Giorgione e Tiziano

Sono i principali esponenti della pittura veneta del Cinquecento.
Zorzi da Castelfranco, conosciuto come Giorgione, nacque a Castelfranco veneto intorno al 1477 e morì a poco più di trent’anni durante l’epidemia di peste che colpì Venezia nel 1510.
Per questo motivo fu autore di pochi quadri, soprattutto commissionatigli da famiglie ricche, che perciò risultano difficili da interpretare perché seguivano le richieste delle committenze.
Inizialmente fu influenzato dal classicismo del perugino, poi si formò nella bottega di Giovanni Bellini da cui assorbì parte della cultura veneta (anche influenza di Mantegna):
- Tonalismo veneto: tutto incentrato sul colore. Giorgione fece uso di contrasti cromatici, soprattutto tra colori complementari (primario e secondario).
- Prospettiva cromatica: colori caldi in avanti (emergenti), colori freddi sullo sfondo.

- Sensibilità per le infinite gradazioni di luce.
- Attenzione per la natura.
Vasari lo collocò tra gli iniziatori della Maniera moderna dopo Leonardo.

Opere

Pala di Castelfranco (1504 – Castelfranco Veneto): Unica commissione devozionale pubblica.
Rappresenta la Madonna seduta con il Bambino su un trono sopraelevato alla presenza dei santi Nicasio e Francesco.
Novità rispetto a Bellini: Tradizionale impianto piramidale semplificato per lasciare spazio a uno spazio aperto attraverso l’eliminazione dell’abside. La scena è più profonda e la luminosità è morbida e naturale; crea un colore caldo e dorato.
Il trono è posto su un basamento di marmo davanti a un muro coperto da un panno che lo separa dal paesaggio (cittadina dell’autore). Sul basamento c’è lo stemma della famiglia di Tuzio Costanzo, committente dell’opera. L’opera infatti nasce come commemorazione del figlio della famiglia di Tuzio Costanzo, morto in guerra; sullo sfondo ci sono due soldati armati che lottano -> allude alla tragedia.
Il cielo è limpido, un lago lontano si confonde tra le montagne azzurrine, il borgo è caratterizzato da una luce mediana di primo autunno che ingiallisce le foglie.
L’impostazione non segue regole prospettiche, se non nel pavimento con prospettiva aerea e geometrica.
Esempio di tonalismo veneto: Non ci sono contorni netti, ma un’armonia generale. I personaggi sono inseriti nell’atmosfera.
Le tre età dell’uomo (1500-01 – Firenze): Vengono rappresentati tre personaggi a mezza figura e molto ravvicinati: un anziano che fissa l’osservatore, un ragazzino che legge lo spartito e giovane che gli parla come fosse maestro di musica.

La luce dorata modella le figure e le fa emergere dal buio conferendo importanza allo spartito, fulcro del quadro.
La musica diventa allegoria dell’armonia esistenziale e cosmica. E’ evidente anche lo studio delle teste di ispirazione leonardesca.
I tre filosofi (1508 – Vienna):
I personaggi sono senza disegno e si trovano tra il centro e la parte destra, in un bosco roccioso che occupa la parte sinistra. Sullo sfondo ci sono tracce di civiltà.
Non c’è prospettiva geometrica, la profondità è suggerita dallo schiarimento dei colori.
I significati del dipinto non sono chiari; per alcuni i tre personaggi alludono alle tre età del sapere ( filosofia antico, medioevale e umanistica), per altri incarnerebbero Mosè che guida il popolo ebraico (il vecchio), Maometto o Averroè (uomo col turbante) e l’Anticristo (il giovane matematico) di cui era stato previsto l’avvento.
Il tema è l’armonia uomo natura; infatti personaggi e natura hanno pari importanza.
La luce ha infinite variazioni e crea una sinfonia di colori che è un inno al creato.
La Tempesta (1500-05 – Venezia, Gallerie dell’Accademia):
A destra, ai margini di un boschetto e presso una fonte, è seduta una donna seminuda che allatta un bambino e guarda verso lo spettatore; a sinistra un giovane in vesti cinquecentesche la guarda appoggiato a un lungo bastone.
Alle loro spalle, dietro le rovine, si apre una città su un fiume attraversata da un ponte di legno squarciato da un fulmine.
Il vero protagonista è il paesaggio, sottolineato dalla pittura tonale.
Sembra che sia sera e stia per scoppiare un temporale; si percepisce l’aria umida attraversata dagli ultimi raggi del crepuscolo.
Il giallo e il verde chiaro muovono le fronde degli alberi, mentre il rosso dell’abito dell’uomo bilancia con la sua vivacità
 Omogeneità cromatica.
Molti tentativi di interpretazione, anche se la più accettabile è la RAPPRESENTAZIONE DI ADAMO E EVA con il piccolo Caino dopo la cacciata. La tempesta alluderebbe alla condizione umana dopo il peccato, le colonne spezzate alla precarietà della vita terrena e le rovine alla morte del paganesimo con l’avvento dell’era cristiana.

Tiziano

Nacque intorno al 1490 vicino Belluno. Figlio di un notaio, dapprima si formò presso Gentili e poi presso Bellini, ultimando l’apprendistato con Giorgione.
Rievette grandi onori e incarichi anche dalla Spagna e divenne il pittore prediletto di molti principi.
Nelle prime opere era più legato a Giorgione; molte furono vere e proprie imitazioni caratterizzate da un colore forte e brillante che costruisce le forme.
In seguito creò opere più visionarie e drammatiche, con intenti più evocativi che descrittivi caratterizzate da un forte chiaroscuro.
Concerto campestre (1509-11- Parigi) : L’opera rappresenta due uomini in abiti rinascimentali seduti su una radura: ai lati, più avanti, i sono due donne nude, una delle quali prende l’acqua da una fonte mentre l’altra tiene in mano un flauto.
Di legame con Giorgione sono il paesaggio, immerso in una luce brillante e reso in una pittura tonale, e la fusione dei personaggi con l’ambiente.
Novità: figure monumentali e sensuali, modellate su esempi antichi.

Tema (forse): idea della musica come privilegio per pochi eletti. L’ambientazione richiama all’Arcadia (regione greca) e alla sintesi di bellezza e natura attraverso musica e poesia.
Pala Assunta (1516-18 – Chiesa dei Frari): Segnò la consacrazione di Tiziano.
Raffigura l’Assunzione della Vergine in cielo dopo la morte. Il dipinto, collocato entro un arco trionfale marmoreo, costituì una novità iconografica e stilistica.
La Madonna è portata in cielo su una nube da una schiera di angioletti ed è accolta, nella parte superiore, da Dio Padre inserito in una luce dorata con raffigurate le teste dei cherubini e affiancato da due angeli pronti a darle le corone di castità e santità.
Nella parte inferiore ci sono gli apostoli, disposti intorno al sarcofago con la firma di Tiziano dove è seduto san Pietro, turbato e commosso dalla vista della Vergine.
E’ evidenziata la netta divisione tra sfera terrena e dimensione soprannaturale dai colori (che si intensificano man mano che si va verso l’alto) e dagli atteggiamenti dei personaggi: nella parte inferiore le forme sono definite, nella parte superiore i contorni sono sfumati e le cromie più calde.
Le due zone sono collegate dai visi degli apostoli verso la Madonna e dai loro gesti verso l’alto, e dagli sguardi verso il basso di alcuni angioletti.
Gli incarnati sono perfettamente resi in controluce e l’esplosione del caldo rosso nella veste della Vergine spicca sul giallo della luce di Dio.
Con l’assunta c’è una separazione tra Tiziano e Giorgione: Tiziano riesce ad applicare il cromatismo veneto anche in una composizione così estesa rendendola monumentale senza impalcature prospettiche e architettura. L’unica traccia di punto di fuga va fuori dallo spazio e tende all’infinito
La pala sembrava troppo umana e diretta, priva del mistero divino delle composizioni di Bellini; nonostante ciò divenne la pala mariana di riferimento per gli artisti dell’Italia settentrionale.
Pala Pesaro (1519-26 – Chiesa dei Frari): Presenta un taglio diagonale ascendente verso destra.
La Vergine è poggiata su un basamento della scalinata esterna di un edificio classico di cui si vedono le enormi colonne; queste vengono interrotte dalla pala e suggeriscono lo sfondamento dello spazio verso l’infinito.
Seduto sui gradini al centro c’è san Pietro che guarda verso il vescovo Iacopo Pesaro, inginocchiato in preghiera e affiancato da un soldato in armatura che porta un bandiera coronata d’alloro con lo stemma pontificio di Alessandro VI
 Doppia allusione: Fedeltà verso il defunto papa Borgia e vittoria ottenuta a Santa Maura dell’esercito veneziano e dalle forze papali sui turchi.
A destra c’è San Francesco con dietro sant’Antonio mostra le stimmate al Bambino e intercede presso la Vergine per gli altri membri della famiglia, tutti inginocchiati e di profilo tranne il fanciullo che, con lo sguardo cerca un contatto con i fedeli.
Tiziano evidenzia il desiderio di ostentazione dei Pesaro e ritrae i volti con grande finezza psicologica.
La scena mette in risalto la rivelazione del divino come fenomeno evidente e percepibile.
Ritratti
Tiziano indaga sulla psicologia dei personaggi. Ci sono figure ricorrenti.

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