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Henri Matisse: La tavola imbandita (1908)


La tela rappresenta un interno di sala da pranzo con una cameriera che sta mettendo in ordine la frutta su di una alzata. In una seconda alzata sono contenuti altri frutti e dei fiori, altri sono sparpagliati sul tavolo. Si notano anche due panini e due bottiglie che contengono, rispettivamente, vino bianco e vino rosso. Poiché la disposizione degli oggetti sembra causale, si può pensare che poco prima si sia tenuto un pranzo. Tuttavia pare che la frutta non sia stata consumata e, d’altra parte, non c’è nemmeno traccia, né di piatti, né di stoviglie. Potrebbe darsi che la cameriera sia il simbolo del pittore che sta riordinando gli oggetti da dipingere. Il tavolo è ricoperto da una tovaglia rossa dello stesso rosso dello sfondo della carta da parati. Inoltre i fiori dipinti sulla tappezzeria richiamano per la forma ed il colore i fiori sistemati sul tavolo. Sulla parete di fondo è ritagliata una finestra, un artificio molto frequente nell’arte rinascimentale. Attraverso la finestra si intravede un paesaggio primaverile con un valore puramente decorativo perché non invia alcune luce all’interno sulla stanza. Il quadro riproduce quattro elementi cari a Matisse: il paesaggio, la figura, l’interno, la natura morta che, però, in questo caso acquistano un doppio valore: realista ed astratto-decorativo.
L’interno della stanza risulta appiattita perché manca la terza dimensione, tanto è vero che la tovaglia rossa si espande sulla parte e sembra fare con essa un tutt’uno. Tuttavia la tridimensionalità non è del tutto assente: la testa della donna proietta un’ombra sul collo, la prospettiva posta in modo diagonale tavolo, sedie e finestra e rende più piccoli gli alberi più lontani. Quindi si può affermare che lo spazio realista non è del tutto assente anzi ad esso viene sovrapposto uno spazio decorativo. Quest’ultimo deriva dai motivi ornamentali blu sulla tovaglia che si ripetono sulla tappezzeria.
Il conflitto fra realismo e aspetto astratto-decorativo è superato da tutto un gioco di richiami e di corrispondenze: muro rosso e prato verde, fiori del giardino e frutta sul tavolo. Questi contrasti trovano però un momento rispondenza a volte nelle forme, a volte nei colori. La cameriera si piega in avanti come si piega in avanti l’albero fiorito, le volute della sua capigliatura riproducono quelle del fogliame e le macchie gialle della frutta richiamano quelle create dai fiori di cui è cosparso il prato. Inoltre, le linee della casa che si scorge in fondo al giardino riprendono quelle dello schienale della sedia ed i rami degli alberi riprendono il motivo della carta stampata o dei motivi ricamati sulla tovaglia. Matisse stesso ha scritto di non dipingere cose, ma di dipingere solo i rapporti che le collegano e questa è un esempio molto significativo di tale affermazione.
L’opera, un olio su tela della misura 180x220 cm è esposta all’Ermitage di San Pietroburgo.
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