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Il neoimpressionismo

Nasce a Parigi tra il 1884-1886 dall'incontro di Seraut e Signac, che condividono il desiderio di innovare e la fiducia nella scienza.
La corrente segui “la legge del contrasto” simultaneo, cioè quando si accostano due colori ognuno proietta sull'altro il proprio aumentando la luminosità; e la “mescolanza ottica”, cioè avvicinare linee e punti di colore diverso e ricomporre un’unità cromatica.
Seurat: nasce a Parigi nel 1859 e fu il pioniere del movimento puntinismo. Studiò all’Accademia delle Belle Arti, e si formò sul disegno e l’equilibrio competitivo, imparò a preferire solo i colori puri.
Un bagno ad Asnieres: (1883-84-Londra) segnò un punto di svolta rispetto all’impressionismo. Attirò l’attenzione perché rappresentava una scena ordinaria con le dimensioni di un quadro storico. L’opera raffigura una domenica in periferia, con un momento di svago di alcuni operai lungo la Senna, e in secondo piano la città industriale di Clichy. Reghnavanoo l’immobilità assoluta e il silenzio della scena. L’opera emana un senso di compostezza e maestosità, dettato dall’ordine geometrico delle linee- Sorprendente luminosità, ottenuta alternando colori puri a rapidi tocchi intrecciati.
Una domenica pomeriggio all’isola della grande-Jatte: (1884-86-Chicago) la scena è ambrata nei pressi di Asnieres, nei grandi giardini pubblici in cui la borghesia parigina trascorreva aree giornate primaverili. La struttura compositiva è rigorosa, e la luce e la simmetrica corrispondenza. Il paesaggio e le figure sono stati studiati partendo da schizzi dal vero e rielaborati in studio. L’essenzialità delle forme e l’armonia dei contorni conferiscono immobilità eterna e sospensione temporale alla scena.
Cezanne: nasce Aix-en-Provence nel 1839, si trasferì a Parigi per studiare I maestri antichi e moderni. Frequentò anche l'Accademia svizzera. La sua pittura segnò una rivoluzione, in quanto intendeva costruire una realtà autonoma, il suo obiettivo, infatti, era quello di realizzare una sintesi della vera essenza delle cose costruita sulla sua percezione. Intendeva esplorare la realtà ed esprimere le sensazioni visive per mezzo del colore. Propose, inoltre, una resa spaziale fondata sulla circolarità: figure contratte e proporzioni deformate.
Casa dell’impiccato a Auvers-sur-Oise: (1873-Parigi), il soggetto della scena è di matrice comune, ma qui non si avvertono vitalità e leggerezza, come in Renoir e Monet. Colpisce la salda costruzione dei volumi: l’inquadratura è ravvicinata. All'orizzonte alto si contrappone la diagonale della strada in primissimo piano. L’Individuazione delle forme è dovuta all'uso del colore, Che conferisce agli oggetti solidità e concretezza realistica. Al tempo stesso, i contorni appaiono disgregati da densi strati di materia pittorica.
Tavolo di cucina: (1889-Parigi) la scena è rappresentata con una perfetta unità tra le cose e lo spazio circostante. Le tonalità sono uniformi, ma vi sono improvvise accensioni luminose. Anche se la pennellata risulta spezzata, la sostanza degli oggetti non è mai dissolta. I valori plastici non vengono aboliti; sono, Invece, violate regole della prospettiva tradizionale. Lo spazio tradizionale è reso al contrario: ciò che è lontano viene ribaltato in avanti.
Ragazzo on il panciotto rosso: (1890-95 Zurigo) il soggetto è la malinconico testimonia la modernità della pittura di Cezanne, I cui elementi distintivi sono: l'attenzione alla resa della realtà, la monumentalità dell'immagine, l’introspezione emotiva dei personaggi e lo sforzo nel rappresentare peso, plasticità e volume delle figure nella loro essenzialità geometrica, attraverso il colore.
La montagna Sainte-victorie vista da Louvres: (1902-04-Philadelphia) l'opera rappresenta la resa sintetica delle forme e la prova di una ricerca volta a dipingere l’essenziale, cioè l'ordine geometrico, e la sua durata. La linea d'orizzonte è Alta: il monte svetta al centro e sovrasta la pianura. La linea di contorno svanisce, e I colori si fondono tra loro. Ci sono zone di tutela non dipinte, come bagliori di luce. Tutto sembra fusa armoniosamente, eppure le immagini mantengono fermezza e solidità.
Le grandi bagnanti: (1898-1095-Philadelphia) Cezanne dedica tre monumentali tele a tale soggetto, frutto di una lenta elaborazione. Studio le molteplici combinazioni che il nudo offre nello studio dei rapporti spaziali, e il tema dell’armoniosa integrazione con la natura (ARTE MONUMENTALE ED ETERNA). Nella versione di Philadelphia, La cena si svolgeva in una radura, dove 14 ragazzi si svagano dopo il bagno. Il paesaggio è esteso in lontananza, e aldilà di esso lo sguardo spazia verso l’alto. I tronchi Canada quinte laterali E formano un triangolo, la cui base è il ruscello (DILATARE LO SPAZIO PITTORICO). I due gruppi di donne, poi, formano con i loro archi due piramidi (EQUILIBRIO SIMMETRICO). I nudi hanno proporzioni ingigantite ed esprimono una forza primitiva; il disegno dei volti è sgraziato, I corpi sono contornati da linee nere spezzate. I colori sono dosati sulla tela in base alle sensazioni di Cezanne indipendentemente dalla realtà. (colore=energia naturale). Grazie all'orizzonte basso il dipinto dominato dai Giudei cielo che dalla grandiosità il misterioso attesa alla scena. L’inquietudine dell'opera è dovuta all'uso dei contrasti luminosi cromatici.
Van Gogh: nasce a Zundert nel 1853, fu influenzato dai disegni artistici giapponesi. La sua vocazione artistica Ravenna dal sentimento di compassione verso minatorie contadini (esprimeva il dolore tragico della vita). Si diresse verso realismo di intonazione sociale.
I mangiatori di patate: (1885-Amsterdam) in una campagna cupa e spoglia, una famiglia di contadini è riunita per la cena. La luce della lampada accento ai tratti grotteschi dei volti, deformati dalla durezza della vita. “Fece un'arte vera”, rappresentando il modo di vivere di Alcune famiglie, diverso da quello dei civilizzati (rinnovamento sociale)
Autoritratto: (1887-Amsterdam) in questo dipinto si avvertono i cambiamenti dello stile dell’artista. Il pittore compare in posizione quasi frontale, con espressione pensosa: il centro del dipinto sono gli occhi inquieti. Prevale l'accordo di colori complementari, che moltiplicano la luminosità della composizione.
Vaso con girasoli: (1889-Amsterdam) in questa composizione il vaso collocato in primo piano e l'unica indicazione stanziale È data dalla linea orizzontale che separa il tavolo dallo sfondo. I gialli in tutte le tonalità sembrano esplodere—> cercava di replicare gli effetti della luce dellevetrate delle chiese gotiche. Nei girasoli, colori e luci sono espressione dell’anima, metafora della vita.
Campo di grano con corvi: (1890-Amsterdam) l'opera sprigiona le potenzialità espressive del colore e dell'energia pennellata dall’artista, spigolosa, dinamica e vibrante. Il dato naturale è un punto partenza per esprimere l'interiorità e il mistero della vita e della morte, a cui alludono i corvi e l'atmosfera sospesa.
Notte stellata:(1889-New York) Van Gogh avete la necessità di andare oltre una resa fotografica precisa, intensificando l'espressività del colore. Partendo dalla realtà naturale, La sua pittura diviene specchio dell'interiorità. Il dipinto presenta una struttura leggibile: in basso via villaggio, mentre in lontananza compaiono montagne ondulate. Il primo piano svetta un cipresso, ma a colpire è l'allucinata raffigurazione del cielo.
Rappresentando visioni notturne, en plein air, l'artista non era mosso da intenzioni mimetiche: anzi, la resa naturalistica delle paesaggio lascia il posto alla caratteristica pennellata dell’andamento vorticoso. La materia pastosa del colore, così, cattura e se la vitalità della natura. La visione è intesa, colma di attesa viva e palpitante—> scorcio di infinito.
Gauguin, visione dopo il sermone: (1888-Edimburgo) l'artista adotta principi formali: contorni marcati, Colore uniforme, Bidimensionalità, figure e ambientazioni semplificate (STILE SINTETISTA). Presenta l'unione di due dimensioni diverse: Quella reale (le donne che assistono alla predica), e quella immaginata (la lotta fra Giacobbe e l’angelo). Riguardo la scena, realtà revisione sono separate dalla diagonale del tronco dell’albero. Il colore fonde perfettamente le due dimensioni; Essa diventa espressione dell’irrappresentabile, di un emozione pura.
Manau tupapau: (1892-New York) qui si trova la tendenza a contaminare linguaggi di diverse culture. E’ un nudo che ha bellezza infantile, associata ad una credenza superstiziosa primitiva: il tupapau (spirito dei morti) è una donna incappucciata dagli occhi gialli. Il colore è usato per esprimere una paura irrazionale, in moda da aprire, col suo potere, un varco verso l’interiorità.
Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?: (1897-98-BOSTON) La tela, costituisce quasi un testamento spirituale. La sua pittura,non si limita all’apparenza delle cose, ma cerca di scavare nel profondo, soprattutto della dimensione umana, per cercare il confronto con i grandi interrogativi esistenziali citati dal titolo.
La tela presenta uno sviluppo orizzontale con un percorso di lettura che va destra a sinistra. Lungo questa direzione, Gauguin dispone una serie di figure che ripropongono in sostanza le "Allegorie delle età della vita". Dal neonato nell’angolo a destra si giunge alla donna scura a sinistra passando attraverso le varie stagioni della vita. La donna al centro, che quasi divide il quadro in due, simboleggia il momento della vita in cui si raccolgono i frutti, ovvia allegoria del momento della procreazione. La vecchia in fondo a sinistra, già presente in altre composizione di Gauguin, nella sua posizione fetale con le mani accanto al volto, in realtà non simboleggia solo la vecchiaia ma soprattutto la paura della morte.
Ma straordinaria in questo quadro è soprattutto l’ambientazione. Il percorso della vita si svolge in un giardino che sa proprio di Eden. Come dire che, secondo Gauguin, in fondo la vita e la realtà non sono poi male, se non fosse per l’angoscia di non sapere con certezza a cosa serve tutto ciò.
Con questo quadro il senso di inquietudine e di instabilità, tipico dell’artista e uomo Gauguin, ci appare alla fine come un percorso senza fine, perché volto a traguardi che non sono di questo mondo. E così il suo fuggire dall’Occidente verso i paradisi dei mari del Sud, in fondo, altro non è che la metafora, non figurata ma reale, della ricerca perenne ma inesauribile dell’approdo ultimo della nostra serenità.
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