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Delacroix

Nasce nel 1798 e muore nel 1863 è una figura importante perché è il rappresentante per eccellenza della corrente del romanticismo.
Suo padre era il ministro degli esteri, quindi faceva parte di un ceto sociale elevato.
Seguì molti studi, e viaggiò parecchio portando con sé un taccuino su cui riportava lo schizzo a matita (e spesso anche con gli acquerelli) delle immagini che lo affascinavano.
Ha anticipato la corrente degli impressionisti, che davano importanza alla luce agli effetti chiaro scurali, per cogliere l’attimo fuggente.
Era un uomo bello, elegante che amava rappresentare la sua immagine, infatti realizzò anche un suo autoritratto.
Egli rispecchia la figura di Raffaello un uomo bello, importante, colto, a contrario di Michelangelo che non amava rapportarsi agli altri, era una persona solitaria.
Studiò le opere di Michelangelo, di Tiziano, ma sicuramente l’artista a cui si ispirò maggiormente fu Constable.

Constable fu il suo maestro, egli nelle sue opere riusciva a mostrare i movimenti atmosferici delle nuvole, la luce, i colori, che erano fondamentali nella rappresentazione del passaggio del tempo.
Delacroix ci insegna che esistono colori primari che sono il giallo il rosso e il blu.
Egli accosta i colori fondamentali a quelli complementari che sono ad esempio:
- Rosso + giallo = arancione che è il complementare del blu.
- Rosso + blu = violetto che è il complementare del giallo.

Delacroix utilizza i colori primari, secondari, complementari, predilige i colori caldi, e soprattutto utilizza ancora il disegno preparatorio.

La libertà che guida il popolo

E’ il manifesto del romanticismo. Simile alla zattera della medusa per via della piramide visiva, della diposizione dei due uomini stesi a terra in primo piano. Mentre i personaggi sulla zattera sono ben definiti, qui la massa non presenta particolari caratteristiche fisiche di modo che ognuno può immaginarsi fra la gente che partecipò a questo evento. Rappresenta l’evento storico del popolo francese che combatte contro le regole imposte nel 1830 dal potere.
Nella zattera della medusa le onde salgono e scendono, e trascinavano i personaggi.
Qui invece vengono verso fuori. La piramide visiva procede in avanti con a capo la libertà, la donna che porta avanti la libertà del popolo. Di solito l’uomo è la figura importante, qui la donna. Nel periodo del romanticismo veniva presentato il nudo classico, come la Venere di Milo, qui invece vediamo rappresentata una donna non affatto perfetta, ma una donna del popolo infatti indossa un cappello, e ha la peluria sotto le braccia. In mano porta la bandiera francese: rossa bianca e blu. In effetti questi colori si ripetono, infatti li troviamo nella camicia, nella cintura e nei calzini dell’uomo disteso a terra. I personaggi sono l’inverso di quelli della zattera della medusa.

Nell’opera di Goya, la fucilazione, l’artista ci mostra che l’avvenimento si verifica a Madrid, qui avviene a Notre Dame, si vedono le 2 torri. Con quest’opera l’artista ha voluto unire un po’ tutte le classi sociali: ogni personaggio indossa un cappello. Il bambino ha un berretto, e due pistole in mano, avanza verso di noi per coinvolgerci farci partecipare.
Il cielo ricorda quelli di Turner, Constable, e rende evidente il movimento delle nuvole. Quest’opera è importante perché l’artista a tutti i costi voleva partecipare a questa battaglia, non ha potuto e quindi partecipa attraverso questo manifesto.

Il rapimento di Rebecca

Rappresenta il rapimento di Rebecca, la figlia di Isaac di York. In primo piano secondo un andamento diagonale, due saraceni caricano Rebecca svenuta su un cavallo. Un sorta di natura morta è data dalle armi lasciate a terra lungo il margine inferiore della tela.
E’ un’opera innovativa per quanto riguarda il colore: blu rosso e giallo, i tre colori primari, sono accostati. Riesce ad ottenere il massimo della luminosità attraverso l’opposizione dei complementari rosso e verde. La pennellata è veloce, sfumata, perché l’artista inizia ad anticipare la corrente degli impressionisti, pare che abbia lavorato direttamente col pennello, senza prima fare lo schizzo.

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