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Eugene Delacroix

Delacroix è il figlio del marchese di Talleyrand e nacque nel 1798 e morì nel 1863. Nel 1815 entrò nello studio del pittore Guérin, dove conobbe Gericault, pittore che ammirò molto per la passione e la potenza della sua pittura. Molte sue opere citano quelle di Gericault, tra cui la Barca di Dante e La Libertà che guida il Popolo. Altri suoi modelli furono Michelangelo, Tiziano e Rubens. Nel 1832 soggiornò in Marocco e Algeria, dove scoprì la magia dei colori e divenne pittore colorista, mettendo le basi per la pittura impressionista. Aderisce al movimento romantico, rifiutando il neoclassicismo. Nelle sue opere vi sono riferimenti ai grandi poemi medievali e molti i soggetti esotici.
Caratteristiche stile: impetuosità creativa; uso di colori complementari contrapposti per raggiungere il massimo grado di luminosità. Interesse per la storia contemporanea e gusto per l’esotico, desiderio di conoscere altri mondi per tappare i buchi di insoddisfazione creati dalla società.

- La Barca di Dante 1822 – Louvre
Olio su tela 189x246 cm.
L’opera fu esposta al Salon del 1822. Il soggetto è tratto dall’Inferno di Dante: Dante e Virgilio, su un’imbarcazione guidata dal demone Flegiàs, attraversano la palude infernale dello Stige, dove nel fango sono immersi gli iracondi che cercando di assalire la barca mordendosi a vicenda. Delacroix ha immerso tutti i personaggi in un ambiente tenebroso dal cui fondo emergono fuoco e nuvole di fumo. Tuttavia, ogni corpo ha dei bagliori di luce che lo modellano. Il trattamento dei nudi con un forte chiaroscuro rimanda a Michelangelo e Rubens. Il gruppo dei personaggi in piedi disegna un solido piramidale, mentre le braccia allargate di Dante definiscono la diagonale principale della tela e l’insieme dei dannati da origine a figure concave. Le figure sembrano venire verso di noi.
Già in questo dipinto alcuni particolari, come le goccioline d’acqua sul ventre della giovane di destra e sotto l’ascella dell’uomo di sinistra, rivelano gli studi di Delacroix sul colore. Egli non mescola né sfuma i colori, ma utilizza colori puri accostandoli direttamente sulla tela.
- La Libertà che guida il Popolo 1830 – Louvre
L’opera fu esposta al Salon nel 1831 e divenne il manifesto politico dell’insurrezione del popolo parigino contro le restrizioni di Carlo X (ideologia liberale e romantica). Delacroix ha unito nella lotta diverse età e classi sociali e, in più, possiamo notare il suo autoritratto sulla sinistra.
Vi sono molti riferimenti alla Zattera della Medusa di Gericault, tra cui lo schema compositivo piramidale, i due corpi riversi in primo piano e il particolare del calzino sfilato del popolano caduto. Vi sono però anche alcune differenze: le figure si avvicinano verso di noi e alla perfezione anatomica dei personaggi sulla zattera si è sostituita la massa indistinta del popolo.
Sulle barricate una donna con il berretto frigio, la veste all’antica e a seno scoperto (richiami all’arte classica  Venere di Milo), la Libertà, che, stringendo nella mano destra il tricolore e un fucile nella sinistra, incita il popolo a seguirla. I colori della bandiera francese sono gli unici colori saturi presenti nell’opera.
In tutta l’opera vi è un forte realismo e si percepisce una spinta dinamica da sinistra a destra, a rappresentare l’impeto incontenibile del popolo in rivolta.

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