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La zattera della Medusa - Théodore Géricault

Medusa è il nome della nave che affonda. Siamo nel primo decennio dell’800 e la nave “Medusa” rimane incagliata e affonda. Gli ufficiali vengono salvati con delle scialuppe, ma queste ultime non sono abbastanza per tutti. Essendoci anche numerosi civili a bordo viene costruita una zattera. Alla fine di 150 uomini senza scialuppa, solo 15 vengono salvati a causa di una tempesta. I sopravvissuti narrano episodi di cannibalismo: siccome passano giorni prima di raggiungere la terra, molti uomini mangiano i morti. Gericault cerca di rappresentare l’opera nel modo più realistico possibile (va anche all’ospedale ad osservare i superstiti). Nell’opera ci sono anche elementi del classicismo, che era stato studiato dall’artista. Il momento rappresentato è molto drammatico e il pittore mette in evidenza la forza del mare e del vento sulla vela. Il cielo è nero con un bagliore da un lato che rappresenta la speranza. In basso ci sono i morti; in avanti ci sono uomini disposti in una piramide visiva, che cercano aiuto; uno sventola una bandiera. Alcuni uomini sono nudi, alcuni con vestiti strappati e si aggrappano l’uno all’altro. L’uomo in alto si trova completamente di spalle. Gli uomini morti sono completamente bianchi; c’è un uomo disteso con la calza bianca ancora intatta e fisionomicamente somiglia alle sculture di Michelangelo. Le posizioni di alcuni corpi fanno pensare al Galata morente. I riferimenti all’antichità trattano sconfitta e morte.
Il pittore rappresenta la natura come maligna, pericolosa e indomabile, che mette alla prova l’uomo. L’unico modo per sopravvivere alle forze di essa è la solidarietà umana, che ha un valore civico incredibile. Il messaggio romantico del pittore è un messaggio di unione e solidarietà. Il blu del mare, il rosso della bandiera e il copricapo dell’uomo e il bianco sono i colori della Francia. Gericault affronta su una grande tela un fatto di cronaca.
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