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Sandro Botticelli, Adorazione dei Magi

Al 1475 risale l’Adorazione dei Magi, commissionata da Gaspare di Zanobi del Lama, mediatore finanziario legato agli interessi dei Medici, per la propria cappella funeraria in Santa Maria Novella.
L’opera introduce un elemento di novità dal punto di vista iconografico, per l’impianto frontale della scena, con i personaggi del corteo disposti lateralmente in modo da accentuare la profondità prospettica; soprattutto, però, esso si configura come una sorta di esaltazione del casato dei Medici, con una “galleria” di ritratti riferiti a più generazioni.
Certamente l’opera ha rinsaldato il rapporto tra l’artista e la corte fiorentina, alla quale egli sarà legata fino alla morte del Magnifico, interpretandone gli interessi intellettuali.
Da sinistra sono riconoscibili Giuliano de Medici, in primo piano con il corsetto rosso, Angelo Poliziano e Pico della Mirandola.

I figli Piero e Giovanni sono ritratti in posizione centrale Come per quello di Cosimo, si tratta di ritratti postumi, essendo già scomparsi alla data di esecuzione del dipinto. Lorenzo è ritratto nel giovane sulla destra, in abito nero e rosso; alle sue spalle l’uomo che indica se stesso è il committente, Gaspare di Zanobi del Lama.
In primo piano sulla destra, in posizione simmetrica rispetto a Giuliano e rivolto verso lo spettatore, Botticelli ha effigiato se stesso.

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