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Walter Gropius - Teatro totale


Nella prima metà del Novecento, un generale movimento di rottura con regole e modelli del passato coinvolse tutto il mondo delle arti visive. Questo fenomeno riguardò anche le rappresentazioni teatrali e, di riflesso, i teatri. La rottura del tradizionale rapporto di frontalità attore-pubblico e l'esigenza di una maggiore flessibilità degli spazi furono i temi che guidarono la sperimentazione di nuove soluzioni. Uno dei progetti più rivoluzionari nacque nell'ambito del Bauhaus di Walter Gropius. Si tratta del Teatro totale, progettato nel 1927 da Gropius per il regista Erwin Piscator e mai realizzato. L'idea di Piscator era quella di uno strumento teatrale variabile che consentisse un maggiore coinvolgimento dello spettatore nell'evento scenico. Il teatro di Gropius prevedeva un interno a pianta ellittica costituito da una gradinata inclinata, una platea circolare piana a un palcoscenico tradizionale; una porzione circolare del palcoscenico durante lo spettacolo poteva abbassarsi a livello della platea e ruotare, così come le zone riservate agli spettatori. La combinazione dei possibili movimenti consentiva configurazioni sceniche tradizionali, con il pubblico di fronte al palcoscenico, e spazi a pianta centrale con gli attori circondati dal pubblico e viceversa.

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