice
Raffaello e la ritrattistica innovativa
Durante il suo soggiorno a Firenze, Raffaello rivelò anche una grande dote di ritrattista. In questo campo egli introduce una grande novità. Egli cerca di rendere le caratteristiche esteriori e interiori del personaggio rappresentato, secondo una modalità che diventerà comune nel Cinquecento.
Confronto tra Raffaello e Michelangelo
Invece, a Michelangelo la somiglianza non interessava molto; infatti a coloro che osservarono che il ritratto del duca di Nemours o di Lorenzo duca di Urbino erano diversi da quelli che egli aveva scolpito nella Sagrestia Nuova, egli rispondeva che, in futuro nessuno se ne sarebbe accorto. Questo perché Michelangelo rappresentava il personaggio ideale.
Dettagli dei ritratti di Raffaello
I ritratti di Raffaello rappresentano il personaggio, indipendentemente dalla condizione sociale, il suo vivere in quel determinato periodo storico e quindi sono senz’altro somiglianti. I ritratti più noti in cui è presente il nuovo modo di trattare la ritrattistica sono:
• ritratto di Agnolo Doni, un olio del 1506, collocato nella Galleria Palatina Firenze
• ritratto di Maddalena Strozzi, del 1506, anch’esso esposto nella Galleria Palatina
La coppia sono i coniugi Doni per le cui nozze, avvenute nel 1503, Michelangelo dipinse la Sacra Famiglia.
In entrambi i ritratti, il taglio avviene sotto il gomito, la disposizione del busto è di tre quarti e dietro si apre un ampio panorama che fa pensare a Leonardo da Vinci. I due personaggi non sono rappresentati come simbolo dell’uomo in generale, ma con le loro caratteristiche fisiche e morali. La presenza di numerosi dettagli nel volto, nelle mani e nel modo di vestire ci fanno capire che i coniugi Doni fanno parte della ricca borghesia fiorentina del tempo con le loro concrete aspirazioni.
Domande da interrogazione
- Qual è l'innovazione di Raffaello nella ritrattistica rispetto ai suoi contemporanei?
- Come si differenzia l'approccio di Michelangelo rispetto a quello di Raffaello nella rappresentazione dei ritratti?
- Quali sono le caratteristiche distintive dei ritratti di Raffaello, come quelli dei coniugi Doni?
Raffaello introduce una novità significativa nella ritrattistica cercando di rappresentare le caratteristiche esteriori e interiori del soggetto, un approccio che diventerà comune nel Cinquecento.
Michelangelo non si preoccupa della somiglianza nei suoi ritratti, puntando invece a rappresentare un ideale del personaggio, come dimostra la sua risposta riguardo ai ritratti del duca di Nemours e di Lorenzo duca di Urbino.
I ritratti di Raffaello, come quelli di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi, mostrano i soggetti con dettagli fisici e morali specifici, collocandoli nella ricca borghesia fiorentina e utilizzando un taglio sotto il gomito e una disposizione del busto di tre quarti, con uno sfondo panoramico che richiama Leonardo da Vinci.