Video appunto: Raffaello - I ritratti dei coniugi Doni
Durante il suo soggiorno a Firenze, Raffaello rivelò anche una grande dote di ritrattista. In questo campo egli introduce una grande novità. Egli cerca di rendere le caratteristiche esteriori e interiori del personaggio rappresentato, secondo una modalità che diventerà comune nel Cinquecento.
Invece, a Michelangelo la somiglianza non interessava molto; infatti a coloro che osservarono che il ritratto del duca di Nemours o di Lorenzo duca di Urbino erano diversi da quelli che egli aveva scolpito nella Sagrestia Nuova, egli rispondeva che, in futuro nessuno se ne sarebbe accorto. Questo perché Michelangelo rappresentava il personaggio ideale. I ritratti di Raffaello rappresentano il personaggio, indipendentemente dalla condizione sociale, il suo vivere in quel determinato periodo storico e quindi sono senz’altro somiglianti. I ritratti più noti in cui è presente il nuovo modo di trattare la ritrattistica sono:

• ritratto di Agnolo Doni, un olio del 1506, collocato nella Galleria Palatina Firenze
• ritratto di Maddalena Strozzi, del 1506, anch’esso esposto nella Galleria Palatina
La coppia sono i coniugi Doni per le cui nozze, avvenute nel 1503, Michelangelo dipinse la Sacra Famiglia.
In entrambi i ritratti, il taglio avviene sotto il gomito, la disposizione del busto è di tre quarti e dietro si apre un ampio panorama che fa pensare a Leonardo da Vinci. I due personaggi non sono rappresentati come simbolo dell’uomo in generale, ma con le loro caratteristiche fisiche e morali. La presenza di numerosi dettagli nel volto, nelle mani e nel modo di vestire ci fanno capire che i coniugi Doni fanno parte della ricca borghesia fiorentina del tempo con le loro concrete aspirazioni.