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Il colonnato di S. Pietro è l’opera più importante del Bernini.
La basilica era stata portata a termine da Carlo Maderno che aveva trasformato la pianta a croce greca con una pianta a croce latina. In questo modo, però, allungando il corpo longitudinale dell’edificio, aveva allontanato e ridotto l’impressione di maestosità della cupola michelangiolesca.
Pertanto, aveva cercato una compensazione, tenendo bassa la facciata della chiesa in modo che la cupola fosse visibile almeno da una certa distanza. Tuttavia, mancando l’equilibrio fra altezza e larghezza, l’architetto aveva anche pensato di rimediare a questo inconveniente, facendo costruire due campanili da una parte e dall’altra che però non furono mai realizzati.
Inizialmente, il Bernini progettò una piazza quadrangolare e circolare; successivamente arrivò alla soluzione del problema costruendo un colonnato a forma ellittica con l’asse maggiore disposto parallelamente alla facciata a cui era unito tramite due corpi rettilinei ma divergenti. Pertanto, davanti alla facciata abbiamo un trapezio isoscele la cui base minore si apre sullo spazio ellittico delimitato da un colonnato. Dal punto di vista simbolico, il colonnato, con la sua forma ellittica rappresenta quasi l’abbraccio ideale della Chiesa a tutta l’umanità. Inoltre, la piazza raccoglie i fedeli come il quadriportico delle antiche chiese paleocristiane.

Anche dal punto di vista urbanistico, il colonnato costituisce una novità perché, essendo traforato, esso può essere attraversato in ogni punto, sviluppando così un’integrazione reciproca fra città e basilica.
Esiste anche un altro aspetto assai importante da prendere in considerazione: l’ellisse del colonnato permette all’osservatore di porsi alla giusta distanza per apprezzare la maestosità della cupola costruita da Michelangelo, tuttavia, poiché la distanza potrebbe rimpicciolire la facciata e soprattutto la cupola, i due corpi rettilinei di collegamento (corrispondenti ai due lati obliqui del trapezio) sono divergenti, ponendosi così in contrasto con la naturale convergenza ottica. In tal modo, la prospettiva non causa un ulteriore allontanamento, bensì mette in risalto la basilica nel suo insieme.
Bernini aveva immaginato due punti di vista e quindi due impianti prospettici principali in corrispondenza dei due punti di accesso alla piazza. Tali due punti, oggi, non esistono più perché sono stati demoliti per far posto a Via della Conciliazione, che non è stata certamente un’idea molto felice. Come prova che Bernini pensasse a due punti di vista, abbiamo il progetto dell’artista secondo il quale, dal lato opposto della Basilica, avrebbe dovuto essere costruito un piccolo porticato, tale da lasciare liberi due passaggi, ma tale corpo non fu mai realizzato e non ne conosciamo il motivo.
Nell’insieme, il colonnato è una costruzione solenne, composta da quattro file di colonne maestose, ordinate in file parallele. Esso non è sottoposto ad una visione unitaria perché via via che il visitatore si avvia verso l’ingresso della Basilica, davanti ai suoi occhi si aprono continuamente nuovi spazi e nuove vedute, dato che i rapporti prospettici cambiano.
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