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AVANGUARDIE STORICHE IN STORIA DELL'ARTE

FUTURISMO → Nasce ufficialmente il 20 Febbraio 1909 quando Filippo Tommaso Marinetti (scrittore) pubblica il “Manifesto del Futurismo” nella rivista francese “Le Figaro”. La corrente si propone come movimento innovatore, dichiara una rottura e una critica verso il passato e si apre alla modernità, alla tecnica (macchina, automobile). Si esalta la lotta, l'azione, la forza, la velocità, il dinamismo (Guerra come sola igiene del mondo). Vengono pubblicati, nel 1910, il “Manifesto della pittura futurista” (rinnegare l'arte antica ed esaltarne il movimento, la dinamicità). E il “Manifesto tecnico della pittura futurista” (tecnica divisionista che permette allo spettatore do entrare nel quadro). Sono formati da Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla e Gino Severini.

UMBERTO BOCCIONI (1882-1916)
Nasce in Calabria e nel 1900 si stabilisce a Roma. Frequenta la Scuola libera di nudo. Conosce Gino Severini con il quale frequenta lo studio di Giacomo Balla, dal quale apprende la tecnica divisionista. Nel 1910 aderisce al Futurismo. Viene chiamato alle armi e muore.

OPERE
“LA CITTA' CHE SALE” 1910-11
Rappresenta il turbinoso affollarsi di cavalli e di uomini, facendo emergere sullo sfondo delle impalcature di edifici in costruzione. Deformazione dei corpi e utilizzo della tecnica divisionista. Espressione di uno stato d'animo.

“STATI D'ANIMO: GLI ADDII” 1911
Fa parte di una trilogia: “Gli addii”, “Quelli che vanno”, “Quelli che restano”. Ci sono state due versioni, la prima divisionista, la seconda più cubista. C'è un abbraccio continuamente ripetuto. Modernità: locomotiva, fabbrica. Simultaneità, scomposizione dello spazio.

“FORME UNICHE NELLA CONTINUITA' DELLO SPAZIO” 1913
1912 → “Manifesto tecnico della scultura futurista”.
Rappresenta una figura che cammina e che come in una fotografia mossa lascia una scia che dà una sensazione di movimento.

GIACOMO BALLA (1871-1958)
Nasce a Torino. Si trasferisce a Roma dove si dedica completamente alla pittura. È interessato al verismo, con tecnica divisionista. Nel 1900 visita Parigi. Nel 1910 aderisce al Futurismo, dal quale si allontana all'inizio degli anni '30. Muore a Roma.

OPERE
“DINAMISMO DI UN CANE AL GUINZAGLIO” 1912
Studia il moto di un corpo come una sequenza di fotogrammi sovrapposti. I soggetti sono un cane, il suo guinzaglio e i piedi di una figura femminile.

“VELOCITA' D'AUTOMOBILE” 1913
Il soggetto è appena riconoscibile, ripetuto e traslato nello spazio, creando linee e vortici. Velocità. Descrizione del movimento.

DADAISMO → Nasce nel 1916 a Zurigo, Svizzera (stato neutrale) con la fondazione del Cabaret Voltaire fondato da Hugo Ball. È un opposizione a tutto ciò che è irrazionale, come la guerra. Ma la società che ha prodotto la guerra ha prodotto anche l'arte. La rifiutano. Ironia, controsenso, negazione dell'arte. Il manifesto ufficiale è del 1918. si scioglie nel '22 (Surrealismo, Astrattismo).

MARCEL DUCHAMP (1887-1968)
Nasce e muore in Francia. Inizia in ambiente cubista e futurista (“Nudo che scende le scale n. 2”). Nel Dada gioca con le funzioni degli oggetti. Utilizza spesso il ready-made (impiegare in campo artistico, fuori dal contesto abituale, gli oggetti della vita quotidiana).

OPERE
“FONTANA” 1917 Ready-made
Espone un orinatoio capovolto con lo pseudonimo di R. Mutt. Molto criticato. L'arte non è più fare, ma scegliere, è quindi operare di intelletto.

“L.H.O.O.Q.” 1919 Ready-made rettificato
Riproduzione della Monna Lisa con aggiunta di baffi e pizzetto e la siglia L.H.O.O.Q. (Elle a chaud au cul, lei ha caldo al sedere). Vuole criticare chiunque la consideri un capolavoro senza saperne il motivo.

“ANTICIPO PER IL BRACCIO ROTTO” 1915 Ready-made
Badile da neve firmato e datato sul manico. Se per spalare la neve non si può più usare il badile, che ora è un'opera d'arte, sarà più facile scivolare e farsi male.

MAN RAY (1890-1976)
Nasce a Filadelfia e muore a Parigi. Sposta i limiti del Dada verso il nonsenso assoluto utilizzando la fotografia astratta (senza macchina fotografica).

OPERE
“CADEAU” 1921 Ready-made rettificato

Ferro da strio con 14 chiodi saldati sulla piastra (“dono”). Contraddizone.

“VIOLON D'INGRES” 1924
Manipolazione dell'immagine fotografica. Il violino era il passatempo preferito di Ingres. La foto rappresenta la schiena della cantante Alice Prin che allude alla “Bagnante di Valpinçon” di Ingres. Come il violino è l'hobby preferito da Ingres, la cantante è l'hobby di Man Ray. Fotografia non solo come mezzo per documentare.

SURREALISMO → Andrè Breton scrive il Manifesto del Surrealismo. È un'arte figurativa che da molta importanza all'attività psichica, al mondo dell'inconscio (Freud). L'arte è un mezzo per esprimere la dimensione onirica, per coincidere il sonno e la veglia. L'artista giunge a questa dimensione attraverso l'automatismo psichico puro, atto compiuto dal pensiero senza limiti della ragione che è libera (associazioni libere). Vengono utilizzate le tecniche del frottage, grattage, collage e la decalcomania, che permettono di ottenere immagini casuali. Aderiscono al comunismo.

MAX ERNST (1891-1976)
Nasce a Colonia e studia filosofia a Bonn. Aderisce al Dada e poi, interessato alla psichiatria, al Surrealismo. Si trasferisce a Parigi e nel '41 negli Stati Uniti aiutato dalla collezionista Peggy Guggenheim che sposerà. Morirà a Parigi.

OPERE
“LA VESTIZIONE DELLA SPOSA” 1940
Al centro vi è una donna nuda con una mantello in piume e un copricapo q testa di rapace. Lo sguardo della sposa è rivolto a destra. Il corpo delle donne ricorda i nudi femminili del '400-'500 fiamminghi (Jan van Eyck). In basso a destra c'è una figura ibrida, ermafrodita e deforme. A sinistra un servitore per metà uomo e per metà uccello regge una lancia che per la posizione rappresenta un simbolo fallico. La scena è riprodotta in un quadro nel quadro.

RENE' MAGRITTE (1898-1967)
Nasce in Belgio. Studia a Bruxelles all'Accademia delle Belle Arti e lavorerà come disegnatore di carte da parati. A Parigi entra in contatto con i Surrealisti, ma nel '30 è in contrasto con Breton e torna in Belgio, dove si crea il gruppo dei Surrealisti belgi. Si rifugia in Francia quando il Belgio verrà invaso dai nazisti. Muore a Bruxelles.

OPERE
“L'USO DELLA PAROLA I” 1928-29
Viene raffigurata una pipa e una scritta “Ceci n'est pas une pipe”: “Questa non è una pipa”. Sottolinea la differenza tra l'oggetto reale e la sua rappresentazione che ha proprietà e caratteri diversi. Il dipinto ha un messaggio filosofico e invita a riflettere, lo scopo dell'arte è la riflessione sull'arte stessa.

“LA BELLA PRIGIONIERA” 1947
Sono rappresentati tre oggetti in riva al mare: una roccia, una tela dipinta su un cavalletto e una tuba infuocata. (stupore, decontestualizzazione degli oggetti). Tela che riflette le fiamme (vetro? Perchè allora non si vede il cavalletto?).

“LE PASSEGGIATE D'EUCLIDE” 1955
Tema del quadro nel quadro e la doppia immagine del cono.

“LA BATTAGLIA DELLE ARGONNE” 1959
Viene rappresentata un'enorme roccia e una nuvola librate su di un borgo. Solo una falce di luna ci assicura che è tutto vero.

SALVADOR DALI' (1904-1989)
Nasce a Figueres, in Catalogna. Studia all'Accademia Reale San Ferdinando di Madrid, ma verrà sospeso e poi espulso per il suo comportamento provocatorio. Conosce il regista Luis Bunuel con il quale collaborerà a due cortometraggi (“Un chien andalou” e “L'age d'or”). Incontra Picasso a Parigi nel '27. conoscerà i Surrealisti dai quali però terrà sempre un altezzoso distacco. Nel '40 si rifugia negli Stati Uniti dove ha molto successo, e per questo Breton gli crea il soprannome di Avida Dollars (anagramma). Muore a Figueres.

Inventa un suo automatismo psichico: il metodo paranoico-critico, cioè l'interpretazione e la restituzione più impersonale e diretta dei fenomeni deliranti. Lo sintetizza in una specie di formula matematica: paranoico=molle e critico=duro, dando così consistenza plastica agli elementi temporali e rigida a quelli spaziali. Ammiratore del Rinascimento italiano.

OPERE
“GIRAFFA INFUOCATA” 1936-37
Rappresenta la psicologia psicoanalitica del corpo umano con i cassetti che solo la psicoanalisi e l'arte riescono ad aprire. Lo sfondo è un paesaggio desolato e primitivo con una figura femminile in primo piano, scheletrica e con cassetti e stampelle. In secondo piano vi è una seconda figura di donna che regge un drappo rosso (violenza e sesso) e una giraffa infuocata (violenza e morte, periodo della guerra civile spagnola).

“COSTRUZIONE MOLLE CON FAVE BOLLITE: PREDAGIO DI GUERRA CIVILE” 1936
Delle figure anatomiche sono utilizzate per creare una figura abominevole, allegoria della guerra (violenza, paura, angoscia, prevaricazione).

“SOGNO CAUSATO DAL VOLO DI UN'APE” 1944
Lo spunto è un sogno fatto quando un'ape punge all'improvviso l'artista che mostra le visioni che inconsciamente gli si sono proposte. In basso c'è la moglie Gala con una baionetta che le sta per trafiggere il braccio (dolore e simbolo sessuale). La percezione della puntura assume le sembianze di due tigri che escono dalla bocca di un pesce che a sua volta esce da una melagrana (stessa dove ronza l'ape). Sullo sfondo appare un elefante con le zampe di insetto con in groppa un obelisco.

ASTRATTISMO → Non è più arte figurativa. Nasce contemporaneamente in più parti in Europa, ma il padre viene considerato Vasilij Kandinskij, secondo il quale bisogna rappresentare solo l'aspetto emotivo e sentimentale (musica). L'oggetto è un ostacolo al mondo interiore. Nel 1911 Kandinskij e Franz Marc fondano il “Der Bleue Reiter” (il cavaliere azzurro). L'ultima mostra fu nel '14. Viene anche chiamato espressionismo lirico.

VASILIJ KANDINSKIJ (1866-1944)
Nasce a Mosca dove si laurea in Giurisprudenza prima di dedicarsi alla pittura. Resta molto colpito dagli impressionisti. Si trasferisce a Monaco fino allo scoppio della 1^ Guerra Mondiale, quando rientra in patria. Nel '31 si reca in Germania dove diventa professore della Bauhaus che viene chiusa nel '33 dai nazisti. Va poi in Francia dove muore.

OPERE
“IL CAVALIERE AZZURRO” 1903
Dipinto ancora impressionista.

“SENZA TITOLO” 1910
E' considerata la prima opera astratta.

“IMPRESSIONE III (CONCERTO)” 1911
E' ancora legata all'oggetto, non completamente astratto. (Pianoforte e spettatori).

“COMPOSIZIONE VI” 1913
Visione emotiva e spirituale, non c'è oggetto.

“ALCUNI CERCHI” 1926
Astrattismo più geometrico, influenzato dalla Bauhaus.

PIET MONDRIAN (1872-1944) Astrattismo geometrico
Nasce in Olanda e frequenta l'Accademia di Belle Arti di Amsterdam. Viene influenzato dalle teorie teosofiche, dai Fauves, dal divisionismo e dal cubismo. Va a Parigi. In Olanda conosce Theo van Doesburg con il quale fonda la rivista “De Stijl” e si avvicina all'astrattismo. Dei contrasti con Theo lo portano ad abbandonare la rivista e si trasferisce a New York dove muore. Il tema dell'albero mostra la sua evoluzione pittorica, fino all'astrattismo con “Melo in fiore”.

OPERE
“MELO IN FIORE” 1912
Dell'albero restano solo le linee scure e curve dei rami.

“COMPOSIZIONE IN ROSSO, BLU E GIALLO”
“L'aspetto delle cose in natura cambia, mentre la realtà rimane costante”. La sua pittura diventa essenziale: Neoplasticismo. Bisogna eliminare il mondo oggettivo per raggiungere l'interiorità e far identificare l'arte con la vita. L'artista neoplastico deve eliminare imodi in cui si determina il suo intervento diretto e soggettivo, bisogna agire solo attraverso linee rette e colore (3 primari + nero e bianco) uniforme. Solo quando in America conosce il ballo Boogie Woogie elimina il nero e aggiunge un grigio verdastro.

KAZIMIR MALEVIC (1878-1935)
Nasce in Ucraina e nel 1904 si trasferisce a Mosca. Ama l'arte occidentale, ma resta molto fedele al cubofuturismo russo. Si rifiuta di lasciare la Russia dopo l'ascesa si Stalin. Muore a Leningrado (San Pietroburgo). Le sue opere furono vietate in patria per altri 27 anni. Venne influenzato da Matisse, i Fauves e Cézanne. La sintetizzazione delle forme lo avvicina all'Astrattismo geometrico che chiamerà Suprematismo (supremazia della sensibilità pura, essenza suprema dell'arte).

OPERE
“QUADRANGOLO (QUADRATO NERO SU FONDO BIANCO)” 1915
Essenza di tutta l'arte. Per sottolineare lo spirito mistico dell'opera, ad una mostra la fa collocare in alto in un angolo, dove si solito stanno le icone sante nelle case russe.

“BIANCO SU BIANCO (QUADRATO BIANCO SU FONDO BIANCO)” 1917
Estremo del percorso suprematista.

“COMPOSIZIONE SUPREMATISTA” 1915

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