Ominide 1312 punti
Questo appunto contiene un allegato
Manet, Édouard - Olympia scaricato 3 volte

Olympia

Manet amava frequentare i musei e il Louvre, amava i grandi pittori del '600, come Rembrandt e Velazquez, e i realisti.
Il suo stile provocò reazioni indignate presso i critici ufficiali accademici. Egli cercò di esporre opere alle mostre annuali dell'accademia, ma venivano sempre rifiutate.
L'Olimpya fu rifiutata ma esposta al Salon de Refuses dove vi erano tutti i lavori non accettati dalla giuria accademica; la critica ridicolizzava l'opera giudicandola una provocazione come il Dejuneur sur l'Herbe.
L'Olympia è una reinterpretazione di un capolavoro dell'arte rinascimentale, la Venere di Urbino di Tiziano, e rappresenta una donna svestita su un lettino mentre una donna di colore le porta dei fiori; l'atteggiamento della figura non lascia dubbi sulla professione della donna. Lo sguardo è rivolto allo spettatore, alcuni attributi come un vistoso fiore in testa, gli zoccoli ai piedi non permettono di identificarla come una venere.

Questo atteggiamento sfacciato e volgare indignò la critica; Manet si era ispirato ad un racconto di Zola che parlava di una prostituta di nome Olympia.
I critici contestavano anche la composizione e l'uso del colore, infatti c'è un grosso contrasto chiaroscurale giudicato eccessivo, mancavano i tradizionali chiaro-scuri graduati finemente.
L'effetto dell'opera è un forte contrasto di macchia chiara e scura che appiattisce le figure ma al tempo stesso conferisce spazialità all'ambiente. Contribuisce lo spazio col colore non più con la tradizionale prospettiva.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove