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Impressionisti e post impressionisti

Claude Monet
Parigi 1840-Giverny 1926
Trascorre l’adolescenza a Le Havre dove iniziò disegnando caricature finché l’incontro con E. Boudin nel 1858 lo indirizzò verso la pittura en plein air.
Si recò a Parigi, frequentò l’Académie Suisse e qui vi incontra Pissarro.
Fece il servizio militare in Algeria, dopo tornò a Parigi ed iniziò a dipingere con Boudin. In uno degli atelier chdi pittori che frequentava incontrò J. Renoir, Sisley e Bazille. Il gruppo si entusiasmò per Le déjuner sur l’herbe di Monet esposto al Salon des Refusès, ma Monet seguiva ancora le indicazioni della scuola di Coubert e dei pittori di Barbizon.

Primo quadro importante: La colazione sull’erba (che viene generalmente paragonato ai “Tre filosofi” di Giorgione o al “Concerto campestre” di Tiziano), poi segue Donne in giardino, Camille in abito verde, La Grenouillière del 1868, dove si vedono i primi studi dei riflessi della luce sull’acqua.

Primo vero quadro impressionista, del 1872, è Impression. Soleil levant, esposto alla prima mostra del gruppo nel 1874 è l’0pera che dà il nome all’intero movimento. Dopo quest’opera, che segna chiaramente l’inizio dell’esperienza impressionista, produce delle serie di quadri sullo stesso tema, che sviluppano lo studio delle leggi sui colori complementari e sul rapporto luce e colore:
I Ponti ad Argenteuil, le Nevicate, I Giardini, Le Spiagge e le Scogliere di Etrétat.
In seguito Monet si interessò molto alla fotografia, perché voleva studiare ciò che “impressiona” la retina dell’occhio.
Altre opere più mature che tengono in considerazione i suoi studi più recenti sono:
Effetto di luce di mattina del 1894, I Pagliai, Vedute del Tamigi, composte tra il 1900 ed il 1909, le Vedute di Venezia (1908-1912) e soprattutto le serie delle Cattedrali di Rouen (1892-1894). La serie più tarda è quella delle Ninfee composta tra il 1909 ed il 1906.

Considerazioni critiche
Monet sostava che il pittore che si pone di fronte alla realtà non deve fare distinzione fra senso ed intelletto, ma deve identificarsi con il soggetto per giungere alla conoscenza.
Queste premesse di Monet diventeranno le basi per l’esperienza delle fauves, dell’espressionismo e della stessa pittura informale del nostro secondo dopoguerra.


Édouard Manet
Parigi 1832-Parigi 1883
Nato in una famiglia della buona borghesia, seguì gli studi classici, scegliendo la carriera di ufficiale di marina. Respinto agli esami, dopo un viaggio a Rio de Janeiro su una nave mercantile come allievo pilota, convinse il padre a lasciargli coltivare l’inclinazione artistica; li fu così imposto di frequentare l’Accademico T. Couture, dove rimase dal 1850 al 1856, nonostante i violenti scontri con il maestro. In questi anni Manet studiò i grandi artisti del Louvre e si recò in Olanda, Germania ed Italia, per poi andare in Spagna nel 1865.

Prime opere importanti:
Bevitore di Assenzio, 1858, Musica alle Tuileries (ispirate nella scelta del soggetto dall’amico Baudelaire)
Con Le dèjeuner sur l’herbe e l’Olympia (da paragonare alla Venere di Urbino di Tiziano, alla Maya desnuda di Goya ed alla Grande Odalisca di Ingres), entrambi del 1863 si fa convenzionalmente iniziare la pittura moderna.
Con questi quadri M. scandalizzò tutti i critici d’arte dell’epoca, perché aboliva i volumi, i mezzi toni, il chiaroscuro e la prospettiva e proponeva al pubblico personaggi attuali e “disdicevoli”.
Negli anni seguenti cominciò a comporre nature morte, dopo il viaggio in Spagna volle fissare sulla tela la ferocia della corrida con L’uccisione del toro del 1866 e comporre una serie di opere ispirate al grande Velasquez che aveva potuto ammirare a Madrid ed altre in omaggio a F. Goya.: Esecuzione di Massimiliano del Messico (1867), Colazione nello studio (1868), Balcone (1868).
Dal 1863 frequenta il gruppo dei pittori impressionisti, partecipando alle discussioni del Café Guerbois e della Nouvelle Athènes, ma i suoi veri interlocutori rimasero sempre i letterati Baudelaire, Zolàe Mallarmé, sostenitori di una pittura capace di interpretare la vita contemporanea più che di studiare sé stessa.
Nel 1873 si ha la svolta impressionista, rimanendo però sempre legato alla figura. Di questo periodo ricordiamo: Coppia in barca vela, 1874, Monet e la moglie, 1874, Nanà, Cameriera in birreria, Il Bardelle Folies-Bergère.
Importanti per Monet sono anche i numerosi ritratti, dove coglie i modelli con immediatezza e rara penetrazione psicologica. Émile Zola 1867, Stéphane Mallarmé 1876, Berte Morisot 1872, Irma Brunner 1882 in rosa.

Considerazioni critiche
A differenza di altre opere impressioniste, il quadro di Manet non è mai solo una superficie pittorica, ma un problema di forma risolto con il colore e con la linea, per questo la sua influenza sulle avanguardie sarà in un primo tempo relativa per essere poi pienamente recuperata solo da Picasso.

Edgard Degas
Parigi 1834-Parigi 1917
Figlio di un banchiere compì regolari studi classici al liceo, magià nel 1853 copiava dipinti e disegni al Louvre e si iscriveva alla scuola di un allievo di Ingres per passare poi alla più prestigiosa École des Beaux Arts. Viaggiò in Italia dove visitò musei, chiese e gallerie.
Il suo primo quadro moderno è La famiglia Bellelli del 1860, di chiara ispirazione realistica. Seguono Testa di giovane donna ed Edmondo Morbilli e sua moglie.
Intanto l’artista comincia ad uscire dall’ambiente borghese ed a frequentare i famosi caffè, dove incontra Manet.
Si interessava particolarmente al mondo dei cavalli ed a quello del teatro; cantanti, musici e ballerine furono i suoi soggetti preferiti. Da ciò derivano i quadri intitolati All’Ippodromo, La Scuola di danza, e tutti gli studi che rappresentano al meglio le ballerine ed il teatro nel suo insieme. Altro soggetto ricorrente sono le figure femminili, colte in ogni possibile gesto quotidiano

Fu anche scultore, si ricorda la famosissima statuetta della Ballerina di 14 anni, con il suo tutù di vero tulle sul bronzo delle gambe in tensione.

Considerazioni critiche
Le donne di Degas non sono né idealizzate, né stilizzate, né egli indugia su aspetti sensuali, ma sono colte con vena veristica, nell’immediatezza di un gesto (bagnarsi, pettinarsi, prepararsi ad un passo di danza), modellate nella luce; in origine apparvero volgari e prosaiche per essere state colte nella loro quotidianità, ma oggi ad una osservazione più distaccata e serena, scevra di pregiudizi, esse appaiono ricche di una dignità assoluta.

Pierre Auguste Renoir
1841 Limoges-1919 Cagnes-sur-Mer
Nato da una famiglia di artigiani, cominciò a tredici anni dipingere ceramiche nell’atelier parigino dei fratelli Léug, per poi passare a decorare stoffe e ventagli. Nel 1862 si iscrisse a l’ École des Beaux Arts e frequentò lo studio di un noto pittore parigino dove incontrò Monet e Sisley.
Le prime opere risentono ancora degli influssi di Coubert, ma già nella Lise del 1867si notano le influenze impressioniste. Nel 1874 partecipò alla mostra nello studio del fotografo Nadar con il capolavoro Il palco, seguiranno Le moulin de la Galette 1876, Gli ombrelli 1883, M.me Georges Charpentier ed i suoi Figli 1878.
Nel 1881 si reca in Italia e poi entrò in crisi proponendo per sua stessa ammissione una pittura più “agra” come nelle Bagnanti. Viene colto da una grave malattia che col tempo gli procurerà una forteartrite alle mani, ma essendo un lavoratore indefesso si fece legare i pennelli alle mai e continuò a dipingere sino ala fine dei suoi giorni.

Considerazioni critiche
La produzione di Renoir è ricchissima, non si possono citare tutte le opere. Il suo stile è inconfondibile, sia per la scelta dei soggetti che per il modo di trattare la pennellata.
Egli sceglie di essere un poeta della vita quotidiana, di cui coglie ogni aspetto senza retorica. Sa immergere i corpi femminili nella luce in modo unico, rendendo l’incarnato splendente come le porcellane. I colori e le sue ombre colorate donano, pur nella naturalezza dei movimenti, grazia e poesia ad ogni figura che rappresenta. Nell’ultimo periodo l’accostamento a Rubens è d’obbligo, le sue donne non saranno più le sensuali e capricciose figlie del popolo parigino ma dee monumentali, possenti creature dell’Olimpo fantasticamente moderne ed, allo stesso tempo, misteriosamente arcaiche.

Henri de Toulouse-Lautrec
1864 Albi- 1901 Malromé, Bordeaux
Nato in una famiglia di antichissima nobiltà, iniziò a disegnare per hobby fin dall’infanzia.
Due disastrose cadute gli impedirono lo sviluppo degli arti inferiori, precludendogli la possibilità di compiere la vita sportiva e brillante che avrebbe voluto. Decise perciò di dedicarsi interamente ala pittura, facendo pratica in diversi ateliers, ma studiando principalmente le opere di impressionisti, in particolare Degas, inoltre, si interessò ad Ingres per la linea sinuosa ed elegante. Si ispirò anche alle stampe giapponesi, che tutti gli impressionisti avevano studiato, e da queste dedusse la spazialità bidimensionale, definita dalla linea continua e dalla stesura compatta del colore. Partecipò pienamente al clima artistico parigino che a quel tempo cercava di superare l’esperienza impressionista.
Frequentatore disincantato di caffé-concerto, sale da ballo, prostiboli e teatri, nei suoi quadri rappresenta tutto il mondo nascosto dietro l’apparenza luccicante e movimentata di questi ambienti. Ne emergono la malinconia, la delicata grazia, quasi irreale, che si concretizza in forme fluttuanti e deformate che danzano su scenografie teatrali.
Opere principali: Al Moulin Rouge 1862, Jane Avril che danza la melinite1892, Al Salon di Rue des Moulins 1894 La clownesse Cha-U-Kao 1895.

Considerazioni critiche
Egli indirizzò la sua ricerca verso una pittura aderente alla realtà, che attraverso forme stilizzate ne individuasse i tipi psicologicamente caratteristici.
La sua pennellata rapida, di derivazione impressionista, si accosta alla scelta di colori brillanti, segnati dai nervosi contorni neri, che definiscono i volumi. Si tratta delle prime indicazioni di Art Nouveau, priva però dei successivi compiacimenti formali (pensare “fronzoli”).

Paul Cézanne
1839 Aix-en-Provence-1906 Aix-en-Provence
Figlio di un banchiere crebbe in un’agiata famiglia borghese. Studiò ad Aix ed al collegio Bourbon, dove fece amicizia con Emile Zola. Dopo aver compiuto studi di diritto fece il suo primo viaggio a Parigi nel 1861, studiò gli autori del Louvre, in particolare Velazquez e Caravaggio. Tornò ad Aix e lavorò nella bancadel padre fino al 1862, quando ritornò a Parigi e incontrò Pissarro. Da Aix mandavaquadri ai saloni che venivano sistematicamente rifiutati, finchè, nel 1866, con una lettera all’intendente delle Belle Arti Nieuwekerke, manifestò tutto il suo violento dissenso nei confronti della cultura artistica ufficiale e delle sue strutture.
Si avvicinò molto agli impressionisti partecipò alla loro prima esposizione del 1874, su pressione di Pissarro. Fu assente alla seconda esposizione e fu presente senza successo alla terza. Pare che Zola nel suo romanzo L’Opera raffigurasse nel pittore fallito Claude Lautier proprio Cézanne, il quale riconosciutosi nel personaggio si arrabbiò e ruppe i rapporti con Zola.
Dal Salone degli indipendenti del 1899 andò crescendo l’interesse dei critici e del pubblico per l’artista che nel 1904 aveva ormai una sala riservata per le sue opere e nel 1907 godeva di una grandiosa retrospettiva, purtroppo postuma.
Opere importanti: La pendola nera, La casa dell’impiccato, La casa del Dottor Gachet a Auvers, i Ritratti di Choquet, il Castello nero, Madame Cézanne nella Serra, I giocatori di Carte, Bagnanti (queste sono solo le principali, non ha senso elencarle tutte).

Considerazioni critiche
C. è considerato uno dei padri dell’arte moderna.
La sua arte si divide in quattro periodi:
1. 18860-1870 Periodo romantico fantastico, dove la materia pittorica è tormentata, contraddistinta da toni cupi ereditati dallo studio dei grandi maestri del passato
2. 1871-1877 Periodo impressionista
3. 1878-1887 Periodo costruttivista, caratterizzato da un rigoroso equilibrio compositivo che sovrappone all’interno dello stesso quadro più punti di vista.
4. 1888-1906 Periodo sintetico, dove si compie un progressivo distacco dal dato oggettivo naturale e si giunge alla disgregazione dell’immagine, portando alla realizzazione quadri apparentemente non finiti, ispirati a temi e motivi ricorrenti nella storia dell’arte (es. Le Bagnanti)


George Seurat
1859 Parigi – 1891 Parigi
Nacque in un’agiata famiglia borghese e potè dedicarsi completamente all’attività artistica.
Nel 1878 entrò alla scuola delle Belle Arti di Parigi ed espose la prima opera di rilievo al Salone degli Indipendenti nel 1884, dal titolo La Bagnade.
Opere importanti: Una domenica pomeriggio all’isola della grande Jatte, Le modelle, La Parata, Il circo.
Considerazioni critiche
Esponente di spicco del Puntinismo francese, basò le sue ricerche sugli studi ottici e cromatici del chimico Chevreul, adottando la tecnica della scomposizione del colore.
Creava i quadri sovrapponendo sulla tela piccole macchie di colori puri, in tal modo osservando il dipinto a distanza l’unità cromatica viene ricomposta direttamente nella retina dell’osservatore. Ne consegue un effetto di luminosità amplificata, perché l’intensità dei toni risulta maggiore rispetto a quella ottenuta mescolando i colori sulla tavolozza.
Per eseguire il quadro Una domenica pomeriggio all’isola della grande Jatte, Seurat impiegò due anni dal 1884 al 1886, e cercò di dare un risultato unificato alla luce attraverso una simmetrica rispondenza di colori. Le immagini dei quadri di Seurat sembrano sospese in un’immobilità eterna al di fuori dello spazio e del tempo. In essi non vi è tensione, conflitto o emozioni forti, le persone non vengono mai studiate dal punto di vista psicologico, essi sono una restituzione quasi scientifica di come la luce compone i colori in un’immagine visiva.

Vincent Van Gogh
1853 Zundert (Olanda)-Parigi 1890
Paul Gauguin
1848-Parigi- 1903 Isole Marchesi
Trascorse la prima infanzia in Perù, a Lima, tornato in Francia frequentò le scuole ad Orléans ed a Parigi. Nel 1865 si arruolò come cadetto in marina. Tra il 1879 ed il 1886 partecipò alle esperienze impressioniste, sia come pittore che come scultore. Nel 1886 sentì il bisogno di allontanarsi dall’ambiente e dalle mode parigine per ricercare un mondo primitivo, incontaminato dalla civiltà, dove trovare una nuova ispirazione per la propria arte. Si spostò in Bretagna a Pont-Aven dove c’era già un gruppo di artisti attratti dalla bellezza selvatica del luogo.
Dopo aver visto il quadro Donne bretoni sul prato di E. Bernard, Gauguin adottò i suoi stessi principi formali: toni marcati, piani di colore uniforme, bidimensionalità, figure ed ambientazioni semplificate. Questo stile verrà definito dallo stesso Gauguin sintetista. L’opera che meglio rappresenta questo momento è l’Autoritratto del 1888.
In seguito seguiranno una serie di soggiorni a Tahiti, alla ricerca del primitivo e dell’esotico, infine nel 1901 si trasferirà alle isole Marchesi e vi rimarrà fino alla fine dei suoi giorni.
Qui dipinge il famoso Ia orana Maria (Ave Maria) nel 1891. In quest’opera affiora il sincretismo (unione di linguaggi diversi) di Gauguin poiché la lettura va fatta su due livelli, uno, che rievoca e cita i motivi iconografici cristiani, richiamando persino il formato verticale di una pala d’altare e l’altro che evoca la scena della natura lussureggiante tipicamente polinesiana.
In seguito le opere di Gauguin s’arrichiscono di significati simbolici che si riferiscono alla religiosità polinesiana ed ai temi principali della vita. Il colore diventa un mezzo per esprimere le idee, per comunicare emozioni. La prospettiva scompare, si creano corrispondenze e simmetrie tra le parti delle composizioni, spariscono luci ed ombre, l’atmosfera diventa irreale, lo scenario sembra quello di un ipotetico eden e tutta l’opera dialoga con lo spettatore sul piano intellettivo (i simboli), emotivo (i colori) e spirituale (per i contenuti trattati) coinvolgendolo totalmente.
Il quadri che meglio di tutti esprimono questi contenuti sono Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? e Le bagnanti

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