Video appunto: Botticelli, Sandro - Adorazione dei Magi (2)

L'adorazione dei magi



L’Adorazione dei magi è stata dipinta da Botticelli fra il 1475 e il 1476 e, inizialmente, come scrive il Vsasari, fu collocata nella chiesa di Santa Maria Novella, fra le due porte di ingresso; a tutt’oggi, dopo essere passata nella collezione dei Granduchi, è esposta a Firenze, nella galleria degli Uffizi.


La Madonna, in posizione rialzata, è seduta all’interno di un edificio composto da una roccia, un tetto di legno che poggia su alcuni tronchi e da una parete angolare in rovina. Sullo sfondo, a sinistra, si intravedono i resti di un edificio classico; tutte queste rovine sono il simbolo della religione e del mondo pagano che è in via sparizione dopo l’avvento del Cristianesimo di cui Gesù bambino rappresenta, invece, la nascita. La disposizione della scena non rispetta l’iconografia tradizionale, in cui la Sacra Famiglia è posta su di un lato e dall’altro si snoda il corteo dei magi. Qui, invece, la posizione è del tutto innovativa: la Madonna, vegliata da S. Giuseppe, è posta al centro e si trova al vertice delle linee prospettiche. In un angolo, appollaiato sulle rovine, si scorge un pavone, che nel Rinascimento era simbolo dell’immortalità poiché si credeva che la sua carne non fosse soggetta a corruzione. I tre Magi, che sono l’allegoria delle tre età dell'uomo (giovinezza, maturità e vecchiaia), occupano la posizione centrale del dipinto. Il più anziano è inginocchiato in adorazione del Bambino ed ha già deposto il suo dono ai piedi della Vergine, mentre il secondo e il terzo attendono il loro turno davanti, di spalle, con i loro preziosi doni ancora in mano. Nelle tre figure si individuano Cosimo il vecchio, in ginocchio, il figlio maggiore Piero, con il mantello rosso foderato di ermellino e l’altro figlio Giovanni che indossa una veste bianca, a cui, sul lato opposto, fa riscontro il fratello minore Giuliano che pochi anni dopo sarà ucciso nella Congiura dei Pazzi. Egli indossa un vestito corto nero, bordato di rossa e pare mantenere un’espressione pensierosa. Nel gruppo di sinistra, con un lungo vestito bianco e con una berretta in testa, si riconosce Lorenzo de’ Medici, posto in modo speculare rispetto a suo fratello minore Giuliano. I Medici che impersonano i Magi, erano già tutti morti all’epoca in cui Botticelli dipingeva la tavola per cui la loro rappresentazione costituisce una sorta di santificazione post mortem. Pertanto, i Medici sono il simbolo non solo il potere economico della famiglia, ma mostrano anche il ruolo determinante avuto dalla famiglia nella vita culturale di Firenze.
Il committente dell’opera fu Gaspare Del Lama che si era arricchito grazie all’intermediazione bancaria dei Medici, a cui egli voleva rendere omaggio. La cappella della famiglia Del Lama era dedicata all’Epifania e il Del Lama si chiamava Gaspare come uno dei tre magi: questo spiega la scelta del tema dell’Adorazione. Il committente è raffigurato nel gruppo di destra, vestito di azzurro, mentre, all'estrema destra il giovane in primo piano che guarda verso lo spettatore, vestito di un mantello arancione, è l’ autoritratto dello stesso Botticelli.