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-Il Futurismo-

Tra le Avanguardie del Novecento vi è il Futurismo, un fenomeno tutto italiano. che presenta una forte capacità comunicativa e una grande forza inventiva.
Inventore del movimento è Filippo Tommaso Marinetti, nato ad Alessandria d’Egitto e trasferitosi a Milano all’inizio del ‘900.
Egli realizzò e fece pubblicare il Manifesto del Futurismo su ‘Le Figarò’ in Francia e la traduzione italiana sulla rivista milanese ‘Poesia’, da lui stesso fondata.
Gli undici principi del Futurismo presenti nel Manifesto mostrano come il movimento sia contro le accademie letterarie ed artistiche, e la piattezza (sonnolenza) della cultura italiana.
Nel Manifesto sono anche enunciati i temi del Futurismo, come il mito della macchina o l’esaltazione della velocità, l’opposizione al tradizionalismo e ai linguaggi accademici e l’idea di arte come forma nel presente.

Umberto Boccioni realizzò il Manifesto dei pittori futuristi, mentre Giacomo Balla e Gino Severini realizzarono il Manifesto tecnico della pittura futuristica.
I pittori futuristi condannavano l’accademismo, il riferimento all’antico, l’imitazione dal vero, il nudo in pittura e l’armonia.
Il gruppo insiste inoltre sull’importanza della rappresentazione del movimento, della luce e del colore, secondo la teoria del ‘complementarismo congenito’, che si basa su scelte cromatiche dettate dagli stati d’animo.
Il loro obiettivo è anche quello di porre lo spettatore al centro del quadro, non solo quello di mostrare oggetti davanti ad esso, ma di renderlo partecipe al quadro.

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