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IL RESTAURO DI CNOSSO

L’archeologo inglese Arthur Evans (1851-1941) fu lo scopritore del più vasto e famoso palazzo minoico, a Cnosso. Il palazzo di Cnosso era sede del potere civile, militare, religioso e di molte altre attività, gestite dal signore del luogo e dai suoi funzionari. Più una sorta di città che non un palazzo, con le sue centinaia di stanze: quattrocento locali, collegati da scale, corridoi e cortili. L’ala orientale era costruita a ridosso di una collina e varie scalinate collegavano i piani a differenti altezze. Questo edificio di tale complessità ha fatto nascere la leggenda del labirinto (progettato dall’architetto greco Dedalo).
Da molti anni era noto che in quest'area si dovesse trovare una città di nome Cnosso. Infatti gli abitanti della regione, coltivando i loro campi, trovavano spesso degli oggetti antichi. Il primo ad intraprendere gli scavi fu Minos Kalokairinos, un antiquario, commerciante di Iraklion, che nel 1878 scoprì due dei magazzini del palazzo. I turchi, padroni del terreno, lo costrinsero a fermare le ricerche. Fallirono pure i tentativi di Heinrich Schliemann nel comprare la collina di "Kefala" a causa delle eccessive pretese dei turchi. Infatti, volevano vendere al ricercatore molti più ulivi di quanti non ce ne fossero sulla collina costringendolo a pagare un ingente somma che il tedesco rifiutò indignato.
Evans esaminò il sito il 19 marzo 1894. Dopoché nel 1898 Creta divenne indipendente dalla Turchia, nel 1899 Evams comprò la terra con i suoi propri risparmi e decise di preparare gli scavi che incominciò nel 1900, seguito dal suo assistente, l'archeologo inglese D. Mackenzie. Verso la fine del 1903 quasi tutto il palazzo era scoperto e la ricerca procedette nei dintorni. Evans continuò così fino al 1931, con un'interruzione durante la prima guerra mondiale. Più tardi pubblicò la sua opera The Palace of Minos at Knossos, in quattro volumi.
Nelle prime due settimane egli scoprì le tavolette in Lineare A, un momento di fortuna superato solo dal primo giorno di scavo del leggendario Carl Blegen, quando scoprì le tavolette di Pilo di Messenia, scritte in Lineare B, un tipo di scrittura trovato poi anche a Kephala alle quali Evans diede il nome.
Scavò a Creta dove scoprì le rovine dell'antico palazzo di Cnosso, eretto dalla popolazione che egli stesso definì minoica, dal mitologico re cretese Minosse. Il tipo di restauro che portò avanti è di tipo romantico e non conservativo-scientifico. A questo fatto dobbiamo imputare l'errore in cui egli incorse, ossia ricostruire ampie parti del palazzo stesso sulla base della propria interpretazione personale, usando materiali che nulla hanno a che spartire con i metodi di costruzione degli antichi cretesi, per aiutare i visitatori a "leggere" il sito.
Fin dall'inizio i monumenti scoperti avevano bisogno di restauro. Così certe parti del palazzo sono state restaurate e in questi lavori fu usato il cemento armato in abbondanza. Le parti che corrispondevano a costruzioni in legno furono all'inizio dipinte in giallo (oggi il colore giallo è sostituito). Inoltre, copie dei meravigliosi affreschi trovati durante gli scavi sono state collocate ai posti originali. Questo metodo di restauro è stato criticato da molti a causa dell'utilizzo di materiali estranei all'architettura minoica. Altri scienziati hanno contestato certi risultati di Evans. A parte tutto ciò, la intuizione, l'immaginazione creativa e la profonda conoscenza scientifica di Evans sono sempre state ammirate. In grandissima parte si deve a lui la scoperta dello splendore del mondo minoico, che fino alla sua epoca si rifletteva solo nella mitologia greca. Dopo la sua morte, gli scavi di Cnosso, che continuano fino a oggi, sono stati intrapresi dalla Scuola Archeologica Inglese.

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