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Il nome viene dato perché tutti sono proiettati verso il futuro. Mentre i romantici e i neoclassici guardavano al passato, i realisti e gli impressionisti al presente, questo guardano al futuro, esplorano, propongono qualcosa di nuovo.
Non ci sono autori, non emergono personalità, all'inizio è un discorso di gruppo.

1905-1915: 1909: Futurismo. Manifesto degli artisti futuristi (1907-Marinetti): proposta globale che coinvolge tutte le arti e la loro idea è che tutto debba cambiare, dall'arte alla danza (nasce la danza moderna con Isadora Dankan). In Italia e Russia c'è uno sviluppo interessante, negli altri paesi non attecchisce. L'espressionismo si manifesta con 2 gruppi: diebrucke (ponte) e blavereiten (cavaliere azzurro), Germania e Austria. Tutti raffigurano il presente ma soprattutto il futuro: rappresentano cose non accadute o tecniche nuove. L'idea base è deformare la realtà secondo la propria emozione (ultimo Van Gogh). Gli impressionisti si facevano impressionare dall'immagine reale, gli espressionisti deformano l'immagine reale con la loro immagine mentale.

1910-1915: i fauves (le belve-Francia) chiamate così da un critico per l'aggressività visiva della loro pittura: i colori molto saturi non veristici (mele azzurre di Matisse), forme deformate. È come vedere donatello tra le belve. Espressionismo meno cupo, senza temi drammatici basato sul l'osservazione della realtà rielaborata dall'artista. Se deformiamo le forme perché non cambiamo anche i colori?

1907: prima opera cubista in Francia. Gli autori principali sono Braque e Picasso i quali riproducono la realtà in forme geometriche pure schiacciate sul piano. Prendono l'immagine reale, la sezionano e la appiattiscono su un unico piano. Realtà geometrizzata (sviluppo del cubo sul piano). L'immagine è frammentata e non c'è più prospettiva. Questo concetto non è nuovo, così disegnavano gli egizi.

1912: astrattismo in Francia e Olanda ma il massimo sviluppo è negli USA anche perché molti degli autori emigrano per sfuggire alle dittature. Non rappresenta forse e cose reali ma concetti astratti. Tra questi Mondrian e Kandinsky. Uno dei testi base è lo spirituale nell'arte, il concettuale. Non raffigurano le forme ma i concetti (es: il giallo per esprimere una sensazione positiva). È un'arte molto soggettiva.
Voyelle: l'autore in base alla sua personale visione associa un colore e una forma a un'idea. Klè: linee di vari colori perpendicolari che chiama Broadway ma a ognuno viene in mente una cosa diversa.

1933: surrealismo con il manifesto del surreale scritto da Andre Breton strettamente collegato agli studi di Freud. L'idea è che bisogna rappresentare l'inconscio attraverso forme reali. Si vuole rappresentare la realtà che ognuno ha dentro di sè. Francia e Spagna (Dalí e Nicò) e Belgio (Magrit). Dalí va a Vienna a conoscere Freud il quale scrive in una lettera che è venuto un giovane catalano che apparentemente l'ha preso come suo santo patrono, pazzo al 95%. Potenza dei simboli, non universali. Per Dalí il tema dei cassetti allude all'incoscio. Il tema di Magrit sono i volti coperti. La differenza rispetto all'astrattismo o all'espressionismo è che le immagini sono del tutto realistiche, è il significato che va interpretato.

Quadro futurista: immagine che si intitola 'Città che sale' di Boccione. Viene dall'impressionismo però il tema è un cantiere, l'impressione è che la scena sia velocissima, quasi frenetica. L'idea che vuole trasmettere è quella della velocità. Tutte le forme si confondono tra loro, la simultaneità, le forme sono mescolate.

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