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Artisti

Giotto
Formato da Cimabue, rompe con la tradizione bizantina per ricollegarsi a quella romana e recupera la prospettiva empirica. Usa il chiaro-scuro e i personaggi hanno verosimiglianza e volume con volti espressivi. Lo spazio dove i soggetti sono rappresentati, presenta architetture, spesso giocattolo e paesaggio: i cieli tornano ad essere azzurri. Giotto insegue la semplicità e la naturalezza narrativa.
Giovannino De Grassi
Scultore e architetto, ma anche pittore, disegnatore e miniaturista. In particolare le sue miniature, caratterizzate da un acuto spirito di indagine dei temi rappresentati con realismo, e da una libera invenzione di forme eleganti. È considerato uno dei più grandi esempi di arte tardo gotica italiana: dominano scene di attività quotidiane, animali e immagini della natura. Viene considerato anticipatore dei lavori di Gentile da Fabriano e del Pisanello.

Michelino da Besozzo
Svolse un intensa attività artistica soprattutto a Milano e Pavia. Conobbe Gentile da Fabriano a Venezia. Fu pittore e miniatore e si formò forse alla scuola di Giovannino de Grassi. La sua arte ha tutti i tratti stilistici del gotico allora di moda. In particole nelle sue opere è apprezzabile soprattutto l'eleganza del tratto e del cromatismo, sempre vivace, ma senza essere eccessivo. Nelle sue opere si nota inoltre una decisa inflessione verso il gusto patetico, che è di probabile derivazione nordica. La sua arte produsse un'influenza notevole su molti artisti lombardi della generazione successiva.
Gentile da Fabriano
Figura chiave della fase di passaggio tra la stagione del gotico cortese a quella rinascimentale, artista che è stato in grado di incrementare la propria fama al cospetto dei signori delle corti. Difatti, chiamato a d operare per tutta la sua carriera in numerosi centri della penisola, ha lavorato per committenti di alto rango, svolgendo un ruolo centrale nella diffusione dello stile internazionale in Italia. I modelli gotici giungevano anche in aree provinciali attraverso le reti dei commerci e si disfacevano alleanze tra grandi potentati e le piccole signorie locali: è il caso di Fabriano entrato nelle grazie di Gian Galeazzo Visconti, in un periodo in cui questi cercava di estendere il proprio raggio di influenza in Italia. Quindi Gentile ha avuto una formazione in area lombarda, tra Milano e Pavia. Sono gli anni in cui a Milano veniva aperto il cantiere del Duomo, mentre a Pavia era stata eletta da Gian Galeazzo Visconti ha sede della propria corte.
Duccio di Buoninsegna
Protagonista della stagione pittoria a Siena. Percorso artistico simile a quello di Cimabue, a differenza di esso, il distacco di Duccio dalla maniera bizantina nasce da una maggior attenzione alla pittura gotica. La sua produzione artistica si concentra su un tema noto al tempo “Maestà in Trono”. Con questo termine si indicano le pale d'altare raffiguranti la Madonna in trono con bambino, attorniata da angeli o santi.
Simone Martini
Pittore senese, è il pittore che più incarna lo spirito gotico della pittura senese nella prima metà del trecento. Il distacco dalla maniera bizantina, nei pittori di stile gotico, si basa su alcune caratteristiche costanti: l'uso fondamentale della linea, soprattutto curva e sinuosa, per costruire l'immagine e l'apparato decorativo, l'uso di una grande vivacità cromatica, l'umanizzazione dei personaggi sacri a modo di uomini o dame di corte. Simo Martini ha un linguaggio pittorico che risente spesso dell'influenza giottesca, ma anche da Duccio.
Donatello
Insieme a Brunelleschi e Masaccio, Donatello, è il più importante scultore del Quatrocento, è considerato il fondatore del rinascimento e , grazie ai suoi viaggi che lo portarono a lavorare a Padova, Mantova, Modena e Ferrara, uno dei principali protagonisti della sua diffusione nel nord dell'Italia. Fu introdotto all'arte scultorea nella bottega del Ghiberti, ma fu soprattutto grazie all'amicizia con Brunelleschi, con il quale fece un viaggio a Roma dove studiò l'arte classica, che maturò in lui una nuova visione artistica, che, partita dal recupero dei modelli classici, approderà a uno stile del tutto personale, espressivo e per certi versi anti-classico. L'elemento principale delle sue opere è la ricerca carattere: egli è il primo a comprendere che una forma perfetta non è valida se non esprime uno stato d'animo, una tensione umana. Attraverso il confronto con l'antico, costantemente attualizzato e calato nella realtà a lui contemporanea, Donatello riesce così a conferire una nuova dignità fisica e morale ai personaggi scolpiti. Essi possono vivere gli eventi in modo drammatico o sereno, ma sempre agendo per determinarne il corso; di conseguenza sono inseriti nello spazio, poiché nel mondo si compie il loro destino. Nei bassorilievi, infine, Donatello raggiunge una sorta di espressionismo pittorico nel drammatico e intenso articolarsi di linee, luci e piani.
Filippo Brunelleschi
È stato l'artista che più di ogni altro ha contribuito alla nascita dell'arte rinascimentale. Uomo di grande genialità, a lui si deve sia la scoperta della prospettiva, sia la definizione del nuovo linguaggio architettonico rinascimentale. In pratica, è lui che riesce a dare le coordinate del nuovo sentire artistico: un sentire che si basa sulla razionalità di matrice umanistica, ma anche di matrice matematica. In quest'epoca in cui scienze umane e scienze matematiche non avevano ancora divaricato le loro strade, l'umanesimo di Brunelleschi non era solo letterario. Era un umanesimo che significava l'applicazione della chiarezza mentale alla creazione delle opere dell'uomo. Del resto tutta la sua opera, sia artistica e architettonica, sia teorica, può essere letta come una ricerca matematica: ricerca di relazioni geometriche, di rapporti matematici, di leggi fisiche e meccaniche. Da questa razionalità di pensiero dovevano scaturire le soluzioni ad alcuni dei grandi problemi artistici del tempo. La sua attività iniziò come orafo e scultore. Con le sue opere architettoniche egli rivoluzionò il concetto di fare architettura.
Masaccio
La sua pittura, all'avanguardia del rinnovamento artistico in Italia, costituì la sintesi perfetta tra razionalità della visione e umanità dei sentimenti. La rigorosa razionalità dell'architettura di Brunelleschi e il realismo delle sculture di Donatello produssero ben presto effetti anche sulla pittura. Il primo che mise in pratica questi insegnamenti fu Masaccio, il più grande pittore fiorentino del Quatrocento. Innovatore, come Giotto nel trecento, egli abbandonò le forme eleganti e preziose della tradizione gotica per dar vita a figure della monumentale compostezza, solenni come statue antiche. La profonda conoscenza della prospettiva e del mondo in cui la luce modella le forme e i corpi, lo portò a concepire un nuovo senso dello spazio, misurabile e concreto scandito da precisi rapporti proporzionali ai quali le figure, compresi i personaggi sacri, dovevano sottostare. L'opera artistica di Masaccio esprime la visione del mondo e gli ideali estetici del Rinascimento, che riteneva l'uomo capace di raggiungere ogni traguardo facendo ricorso non solo alla fede di Dio, ma anche alla propria intelligenza.
Leon Battista Alberti
Architetto e teorico dell'architettura, entrò a far parte di molti settori culturali, come si sa attraverso le più importanti opere letterarie, diventando così una figura significativa del Rinascimento. Uno degli aspetti innovativi che caratterizza Alberti è la sua costante ricerca di regole, teoriche e pratiche, capaci di guidare gli artisti nel loro operato, poiché quest'ultimo si fondava su principi matematici, geometrici, scientifici e visivi. Per questo sarà lui a portare avanti le idee più innovative di Brunelleschi, come la teoria della prospettiva, e ad essere riconosciuto, sempre con Brunelleschi, il fondatore dell'architettura rinascimentale in Italia. Alberti fu il primo anche ad analizzare la proporzione del corpo umano nel campo della scultura condizionata dei preconcetti delle fonti classiche, infatti, in alcuni suoi trattati troviamo molti studi su nuovi tipi di edifici moderni ispirati alla forma classica. Inoltre grazie alla sua invenzione, il velo, Alberti propone, non solo una nuova sperimentale della validità della prospettiva, ma anche nuove soluzioni meccaniche di primaria importanza la nuova arte pittorica.
Paolo Uccello
Educato nella bottega del Ghiberti. Affascinato dalla pittura del gotico Internazionale. Scopre Masaccio e Donatello, ai quali si ispira per costruzioni prospettiche e la figura. Ha un forte senso plastico che da con le luce e le ombre. Riesce a dare naturalezza, per l'attento studio dei volti che contrasta però con il disegno geometrico. Utilizza colori surreali.
Domenico Veneziano
Forse ha studiato nella bottega di Gentile da Fabriano, a Firenze dove ha assimilato uno stile con accenti cortesi e fiamminghi. A Roma con Gentile potrebbe aver incontrato artisti come: Masaccio, Pisanello, Paolo Uccello e Masolino. Apprese la pittura a olio. Dall'arte miniatoria e dall'Angelico derivò una gamma cromatica brillante e luminosa, da Brunelleschi e Masaccio una salda impaginazione prospettica, da Luca della Robbia un plasticismo elegante e dolce. Conosce bene il panorama artistico fiorentino. Collaborò con Piero della Francesca.
Filippo Lippi
Conosce la pittura fiamminga. Assorbì spunti da Masaccio, Masolino e dalla scultura di Donatello. Raggiunge una visione artistica personale. Era convenzionale e pieno di passione; profonda conoscenza della natura umana e forte carica espressiva. Sue caratteristiche: abile vena narrativa che attualizza e rende comprensibili le storie sacre, orchestrate come una grande rappresentazione teatrale; la fantasiosa creatività, attenta agli aspetti quotidiani, frequente uso del ritratto e capacità di rappresentare i sentimenti. Precursore dell'arte cinquecentesca.
Piero della Francesca
Primo a rappresentare i poliedri regolari. Conobbe le opere di Masaccio, Angelico e Paolo Uccello. Si forma a Firenze da Domenico Veneziano. Precisione nel disegno, soprattutto nei profili, conosce la pittura fiamminga di Weiden. La razionalità geometrica e il rigore prospettico provengono da Paolo Uccello e dagli studi matematici dei Alberti. Dall'arte fiamminga prende l'attenzione per gli effetti luministici, gli accordi cromatici e la cura al dettaglio. La sua pittura è caratterizzata dalla luminosità dei colori e ordine compositivo. La ricerca di leggi armoniche si traduce nell'applicazione di precisi rapporti matematici; uomini e ambiente appaiono legati da un perfetto accordo di misure; le forme sono trattate come corpi geometrici e la luce, cristallina, ne accentua la purezza. Applica la prospettiva lineare, usa l'architettura per definire le intelaiature spaziali, l'illusione della profondità è rafforzata dall'esatta collocazione delle figure umane, fissate nello spazio con la stessa immobilità delle cose. La sua pittura ha un ordine astratto.
Botticelli
Botticelli è sicuramente uno degli artisti più importanti del Rinascimento e anche uno dei più conosciuti. Egli diventa un grande interprete di quel gusto che a Firenze aveva trovato i suoi maggiori esponenti in coloro che frequentavano il circolo neoplatonico. Egli si forma nella bottega del Verrocchio, all'interno della quale impara a lavorare diverti materiali, come oro e argento, ma prende anche dimestichezza con altre forme artistiche come la pittura e la scultura. La bottega del Verrocchio fu sicuramente molto prolifica dal punto di vista artistico. Botticelli diventa uno dei maggiori interpreti del nuovo clima culturale che si respirava a Firenze, dovuto soprattutto all'influenza dell'accademia neoplatonica, ed egli deciderà di interpretare i temi filosofici e letterari attraverso l'utilizzo delle immagini, cercando anche di permeare le opere della culture e degli aspetti della vita che venivano dibattuti nel circolo. Egli decide quini di interpretare l'aspetto mitologico proprio delle opere classiche nelle proprie opere, non disdegnando di farsi portavoce di tale aspetto dell'arte antica anche nei ritratti. Ed è proprio nelle opere con soggetto mitologico che Botticelli esprime il suo miglior linguaggio artistico. Le raffigurazioni delle mani e dei piedi presenta caratteristiche specifiche. Nelle figure femminili sembra rifarsi alle descrizioni ideali presenti nella poesia del tempo. Ha un marcato uso della linea che contribuisce a evidenziare ed enfatizzare: piedi, spesso allungati e imponenti, dita marcate e nodose. Attenzione alla scultura soprattutto a quella del Verrocchio. La linea ritaglia la figura attraverso le mani. Fa molto uso delle iconografie. Passa dal mitologico all'esasperazione cristiana.
Vincenzo Foppa
Caposcuola della pittura in Lombardia. Inizialmente è vicino alla tradizione gotica internazionale veronese e veneziana, in seguito alla cultura umanistica padovana. Si ispira a Mantegna per le inquadrature architettoniche mostra di aver appreso le forme dell'arte rinascimentale padovano rappresentando le figure sacre entro scorci prospettici. Subisce l'influsso di Leonardo.
Antonella da Messina
Sperimenta le tecniche prospettiche di Piero della Francesca, con la cura meticolosa dei particolari di origini fiamminga. Studiò dal pittore Colantonio e fece numerosi viaggi. Conobbe la pittura di Piero. È il primo ad usare la pittura ad olio in Italia. Ritratti a ¾ e attenzione alla luce. Sintetizza il rinascimento e usa la tecnica a punta di pennello.
Mantegna
Formazione nella bottega dello Squarcione → conoscenza dell'arte antica, classica. Conobbe le opere di Uccello, Lippi, Giotto e Donatello utili per la sua maturazione stilistica. Usa la prospettiva per creare un aspetto illusionistico di rappresentazione. Con questo influenzò molto gli altri artisti. Si ispira a Masaccio per lo scorcio dal basse sul quale fa diverse ricerche e studi. Prese da Bellini l'intensità cromatica.
Bellini
Prende il plasticismo da Piero e il realismo da Antonello da Messina con la profondità cromatica tipica dei veneti. Influenzato da Mantegna, nell'espressività dei volti e nella forza emotiva che trasmettono i paesaggi sullo sfondo. Conobbe la scultura di Donatello. Prese la chiara luminosità da Piero e fu uno dei primi a capire le innovazioni atmosferiche di Antonello da Messina, che trasformavano la luce in un legante dorato. Circolazione dell'aria. Prende lo sfumato da Leonardo e il gusto nordico per il panneggio tagliente.
Bramante
Influenzato dalla prospettiva e dalla classicità di Alberti e Mantegna. Vari studi e discussioni con Leonardo lo portarono verso l'impiego di forme architettoniche possenti e classiche, concezione organica della masse strutturali al fine di creare equilibrio e armonia. Come architetto è stato il primo a riuscire a ricreare l'edificio con tutte le caratteristiche classiche.
Leonardo Da Vinci
Le sue innovazioni nel disegno influenzarono l'arte italiana per oltre un secolo, mentre i suoi studi scientifici, soprattutto anatomia, anticiparono molte conquiste della scienza odierna; inoltre può essere considerato anche il pioniere della moderna aviazione e lo scopritore di tante nuove leggi fisiche. Fu anche uno degli iniziatori della scienza idraulica. Si basava su tre principi fondamentali: osservazione, sperimentazione e documentazione; così, attraverso il disegno, egli riesce ad approfondire le sue ricerche ed invenzioni seguendo i processi creativi conosciuti dalla sua mente. Il mezzo fondamentale per attuare i processo conoscitivi della natura è il disegno, con cui procede all'anatomia di tutta realtà, all'approfondimento dell'esperienza sensibile e alla scomposizione del fenomeno nella sua struttura matematica. Aderì allo stile del Verrocchio, ma risentì anche dell'influenza dell'arte fiamminga nella resa della luce e sviluppò interesse per la rappresentazione della natura. Mani → espressività. Precisione disegnativa, dopo le figure assumono rilievo plastico grazie alla prospettiva aerea. Introduce lo sfumato.
Michelangelo
La formazione di Michelangelo avviene presso la bottega del Ghirlandaio, un artista molto rinomato a Firenze, e qui viene notato da Lorenzo il Magnifico che ama circondarsi di artisti ed è solito visitare le botteghe in cui si formano i giovani, che chiede al padre di allevarlo presso la sua corte; il padre acconsente. Egli si ritrova ad ammirare la grande collezione artistica di Lorenzo il Magnifico.
La vita nella casa di Lorenzo gli permette di instaurare dei legami di amicizia. Si deve innanzitutto sottolineare che Michelangelo riceve una formazione eclettica, in quanto nella bottega del Ghirlandaio ha modo di osservare e imitare opere di diverso tipo, ma egli avverte di essere nel profondo uno scultore. Mentre Leonardo è uno scienziato, egli è quindi uno scultore molto religioso che vive la sua spiritualità realizzando delle opere e certamente le sue opere non possono essere pensate senza il suo senso religioso e viceversa; è vero anche che il periodo storico in cui egli vive è caratterizzato dalla riforma protestante ed egli è fortemente convinto che la spaccatura possa rimarginarsi attraverso il Concilio di Trento ed è segnato quando comprende che ciò era impossibile. Egli è attento alla lettura delle Sacre Scritture, le approfondisce e grazie ad esse trova conforto nei momenti di traviamento interiore; inoltre realizza opere religiose in modo autentico, ama Dante e fornisce nuove interpretazioni delle opere religiose. Michelangelo concepisce la sua attività scultorea in modo particolare: crede che il suo compito sia quello di sottrarre la materia dal blocco di marmo in modo tale da liberare la scultura in esso contenuta, un’attività che eleva il suo animo sino a Dio, un mezzo di elevazione spirituale, catartico: egli è il primo che concepisce in tal modo la scultura. Egli è solito affermare che quando era venuto al mondo, e come era solito aveva avuto a Caprese una nutrice e non aveva succhiato il latte, bensì il suo amore per la scultura, testimoniato dal fatto che quando potrà scegliere l’incarico sceglierà sempre la scultura e quando non riesce ad avere la possibilità di scegliere infonde la scultura anche nella pittura.
Raffaello Sanzio
E’ la figura che incarna meglio lo stile del rinascimento(accuratezza,limpidezza) ;egli guardava molto le opere altrui per glorificarle e scambiarle( Michelangelo e Leonardo) ,e le sue opere hanno una visione morale,serena,di una perfetta armonia tra uomo e natura (deriva da una filosofia ellenistica,contrario di Michelangelo). E’ il punto di riferimento della pittura a classica ,tanto che per alcuni la sua morte coincide con la fine del periodo classico. Raffaello fu influenzato dalla prospettiva,sulla quale in quel periodo Piero della Francesca stava scrivendo dei trattati. Raffaello si concentrò molto su disegno,originali per i loro tratti,e una sua tecnica particolare è quella di disegnare i modelli nudi,sottolineando l’attenzione ai dettagli e all’anatomia,e poi di vestirli.

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