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Géricault - Zattera della medusa


Géricault: (1791-1824) influenzato da Raffaello, Caravaggio e Michelangelo. Interesse per natura, cavalli e studi anatomici.

La zattera della Medusa è un’opera del 1818, ispirata ad un avvenimento del 1816, ovvero al naufragio di una nave francese occupata da un gran numero di soldati e civili. Alcuni di essi furono messi in salvo, mentre più di cento persone furono spostate a bordo di una zattera, sulla quale rimasero per diverso tempo. Durante questo periodo di permanenza, sulla zattera accadde di tutto, tra cui anche episodi di cannibalismo.

La composizione dell’opera avvenne nel periodo in cui la Francia era appena uscita dalla rivoluzione e il popolo era accomunato da un senso di sconforto, in seguito al mancato successo della rivoluzione e al ripristino della condizione politica che la precedeva.
Questo sentimento comune traspare quindi anche in questa opera, che rappresenta anche un’accusa alla monarchia per la mancanza di interesse nei confronti del popolo francese.
Inoltre a rendere originale il dipinto è la resa classica e monumentale non più dedicata a temi religiosi, ma ad eventi contemporanei e reali.

Lo schema del dipinto è basato su due piramidi, una in primo piano col vertice che coincide con la punta più alta dell’albero e la seconda nella parte posteriore col vertice coincidente col panno sventolato in aria.
L’opera è caratterizzata da estrema drammaticità, resa grazie ad uno stile realistico per le anatomie e i movimenti, ma anche per la rappresentazione del cielo e del mare (chiaroscuro e colori terrosi per pathos).
Per quanto riguarda i corpi, questa bravura tecnica è sicuramente alimentata dallo studio di Géricault su Michelangelo (torsione).
(opposizione speranza e arresa)
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