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Pierre-Auguste Renoir (1841-1919)


Renoir, originario di Limoges, fin da piccolo si dedica alla pittura, tra cui anche al decoro di porcellane. Per questo motivo, viene mandato dal padre all’Accademia d’Arte di Parigi. Lì lavora allo studio di Glyère, e incontra Monet insieme agli altri Impressionisti. In questo periodo dipinge quasi esclusivamente scene di vita parigina. Dopo un viaggio in Inghilterra, nel 1870 torna a Parigi, e si interessa prettamente di luoghi con grandi folle di persone (es. boulevards, teatro, sale da ballo). A Roma egli studia artisti come Raffaello e Michelangelo, che rimarranno sempre punti di riferimento per il pittore. Inoltre, nella capitale, egli tornerà al disegno.

La pittura di Renoir è un’arte che mantiene ancora al centro il soggetto. Il pittore vuole, attraverso la sua pittura, trasmettere una sensazione di profondo piacere, e per attuare questo suo desiderio, egli raffigura spesso figure come donne e bambini. La figura umana rimane quindi un aspetto centrale della sua pittura, al contrario di Monet, che invece la elimina progressivamente dalle sue opere. Renoir dà anche grande importanza alla luce, e di come colpisce appunto coloro che egli rappresenta. Essa non è quindi mai diretta, ma sempre filtrata, quasi vibrata; sviluppando così effetti di luce-ombre, colori caldi-freddi, e una costante alternanza di complementari. Grazie al suo senso del colore, il pittore riesce a far “fondere” le figure con il colore, e soprattutto con lo sfondo. I colori vengono utilizzati per affiancamento appunto per dare senso del volume.

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