Pittura Veneta

Contemporaneamente alla pittura fiorentina, si sviluppa in Veneto una pittura che , pur traendo le basi nella pittura fiorentina, a partire dalla metà del ‘400 assume delle caratteristiche proprie particolarmente innovative; Venezia è una città-stato e rispetto alle altre città-stato italiane è autonomo sia dal punto di vista artistico e culturale e avendo dei contatti commerciali con l’Oriente sino all’ ‘800, fu influenzata moltissimo dall’arte bizantina. Mentre a Firenze si dava spazio e grande importanza al disegno preparatorio su tela o sui cartoni e alla prospettiva, a Venezia si dava maggiore importanza al colore; molto probabilmente la produzione pittorica di Venezia viene influenzata da un viaggio a Venezia di Leonardo, che farà prima di tornare a Firenze per poi trasferirsi in Francia dove morirà. Tutta la pittura veneta tiene conto del colore e i pittori dipingono sulle tele la natura senza disegno preparatorio e disegno su tela : Tiziano, Giorgione, Bellini ( già anziano) . Usano soltanto macchie di colore; questo tipo di pittura si chiama tonale, si usano solo i toni di colore : Vasari descrive questa pittura veneta come qualcosa di negativo,perché , essendo fiorentino, è intriso della tradizionale produzione pittorica fiorentina; nella produzione veneta si perde la prospettiva lineare e si acquisisce una prospettiva che ci ricorda Leonardo (la prospettiva aereo-cromatica), ma non sappiamo sino a che punto essi furono influenzati da questo grande artista. Tiziano e Giorgione utilizzeranno al primo piano tonalità calde e scure e al secondo piano tonalità più fredde e più chiare usando gli stessi colori :

cambia solo la tonalità . Nella pittura veneta si usano ,anziché le tavole di legno come superfici per la pittura, le tele nelle quali si passavano 7 strati di calce e di colla in maniera alternata. A Venezia vi era un patriziato ricco ed elevato che richiedeva opere per le proprie abitazioni,ma queste opere non erano pubbliche, ma erano private e dunque di difficile codificazione,perché i committenti delle opere molto probabilmente richiedevano opere che avessero significati particolari della loro famiglia e del loro status. Le prime opere realizzate con questa tecnica sono tutte difficili da comprendere. Giorgione,Tiziano diedero una svolta grandissima alla produzione letteraria italiana : l’ermetismo di queste opere,che non sono né sacre né profane, rimane uno dei più grandi misteri della pittura italiana.

Giorgione

Giorgione o Giorgio da Castelfranco è il massimo esponente della pittura veneta o forse colui che inventò la pittura tonale: di Giorgione non si sa assolutamente nulla : addirittura si era pensato alla fine del ‘700 che non fosse mai esistito, ma grazie al ritrovamento di un diario del patrizio veneto Marcantonio Michiell abbiamo delle notizie su di lui : racconta infatti di aver visto a casa di alcuni patrizi veneziani opere di Giorgione; oggi dunque affermiamo che Giorgione sia esistito. Si ipotizza che fu discepolo di Giovanni Bellini e delle sue opere che ce ne sono pervenute pochissime non sappiamo con certezza la loro autenticità; muore all’età di 37 anni forse di colora o peste. Alcune opere come il concerto campestre o come i 3 musicii o la Venere di Giorgione vengono ultimate da Tiziano perché giorgione morì improvvisamente. Non si sa dunque dove inizi Giorgione o Tiziano o viceversa.

La tempesta

Quest’opera insieme alla Venere dormiente e ai 3 filosofi appartengono a Giorgione grazie al diario di Michiell. Quest’opera ci viene descritta proprio da Michiell che fa riferimento ad una tempesta : ecco il nome dell’opera che gli studiosi hanno proposto sulla base delle spiegazioni di Michiell. E’ un opera particolarmente ermetica,come tutte quelle di Giorgione. Alla nostra sinistra vi è uomo vestito come un soldato delle Repubblica Veneziana che guarda alla nostra destra dove troviamo una donna nuda -seduta su un lenzuolo che ha pure dietro le spalle - che sta allattando un bambino. La donna guarda lo spettatore. Tra l’uomo e la donna c’è un fiumiciattolo che porta verso la città separata dal primo piano da un ponte.
Sullo sfondo vi è un edificio che ricorda un edificio orientale arabo. Il cielo è tempestato da un lampo, sintomo che si sta scatenando una tempesta. Alla nostra sinistra dietro l’uomo troviamo dei ruderi classici che ci ricordano l’arte classica romana come caratteristiche compositive ( colonna e muro) e a vicino il muro dietro troviamo un edificio romano. In primo piano verso la donna i colori sono più caldi e scuri e sempre più freddi e chiari sullo sfondo : contrasto chiaroscurale tra il primo piano e lo sfondo: quindi parliamo di una differenza tonale che ci accentua la profondità e la prospettiva. La cosa strana di questo dipinto è il suo significato; le ipotesi sono :

• Venere e Adone;
• Venere e Marte;
• Giove e Io;
• Un’altra tesi più attendibile è questa: queste due persone rappresentano rispettivamente Adamo ed Eva che sta allattando Caino e il fiume rappresenta il fiume dell’Eden del Paradiso e la città alle spalle rappresenta il “ Paradiso perduto “ : infatti c’è una separazione tra primo piano e piano di fondo e le colonne mozze e il muro tagliato stanno a rappresentare la morte (quindi la caducità della vita umana), poiché sono stati scacciati dal Paradiso dell’Eden ed hanno perso i loro privilegi. La tempesta rappresenta l’ira divina che si configura con la scacciata dei progenitori dell’uomo;
• Si pensa che molto probabilmente questo dipinto non abbia alcun tema,ma vi è solo una visione panteistica della natura;
• Oppure non c’è alcun significato: c’è un accordo con il committente;
• Oppure la città potrebbe rappresentare Venezia in un momento do crisi;
• Potrebbero essere : il committente dell’opera, il figlio e la moglie del committente;
Molti critici Italiani ed Europei hanno discusso su questo dipinto. La visione naturalistica è sempre alla base dei dipinti di Giorgione, come nei 3 filosofi.

La Venere dormiente

Michiell ci racconta di aver visto quest’opera a casa di Girolamo Marcello, cioè una tela in cui veniva rappresentata una donna nuda dormiente su un giaciglio sopra il prato. Alla nostra sinistra vi è un promontorio,mentre alla nostra destra un agglomerato di case che ricorda un borgo medievale. Sullo sfondo troviamo delle montagne che ci ricordano il paesaggio veneto. La donna è serena,bellissima e raffigurata nuda : si copre il pube con la mano sinistra, ma non è cosciente della sua nudità e della nostra presenza. Il suo corpo luminosissimo, di un colore ambrato attira la nostra attenzione staccandosi dal bianco-grigio del lenzuolo e dal cuscino di colore rosso. Ma soprattutto – come descriveva Michiell – si stacca dal paesaggio che ha un verde molto scuro che si schiarisce in primo piano. Noi non sappiamo cosa rappresenti l’opera. Ai piedi della donna c’era un putto che è stato molto probabilmente rimaneggiato da Tiziano. Notiamo l’equilibrio tra l’uomo e la natura in tutte le opere di Giorgione; è come se la Venere facesse parte del contesto naturale ove è collocata : è il significato panteistico della figura umana e in particolare della donna in quanto genera.

Tiziano Vecellio

Forse è il pittore più importante della pittura veneta: visse quasi 90 anni e tutta la sua vita fu spesa nell’arte; di lui sappiamo tantissimo contrariamente alla vita di Giorgione. Divenne “ el pittor primiero “ di Carlo V : la sua fama di artista si estende oltre l’Italia : Carlo V si faceva raffigurare solo da Tiziano. Parliamo dunque di un pittore importante anche a livello europeo. Ebbe commissioni fra le più importanti e fu aiutato in questa sua carriera dal fatto che Giorgione muore molto presto e Sebastiano del Piombo si trasferisce a Roma e quindi Tiziano rimane l’unico pittore a Venezia : l’unica grande bottega veneziana è quella di Tiziano che ebbe commissioni di opere sia private sia pubbliche ( per le chiese). Tutta la produzione artistica di Tiziano si può dividere in 3 categorie:

• Le prime opere sono ancora influenzate dall’ermetismo e dalle caratteristiche della pittura giorgionesca ( di difficile codificazione) come il concerto campestre in cui vi sono due ragazze nude e due ragazzi nudi ( una ragazza attinge l’acqua e l’altra suona un flauto) : anche Manet riprenderà questo tema con delle varianti; o come l’Amor Sacro e Profano ;
• Il secondo periodo è quello sacro : realizza pale d’altare. Realizza anche una serie di ritratti che rappresentano oltre ai tratti somatici dei personaggi,anche l’idea dello stato sociale di appartenenza: per l’abbigliamento e l’accessori;
• III periodo : dipinge direttamente su tela senza disegno preparatorio e spesso dipingeva con le mani,perché non poteva sopportare che il pennello dovesse intermediare tra le sue mani e la tela : c’è dunque una disgregazioni di immagini. Un esempio è il Manoscritto del Cavaliere,un delle sue ultime opere in cui i colori sono più scuri e più chiusi.
L’assunta ai frari
Questa pala d’altare è collocata attualmente come vollero i frati ( in veneziano frari) nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei frari . Qui vi è l’assunzione di Maria Vergine in anima e corpo : per la prima volta nella storia dell’arte la Madonna non è rappresentata su un catafalco,ma è assunta in cielo: per questo volevano bruciare l’opera. Ricorda moltissimo la Trasfigurazione di Raffaello,ma l’Assunzione presenta a differenza della Trasfigurazione tre livelli :
• I livello : gli apostoli esprimono il loto stupore per l’ascesa di maria al cielo grazie ai gesti : ogni apostolo esprime un proprio pensiero e atteggiamento; il colore rosso che emerge dai colori colpisce lo spettatore;
• II livello : Maria ascende al cielo circondata da angioletti che si sforzano di far salire Maria in Cielo : Maria è serena,composta con questa veste svolazzante nell’atto della salita con un piede rialzato rispetto all’altro;
• Nel III livello vi è la rappresentazione antropomorfa di Dio, il quale con le braccia aperte sembra quasi accoglierla.
I colori sono sempre più chiari procedendo dal basso verso l’alto,poiché la parte verso Dio è più luminosa. Il moto ascensionale è messo in evidenza dalla prospettiva che ha un punto di fuga più alto : sopra la testa di Maria. La composizione è piramidale : tra Maria e gli apostoli vestiti di rosso. Maria che si trova nel mezzo perché è considerata la mediatrice degli uomini. Tutta l’atmosfera del dipinto è rossastra : il colore tipico di Tiziano è infatti il rosso ( rosso Tiziano). C’è di aggiungere che Tiziano era rosso di capelli,quindi molto spesso i personaggi femminili hanno capelli rossi come nell’Amor Sacro e Profano; si parla di rosso Tiziano in relazione non solo al rosso che ha utilizzato ma anche in relazione al colore dei suoi capelli.

La Venere di Urbino

Viene richiesta da Guidobaldo dell’Arrovere molto probabilmente per la sua cortigiana favorita. Viene raffigurata una donna bellissima distesa sul letto e ,a differenza della Venere di Giorgione, è sveglia ed è girata verso lo spettatore e si trova in una casa e non all’aperto : è comunque cosciente della sua nudità. Con la mano sinistra si copre il pube,mentre nella mano destra tende un mazzo di roselline,simbolo della vanità femminile. Alle spalle della ragazza alla nostra sinistra c’è un separé marrone dal quale scende un drappo di velluto verde. Sullo sfondo vi è raffigurata un’altra stanza, dove ci sono due serve che dovevano scegliere i vestiti ( molto probabilmente della donna) da una cassapanca : una è chinata e l’altra tiene i vestiti . La stanza è riccamente decorata da affreschi e c?è una grande bifora dalla quale si vede il paesaggio. Notiamo che la donna è mollemente distesa sul letto e abbiamo un copriletto rosso e il lenzuolo bianco che fa risaltare il corpo ambrato della donna. La donna possiede dei gioielli,un bracciale e un anello: si pensa che la donna vivesse bene economicamente. Il chiarore del corpo chiaro della ragazza contrasta molto di più ,oltre che per il lenzuolo bianco, per i colori scuri del separé. I colori in primo piano sono molto caldi ( ambrato del copro della ragazza). Nello sfondo abbiamo invece colori freddi che ci fanno percepire la profondità che è accentuata dalla presenza della stanza e delle due serve : tutto questo è realizzato solo dai colori. Il cagnolino è simbolo della fedeltà : anche se era una cortigiana,lei era fedele al suo cliente Guidobaldo che la fa arricchire.

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